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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Rottamazione-ter: estinzione del ricorso tributario
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento IRPEF relativa all'anno 2002. Dopo i rigetti nei primi due gradi di merito, il ricorrente ha presentato istanza di estinzione del giudizio in Cassazione, dichiarando di aver aderito alla Rottamazione-ter. Nonostante non vi fosse prova dell'integrale pagamento di tutte le rate, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso. Tale decisione è stata possibile poiché la rinuncia è stata notificata correttamente e la controparte era rimasta solo intimata, rendendo superflua l'accettazione formale della stessa.
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Rinuncia al ricorso: guida all’estinzione del giudizio
L'erede di un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento IVA relativa all'anno 2002. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha presentato istanza di estinzione avvalendosi della definizione agevolata prevista dal D.L. 119/2018, effettuando il pagamento delle rate e depositando la formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia è idonea a chiudere il processo anche senza accettazione della controparte e che la notifica effettuata dalla difesa, anziché dalla cancelleria, ha comunque raggiunto lo scopo informativo richiesto dalla legge.
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Rinuncia al ricorso: effetti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di legittimità a seguito della rinuncia al ricorso presentata dalle società ricorrenti. Il caso riguardava un'opposizione all'esecuzione ex art. 615 c.p.c. nell'ambito di un pignoramento presso terzi. Parallelamente, la Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso incidentale proposto da un'altra parte poiché notificato oltre il termine di quaranta giorni dalla notifica del ricorso principale. Nonostante l'estinzione, le spese sono state compensate integralmente a causa di incertezze interpretative e irregolarità procedurali riscontrate nei gradi di merito.
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Rinuncia al ricorso tributario: guida alla procedura
Una società di capitali ha impugnato un avviso di accertamento IVA relativo all'anno 2005. Dopo una vittoria in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha ribaltato il verdetto a favore dell'Amministrazione Finanziaria. La società ha quindi proposto ricorso in Cassazione, lamentando violazioni procedurali e dei principi di buona fede. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, la contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso per aver aderito alla definizione agevolata dei carichi pendenti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
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Rottamazione quater: stop al giudizio IRAP
Un professionista ha impugnato una cartella di pagamento IRAP relativa a uno studio associato, contestando l'esistenza di un'autonoma organizzazione. Dopo una sentenza d'appello sfavorevole, il contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante il giudizio, ha aderito alla Rottamazione quater, rinunciando formalmente al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, stabilendo che in caso di rinuncia per definizione agevolata non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Rottamazione bis: effetti sul ricorso in Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento relativo a plusvalenze derivanti dalla vendita di un terreno edificabile. Durante il giudizio di legittimità, il ricorrente ha depositato una dichiarazione di desistenza avendo aderito alla Rottamazione bis e completato i pagamenti previsti. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, disponendo la compensazione delle spese legali per non penalizzare l'adesione alla misura agevolativa.
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Mobbing: estinzione del processo in Cassazione
Una società datrice di lavoro, condannata in appello per mobbing e demansionamento illegittimo ai danni di un dipendente, ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la stessa società ha depositato una dichiarazione di rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, specificando che in caso di estinzione non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato, previsto invece solo per rigetto o inammissibilità.
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Distrazione delle spese: guida alla restituzione
La controversia nasce dalla richiesta di un avvocato di ottenere il pagamento degli onorari dalla propria cliente dopo che una sentenza di primo grado, che prevedeva la distrazione delle spese a suo favore, era stata riformata in appello. L'ente previdenziale soccombente in primo grado aveva ottenuto un'ingiunzione contro il legale per la restituzione delle somme. L'avvocato sosteneva che, nonostante una precedente rinuncia scritta al compenso verso la cliente, quest'ultima fosse ora tenuta al pagamento. Tuttavia, il caso si è concluso in Cassazione con una rinuncia al ricorso da parte di tutti i soggetti coinvolti, portando all'estinzione del giudizio.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi processuali
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione dopo che i vincoli paesaggistici che ostacolavano il suo progetto eolico sono stati annullati in sede amministrativa. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, precisando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare l'ulteriore importo del contributo unificato, trattandosi di una pronuncia di rito e non di un rigetto nel merito.
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Rinuncia al ricorso: validità e firma del legale
Una società ha impugnato in Cassazione la sentenza che confermava l'obbligo di pagare forniture industriali a una procedura fallimentare, contestando il mancato riconoscimento di un controcredito. Tuttavia, prima dell'udienza, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore munito di procura speciale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, confermando che la firma del solo avvocato è sufficiente se autorizzato specificamente, senza necessità della sottoscrizione della parte.
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Regolamento di giurisdizione: guida alla rinuncia
Il caso analizzato riguarda un regolamento di giurisdizione promosso dagli eredi di un socio di una società estinta in merito a una controversia su una convenzione di lottizzazione. I ricorrenti sostenevano la competenza del giudice amministrativo, ma il procedimento si è concluso con una dichiarazione di estinzione a seguito della rinuncia al ricorso accettata dalla controparte.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio contributo
Una società cooperativa ha impugnato in Cassazione una sentenza relativa alla natura di un credito vantato verso una società in concordato preventivo. Durante il giudizio, la ricorrente ha presentato atto di rinuncia al ricorso, regolarmente accettato dalla controparte con accordo sulla compensazione delle spese. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, sottolineando che la rinuncia al ricorso non comporta l'obbligo di versare il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione fiscale si applica solo nei casi di rigetto, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione.
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Regolamento di giurisdizione e Riforma Cartabia
Una società concessionaria autostradale ha promosso un Regolamento di giurisdizione dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione a seguito di una controversia riguardante investimenti ammissibili e adeguamenti tariffari. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare formalmente al ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove disposizioni della Riforma Cartabia che consentono la rinuncia fino all'udienza di discussione, senza necessità di notifica alla controparte se effettuata telematicamente.
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Ristretta base partecipativa e rinuncia al ricorso
Un socio di una società a **ristretta base partecipativa** ha impugnato un avviso di accertamento IRPEF basato sulla presunta percezione di utili extracontabili. Dopo la conferma della pretesa tributaria in appello, il contribuente ha proposto ricorso in Cassazione contestando l'uso degli studi di settore e la validità delle presunzioni semplici. Tuttavia, prima della trattazione, il ricorrente ha depositato una rinuncia formale al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e la cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite.
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Definizione agevolata: stop alle sanzioni CONSOB
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio relativo a sanzioni amministrative irrogate dalla CONSOB. La ricorrente, inizialmente sanzionata per abuso di informazioni privilegiate, ha scelto di avvalersi della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Avendo aderito alla cosiddetta rottamazione-quater, la parte ha depositato formale rinuncia al ricorso, portando alla chiusura del procedimento senza una decisione nel merito e con la compensazione delle spese di lite tra le parti coinvolte.
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Società di fatto: responsabilità e concorrenza
La Corte di Cassazione si è pronunciata su una controversia riguardante la responsabilità di una società di fatto e dei suoi componenti per atti di concorrenza sleale e sviamento di clientela. La ricorrente, condannata nei gradi di merito come socio e amministratore di fatto, aveva impugnato la sentenza contestando la sussistenza del vincolo societario e il nesso causale con il danno. Tuttavia, durante il giudizio di legittimità, la stessa ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio applicando le nuove norme procedurali, ponendo le spese a carico della rinunciante poiché la controparte non aveva accettato la rinuncia.
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Concorso di colpa: assegni e posta ordinaria
Una compagnia assicurativa ha impugnato la sentenza che riconosceva un concorso di colpa del 50% a suo carico per aver spedito un assegno di traenza tramite posta ordinaria, poi incassato illegittimamente. A seguito dell'evoluzione della giurisprudenza di legittimità, la ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio e ha disposto la compensazione delle spese legali tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della rinuncia al ricorso presentata dai ricorrenti e accettata dalla società cooperativa in liquidazione. La decisione, basata sull'applicazione dell'art. 390 c.p.c., ha comportato la chiusura definitiva della lite con la compensazione delle spese tra le parti.
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Concordato fallimentare ed estinzione del giudizio
Un ricorrente ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito dell'intervenuta omologazione di un concordato fallimentare, che ha comportato la chiusura della procedura concorsuale e il conseguente difetto di interesse a proseguire la lite. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio. Nonostante la mancata accettazione della rinuncia da parte del controricorrente, i giudici hanno disposto la compensazione delle spese legali, motivata proprio dalla sopravvenuta chiusura della procedura fallimentare.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Una società operante nel settore delle energie rinnovabili ha impugnato un provvedimento relativo a sanzioni per presunta indebita esenzione dall'accisa sull'energia prodotta. Dopo una sentenza sfavorevole in appello, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, a seguito dell'omologazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti e del saldo delle pendenze con l'Agenzia delle Dogane, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, applicando le nuove norme procedurali che semplificano la chiusura dei processi in caso di rinuncia.
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