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Art. 391 Codice di Procedura Civile — Anno 2024

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Altri anni per Art. 391 Codice di Procedura Civile

Estinzione del processo per rinuncia: ecco le regole
La Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso da parte di una società in un contenzioso tributario contro un Comune e l'Agenzia delle Entrate. L'ordinanza dichiara l'estinzione del processo per rinuncia, disponendo la compensazione delle spese legali e specificando che non è dovuto il versamento del doppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica in caso di rinuncia ma solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue un giudizio
Un complesso caso immobiliare riguardante la proprietà di una scala e una servitù di passaggio si è concluso in Cassazione non con una sentenza di merito, ma con una declaratoria di estinzione del giudizio. A seguito di una lunga disputa legale, la parte ricorrente ha presentato una rinuncia al ricorso, che è stata formalmente accettata dalla controparte. La Suprema Corte, verificati i requisiti procedurali, ha dichiarato estinto il processo, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti come da loro congiunta richiesta.
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Definizione agevolata: estinzione del processo
Una società agricola aveva impugnato avvisi di accertamento per Ires e Irap, basati sulla normativa delle società non operative. Durante il giudizio in Cassazione, la controversia è stata risolta tramite la definizione agevolata prevista dalla L. 197/2022. La Corte, preso atto dell'accordo, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che le spese legali restano a carico di chi le ha sostenute e che non è dovuto il doppio contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una controversia sulla proprietà di un macchinario industriale, giunta fino alla Corte di Cassazione dopo esiti contrastanti nei primi due gradi di giudizio, si conclude con l'estinzione del giudizio. Le parti hanno raggiunto un accordo transattivo, portando la parte ricorrente a rinunciare al ricorso. La Suprema Corte, verificati i requisiti formali della rinuncia e della sua accettazione, ha dichiarato estinto il processo, senza pronunciarsi nel merito.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
Una società ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione avverso un decreto del Tribunale relativo alla sua opposizione allo stato passivo di un fallimento. Poiché la controparte non ha accettato la rinuncia, la Suprema Corte ha dichiarato estinto il processo e, applicando il principio di causalità, ha condannato la società rinunciante al pagamento delle spese legali. È stato inoltre chiarito che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso per cassazione: processo estinto
Una società immobiliare aveva impugnato un decreto del Tribunale di Milano relativo a una procedura fallimentare. Successivamente, ha presentato un atto di rinuncia al ricorso per cassazione. La Corte di Cassazione, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del processo, applicando la specifica norma procedurale. La decisione sottolinea come un atto formale di rinuncia impedisca alla Corte di esaminare il merito della controversia, chiudendo definitivamente il procedimento.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
Una società produttrice di energia elettrica, dopo aver ricevuto un avviso di pagamento per accise non versate e aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, ha effettuato una rinuncia al ricorso, prendendo atto di un orientamento giurisprudenziale sfavorevole. La Corte di Cassazione, accogliendo la rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha compensato integralmente le spese processuali tra le parti, escludendo l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: le conseguenze sulle spese legali
Una società di servizi sanitari, dopo aver perso in primo e secondo grado una causa contro un'azienda sanitaria locale per il pagamento di prestazioni, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, ha optato per la rinuncia al ricorso. La Corte Suprema, prendendo atto della rinuncia, ha dichiarato estinto il processo e ha condannato la società rinunciante al pagamento di tutte le spese legali sostenute dalla controparte, applicando il principio generale previsto dal codice di procedura civile.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo tributario
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un processo tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate. L'Amministrazione finanziaria, dopo aver impugnato una sentenza sfavorevole in materia di detrazioni IRES per riqualificazione energetica su immobili locati, ha modificato il proprio orientamento e ha annullato l'atto impositivo. La Corte ha preso atto della rinuncia, estinguendo il giudizio senza pronunciarsi sulle spese, data la mancata attività difensiva della controparte.
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Rinuncia al ricorso e contributo unificato: la Cassazione
Un istituto di credito aveva presentato ricorso in Cassazione contro una decisione nell'ambito di una procedura fallimentare. Successivamente, a causa della chiusura del fallimento, l'istituto ha optato per la rinuncia al ricorso, che è stata accettata dalla controparte. La Corte di Cassazione ha dichiarato il giudizio estinto, compensando le spese legali. La decisione chiarisce un punto fondamentale: l'obbligo di pagare un contributo unificato raddoppiato non si applica in caso di rinuncia al ricorso, poiché tale misura ha natura sanzionatoria, destinata a punire impugnazioni pretestuose e non le ritirate volontarie.
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Procura speciale inesistente: estinzione del ricorso
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione di un giudizio a causa della presentazione di una procura speciale inesistente. Il difensore aveva depositato un'istanza di decisione allegando una procura priva della firma del proprio cliente. La Corte ha ritenuto tale vizio insanabile, equiparando la mancanza della firma all'inesistenza stessa della procura, il che comporta una presunzione di rinuncia al ricorso. È stata respinta la tesi dell'errore tecnico, poiché non addebitabile alla Corte e non sufficientemente provato per concedere la rimessione in termini.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese processuali?
Una società e il suo socio, dopo aver impugnato la sentenza che ne dichiarava il fallimento, hanno presentato rinuncia al ricorso in Cassazione. Nonostante la mancata accettazione da parte del Fallimento e di un altro creditore, la Corte ha dichiarato estinto il giudizio. Ha però condannato i rinuncianti al pagamento delle spese legali, applicando il principio di causalità, dato che la rinuncia al ricorso non era stata accettata.
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Estinzione del giudizio: rinuncia in Cassazione
Una causa per responsabilità di un istituto bancario, giunta in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte prende atto della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della relativa accettazione da parte della banca, chiudendo il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Servitù coattiva: diritto di passaggio per la casa
La Corte di Cassazione conferma la creazione di una servitù coattiva di passaggio per l'accesso veicolare a un'abitazione. La decisione bilancia le esigenze abitative del proprietario del fondo dominante con il sacrificio imposto al fondo servente, evidenziando come l'istituto debba essere interpretato alla luce delle moderne necessità abitative e della funzione sociale della proprietà, anche in caso di interclusione solo relativa.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Un caso di presunta diffamazione online, giunto fino alla Corte di Cassazione, si conclude non con una decisione nel merito, ma con l'estinzione del processo. La Corte ha applicato le norme sulla rinuncia al ricorso, dopo che l'appellante ha ritirato la propria impugnazione con l'accettazione della controparte. La decisione evidenzia come un atto processuale formale possa terminare una controversia, senza alcuna statuizione sulle spese di lite.
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Estinzione del giudizio: rinuncia e accettazione
Un'ordinanza della Cassazione analizza un caso di estinzione del giudizio. Un creditore, dopo aver impugnato un decreto del Tribunale relativo alla sua opposizione allo stato passivo di un fallimento, ha rinunciato al ricorso. La procedura fallimentare ha accettato la rinuncia, portando la Corte a dichiarare l'estinzione del giudizio ai sensi del codice di procedura civile, senza entrare nel merito della questione.
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Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
Una società immobiliare impugna una sentenza della Corte d'Appello. Un Comune e una compagnia assicurativa resistono con controricorso. Prima dell'udienza, le parti depositano un atto congiunto di rinuncia, portando la Corte di Cassazione a dichiarare l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese, conformemente alla procedura civile.
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Deposito telematico illeggibile: conseguenze legali
Un ricorso in Cassazione è stato messo a rischio a causa di un deposito telematico illeggibile della sentenza impugnata. La situazione si è complicata per via della creazione di due fascicoli telematici identici e di un successivo errore nel depositare l'istanza di decisione nel fascicolo corretto, portando a un decreto di estinzione. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'elevata complessità delle questioni tecniche e giuridiche sollevate, ha sospeso la decisione. Ha rinviato la causa a una pubblica udienza per un esame approfondito, ordinando accertamenti tecnici sul funzionamento del sistema di deposito telematico.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di rinuncia al ricorso, la parte che non accetta non ha automaticamente diritto al rimborso delle spese legali. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio senza condannare alle spese una compagnia assicurativa, poiché la sua partecipazione non era necessaria ai fini della difesa, essendo la sua posizione debitoria già definita dal massimale di polizza, non influenzabile dall'esito del ricorso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Un ente pubblico, dopo aver impugnato una sentenza della Corte d'Appello in materia di lavoro, ha effettuato una rinuncia al ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione. La controparte ha accettato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, sottolineando che in Cassazione la rinuncia è un atto unilaterale che non richiede accettazione per essere efficace, ma l'accettazione è rilevante per evitare la condanna alle spese. Visto l'accordo tra le parti sulla compensazione delle spese, la Corte non ha emesso alcuna statuizione in merito.
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