LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 390 Codice di Procedura Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 9 di 16

Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Debito condominiale: l’azione contro il singolo
La curatela fallimentare di una società edile ha agito esecutivamente contro un singolo condomino per un debito derivante da un decreto ingiuntivo ottenuto contro l'intero condominio. Il condomino si è opposto, contestando l'importo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del condomino, chiarendo che un provvedimento giudiziale contro il condominio è un titolo esecutivo valido anche contro i singoli condomini. La Corte ha inoltre stabilito che, in caso di debito condominiale, spetta al singolo condomino dimostrare la corretta misura della propria quota di debito, e che la partecipazione del condominio alla causa non è necessaria.
Continua »
Estinzione del giudizio: rinuncia in Cassazione
Una causa per responsabilità di un istituto bancario, giunta in Cassazione, si conclude con l'estinzione del giudizio. La Suprema Corte prende atto della rinuncia al ricorso da parte dei ricorrenti e della relativa accettazione da parte della banca, chiudendo il contenzioso senza una decisione nel merito.
Continua »
Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
Un caso di presunta diffamazione online, giunto fino alla Corte di Cassazione, si conclude non con una decisione nel merito, ma con l'estinzione del processo. La Corte ha applicato le norme sulla rinuncia al ricorso, dopo che l'appellante ha ritirato la propria impugnazione con l'accettazione della controparte. La decisione evidenzia come un atto processuale formale possa terminare una controversia, senza alcuna statuizione sulle spese di lite.
Continua »
Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della Curatela Fallimentare di un'impresa. Nonostante un accordo transattivo con una delle controparti, la Curatela viene condannata a pagare le spese legali degli altri resistenti, che non avevano accettato la compensazione delle spese. La decisione si fonda sul principio di causalità, stabilendo che chi rinuncia all'impugnazione deve sostenere i costi generati dalla propria iniziativa processuale. Di conseguenza, il ricorso incidentale condizionato viene dichiarato assorbito.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese compensate
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte di un gruppo di ex soci di una cooperativa. La controversia riguardava la loro responsabilità per un debito della società cessata. Poiché la controparte ha accettato la rinuncia con un accordo sulla compensazione delle spese, la Corte ha formalizzato la fine del procedimento e stabilito che ogni parte sostenesse i propri costi legali.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha chiarito che in caso di rinuncia al ricorso accettata dalle altre parti, il giudizio si estingue e non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda nasce da un appello contro una sentenza della Corte d'Appello, ma prima della decisione, le parti hanno formalizzato la rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che il raddoppio del contributo è una misura sanzionatoria applicabile solo in caso di rigetto, inammissibilità o improcedibilità, e non può essere estesa alla rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società, dopo aver presentato ricorso in Cassazione avverso una sentenza d'appello sfavorevole in materia di esecuzione forzata, ha presentato atto di rinuncia al ricorso. La Corte Suprema ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che, data la mancata costituzione della controparte, non era necessaria alcuna accettazione. Di conseguenza, non è stata disposta la condanna alle spese né l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato, previsto solo per i casi di rigetto o inammissibilità.
Continua »
Rinuncia al ricorso per cassazione: come funziona
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso per cassazione da parte del ricorrente. La Corte chiarisce che tale rinuncia non necessita dell'accettazione della controparte per essere efficace e che, in questo caso, non si applica il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti. La controversia, avviata da due soggetti contro una società di gestione del risparmio, si è conclusa prima dell'udienza grazie a un accordo transattivo tra le parti. La Corte ha verificato la regolarità della rinuncia e, conformemente all'art. 391 c.p.c., non ha emesso una pronuncia sulle spese, chiudendo definitivamente il procedimento.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una recente ordinanza della Cassazione chiarisce gli effetti della rinuncia al ricorso, sia principale che incidentale. Il caso riguardava una controversia tra una società, un condominio e una terza società. A seguito della rinuncia di entrambe le parti appellanti, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese tra i rinuncianti ma condannando il ricorrente principale a pagare le spese del condominio. È stato inoltre escluso il raddoppio del contributo unificato, poiché non applicabile in caso di rinuncia.
Continua »
Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una società costruttrice e una società di servizi hanno ritirato i rispettivi ricorsi, principale e incidentale, davanti alla Corte di Cassazione. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio a seguito della rinuncia al ricorso, compensando le spese tra le due società appellanti e condannando la ricorrente principale al pagamento delle spese a favore del condominio. Il punto cruciale della decisione è l'esclusione del raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non si applica ai casi di rinuncia volontaria.
Continua »
Responsabilità degli eredi per calunnia: il caso
La Corte di Cassazione interviene su un complesso caso di calunnia, chiarendo i limiti della responsabilità degli eredi. La vicenda nasce dalle accuse, poi rivelatesi infondate, mosse da una donna (poi deceduta) insieme alla figlia e alla nipote. La Corte d'Appello aveva condannato le due superstiti solo in qualità di eredi, escludendo una loro responsabilità personale. La Cassazione ha annullato tale decisione, accogliendo il ricorso delle parti offese. Secondo i giudici supremi, la corte di merito ha erroneamente ignorato prove decisive, come dichiarazioni confessorie, che indicavano un coinvolgimento diretto delle due donne. Viene così riaffermato il principio che la qualità di successore non esclude una responsabilità personale, se provata. La questione sulla responsabilità degli eredi viene quindi rinviata a un nuovo esame.
Continua »
Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione del giudizio a seguito di un accordo tra le parti, che hanno formalizzato la rinuncia al ricorso e la relativa accettazione. L'ordinanza chiarisce che in caso di estinzione del giudizio per rinuncia, non si applica il raddoppio del contributo unificato e la Corte non decide sulle spese legali se le parti hanno raggiunto un accordo autonomo in tal senso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte sia della società ricorrente principale che di quella incidentale. La Corte ha compensato le spese tra queste due, ma ha condannato la ricorrente principale a pagare le spese del condominio controricorrente, poiché quest'ultimo non aveva formalmente accettato la rinuncia, applicando il principio della soccombenza.
Continua »
Estinzione del processo e contributo: no al raddoppio
La Corte di Cassazione chiarisce che in caso di estinzione del processo per reciproca rinuncia ai ricorsi, non si applica il raddoppio del contributo unificato. La vicenda, nata da appelli incrociati tra uno studio di architettura e una società di servizi, si è conclusa con un accordo tra le parti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e compensato le spese, specificando che il raddoppio del contributo ha natura sanzionatoria e si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio agrario
Un'ordinanza della Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio in materia agraria a seguito della rinuncia al ricorso da parte del ricorrente e dell'adesione della controparte. La controversia originale verteva su un contratto di affitto agrario e sulla tardività dell'appello, ma si è conclusa prima di una decisione nel merito grazie all'accordo tra le parti, evidenziando l'efficacia della rinuncia al ricorso come strumento di definizione del contenzioso.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una società del settore alberghiero, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza che confermava la risoluzione del suo contratto di locazione per grave inadempimento, ha presentato una rinuncia al ricorso. La controparte ha aderito alla rinuncia e le parti hanno congiuntamente richiesto la compensazione delle spese legali. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti di legge, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, accogliendo la richiesta sulla compensazione delle spese.
Continua »
Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Un soggetto, condannato al risarcimento danni per diffamazione, si oppone al precetto di pagamento. Dopo due gradi di giudizio sfavorevoli, ricorre in Cassazione ma poi presenta una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, verificata la regolarità dell'atto, dichiara l'estinzione del giudizio, rendendo definitiva la condanna al pagamento.
Continua »
Estinzione del giudizio: l’accordo che chiude il caso
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso riguardante il pagamento di compensi professionali a un legale. Dopo un lungo iter giudiziario, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo e hanno presentato una richiesta congiunta alla Corte. In accoglimento della richiesta, il supremo collegio ha dichiarato l'estinzione del giudizio senza pronunciarsi sulle spese processuali, confermando che l'accordo tra le parti prevale e può porre fine alla controversia in qualsiasi fase, anche quella di legittimità.
Continua »
Estinzione del giudizio: la rinuncia in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio in un caso di opposizione all'esecuzione. La decisione è seguita alla rinuncia al ricorso da parte del ricorrente, formalmente accettata dalla controparte. Di conseguenza, la Corte non ha provveduto sulle spese e ha escluso l'obbligo di versare l'ulteriore contributo unificato, poiché l'esito non è stato un rigetto o una dichiarazione di inammissibilità.
Continua »