LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Pagina 12 di 40

Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del processo in una causa di lavoro a seguito della rinuncia congiunta al ricorso da parte del dirigente e dell'associazione datoriale. La decisione chiarisce che in caso di estinzione non si dispone sulle spese e non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
Continua »
Spese di lite rinuncia: chi paga se la controparte tace?
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sul calcolo della retribuzione in ferie di un dipendente, rinuncia al ricorso in Cassazione. Poiché il lavoratore non ha accettato la rinuncia, la Corte Suprema dichiara l'estinzione del giudizio e, applicando il principio sulle spese di lite rinuncia, condanna la società a pagare i costi del procedimento di legittimità.
Continua »
Rinuncia agli atti: estinzione e cancellazione
Una società creditrice agisce in revocatoria contro la vendita di un immobile da parte di una debitrice. Durante il giudizio in Cassazione, le parti formalizzano una rinuncia agli atti congiunta. La Suprema Corte, prendendone atto, dichiara estinto il giudizio e ordina la cancellazione della trascrizione della domanda giudiziale, senza pronunciarsi sulle spese.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
Un ente previdenziale nazionale proponeva ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello favorevole a un dipendente pubblico. Prima dell'udienza, l'ente ha formalmente rinunciato al ricorso e il dipendente ha accettato tale rinuncia. Di conseguenza, la Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, ponendo fine alla controversia senza una decisione nel merito e senza pronunciarsi sulle spese legali.
Continua »
Estinzione del giudizio e contributo unificato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della relativa accettazione dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, poiché questa misura ha natura eccezionale e si applica solo ai casi tassativi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Le spese legali sono state compensate tra le parti.
Continua »
Consumazione impugnazione: no a ricorsi multipli
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in base al principio di consumazione dell'impugnazione, una volta presentato un ricorso contro una decisione, non è più possibile proporne un secondo. Nel caso esaminato, un primo ricorso per revocazione è stato dichiarato estinto per acquiescenza alla proposta di definizione accelerata, mentre un secondo ricorso, presentato successivamente, è stato dichiarato inammissibile proprio per la violazione del principio di consumazione impugnazione.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in seguito alla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalla controparte. La controversia, avviata dall'erede di un privato contro una cooperativa sociale, si è conclusa prima di una decisione di merito. La Corte ha inoltre disposto la compensazione integrale delle spese legali tra le parti, conformemente al loro accordo, e ha escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché tale misura non si applica ai casi di estinzione del giudizio.
Continua »
Estinzione del processo: condanna alle spese
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole, decide di rinunciarvi. Le controparti non accettano la rinuncia ma chiedono la condanna alle spese. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo, ma condanna la società rinunciante a pagare le spese legali, applicando il principio della soccombenza virtuale, dato che il ricorso aveva scarse probabilità di successo alla luce di precedenti sentenze.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver perso in appello una causa sul diritto alla retribuzione dei dipendenti in ferie, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha effettuato una rinuncia al ricorso, riconoscendo un orientamento giurisprudenziale consolidato a lei sfavorevole. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, condannando la società a pagare le spese legali in base al principio della soccombenza virtuale.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di trasporti, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole sulla retribuzione feriale dei dipendenti, presenta una rinuncia al ricorso. La Corte Suprema dichiara l'estinzione del processo e, applicando il principio della soccombenza virtuale, condanna la società a rifondere le spese legali ai lavoratori, basandosi sull'orientamento giurisprudenziale consolidato in materia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società di consulenza, dopo aver perso in Appello, ha presentato ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, ha effettuato la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del processo, senza pronunciarsi sulle spese, conformemente alla procedura.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio dopo che una società di distribuzione energetica, ricorrente, e una società industriale, controricorrente, hanno congiuntamente rinunciato agli atti. La decisione si basa sulla volontà delle parti, che hanno anche concordato la compensazione delle spese legali, chiudendo definitivamente la controversia senza una pronuncia nel merito.
Continua »
Definizione agevolata: estinzione del processo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio tributario a seguito dell'adesione del contribuente alla definizione agevolata. Il caso riguardava un accertamento per Irpef e Irap nei confronti di un medico odontoiatra. Dopo l'istanza di definizione agevolata e il relativo pagamento, e in assenza di una richiesta di prosecuzione del giudizio, la Corte ha sancito la cessazione della materia del contendere.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando il giudizio si estingue
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti, formalmente accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce che, in caso di estinzione per rinuncia, non vi è luogo a provvedere sulle spese e non si applica l'obbligo di versamento dell'ulteriore importo a titolo di contributo unificato, previsto invece per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Trasferimento ramo d’azienda: i limiti della Cassazione
Una società cedente trasferiva a un'altra quella che definiva una parte della sua attività, escludendo alcuni dipendenti. La Cassazione ha confermato la decisione dei giudici di merito, qualificando l'operazione non come un legittimo trasferimento ramo d'azienda, ma come una cessione dell'intera azienda mascherata. Tale manovra, volta a eludere le tutele per i lavoratori previste dall'art. 2112 c.c., è stata dichiarata illegittima, ribadendo che l'accertamento dei fatti spetta ai giudici di merito ed è insindacabile in sede di legittimità se correttamente motivato.
Continua »
Rinuncia al ricorso Cassazione: niente raddoppio
La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto un processo a seguito della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti. Il caso riguardava l'inefficacia di un fondo patrimoniale. L'ordinanza chiarisce un punto fondamentale: la rinuncia al ricorso Cassazione non comporta il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione si applica solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione e non può essere interpretata estensivamente.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando si evita il doppio contributo
Un gruppo di lavoratori ha impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole relativa a una richiesta di risarcimento. Successivamente, hanno presentato una rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte Suprema ha dichiarato estinto il processo, chiarendo un punto fondamentale: in caso di rinuncia, non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, sanzione applicabile solo in caso di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
Continua »
Definizione agevolata: stop al processo tributario
Una società, dopo aver subito una truffa dal proprio commercialista, impugnava degli atti fiscali. In pendenza di giudizio, aderiva alla definizione agevolata delle cartelle. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'adesione alla definizione agevolata comporta la cessazione della materia del contendere, prevalendo su ogni altra questione, inclusa l'eventuale inammissibilità del ricorso iniziale. L'Agenzia delle Entrate, che sosteneva l'inammissibilità del ricorso originario e contestava l'ambito della sanatoria, ha visto il suo ricorso respinto.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio riguardante l'assegnazione di una cattedra a un docente. La decisione è scaturita dalla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, accettata dalle controparti. L'ordinanza chiarisce le conseguenze di tale atto sulla compensazione delle spese legali e sull'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato, offrendo un importante spunto sulla gestione procedurale dei contenziosi.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un docente aveva presentato ricorso in Cassazione per ottenere il riconoscimento del punteggio relativo al servizio militare nelle graduatorie scolastiche. Successivamente, ha presentato una formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, accogliendo l'atto, ha dichiarato l'estinzione del processo, chiarendo che l'accettazione della controparte non era necessaria poiché quest'ultima non si era costituita in giudizio.
Continua »