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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Responsabilità soci SNC: i limiti tra soci
La Corte di Cassazione analizza la responsabilità soci SNC in una controversia riguardante il pagamento di lavori edili. Il fulcro della decisione risiede nell'esclusione della responsabilità solidale illimitata ex art. 2291 c.c. quando l'azione è promossa da un socio contro la propria società e gli altri soci. La Corte stabilisce che tale garanzia opera solo a tutela dei terzi, mentre nei rapporti interni vige il principio della contribuzione proporzionale. Viene inoltre affrontata la natura del debito da appalto come debito di valuta.
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Contributi agricoli: si calcola sulle ore lavorate
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33839/2023, ha stabilito un principio fondamentale per i contributi agricoli degli operai a tempo determinato. A seguito del ricorso di diverse aziende agricole contro una pretesa dell'INPS, la Corte ha chiarito che l'imponibile contributivo deve essere calcolato sulla base delle ore di lavoro effettivamente prestate e non sull'orario di lavoro ordinario full-time previsto dalla contrattazione collettiva. La decisione si fonda sulla specificità del lavoro agricolo a termine, le cui norme speciali prevalgono sulla disciplina generale.
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Estinzione processo Cassazione per rinuncia ricorso
Un lavoratore impugnava una sanzione disciplinare. Dopo aver perso in Appello, ricorreva in Cassazione. Durante il giudizio, le parti raggiungevano un accordo e il lavoratore rinunciava al ricorso. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo in Cassazione, senza disporre sulle spese e escludendo il pagamento del doppio contributo unificato, previsto solo per rigetto o inammissibilità.
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Riqualificazione contratto: affitto o diritto superficie?
L'Ente Fiscale ha tentato la riqualificazione contratto di un affitto per la realizzazione di un impianto fotovoltaico in una concessione di diritto di superficie, con conseguente aumento delle imposte. Le commissioni tributarie hanno dato ragione al contribuente. L'Ente Fiscale ha presentato ricorso in Cassazione, ma ha poi rinunciato, portando all'estinzione del giudizio e rendendo definitiva la sentenza d'appello favorevole alla società.
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Estinzione giudizio tributario: la rinuncia al ricorso
Un'ordinanza della Cassazione analizza il caso di una controversia tra l'Amministrazione Finanziaria e una società energetica. A seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'ente impositore, la Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio tributario, compensando le spese e chiarendo che in tale ipotesi non è dovuto il doppio contributo unificato. La vicenda originava dalla riqualificazione di un contratto di affitto per un impianto fotovoltaico in concessione di diritto di superficie.
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Riqualificazione contratto: estinzione per rinuncia
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio riguardante la riqualificazione contratto di affitto per un impianto fotovoltaico in diritto di superficie. La controversia, originata da un avviso di liquidazione dell'Amministrazione Finanziaria, si è conclusa non con una decisione nel merito, ma a seguito della rinuncia al ricorso da parte della stessa Agenzia, accettata dalla società contribuente. Di conseguenza, le decisioni dei giudici di merito, favorevoli al contribuente, sono diventate definitive.
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Qualificazione contratto affitto: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio riguardante la qualificazione di un contratto di affitto per impianti fotovoltaici. L'Agenzia Fiscale aveva riqualificato l'accordo in diritto di superficie, ma ha poi rinunciato al ricorso in Cassazione dopo due sentenze sfavorevoli, portando alla chiusura del caso e alla compensazione delle spese.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio in Cassazione
Un ente di previdenza per farmacisti ha presentato ricorso in Cassazione contro una decisione della Corte d'Appello relativa alla restituzione dei contributi a un'iscritta. Tuttavia, prima della trattazione, l'ente ha effettuato una rinuncia al ricorso, dichiarando di non avere più interesse a proseguire la causa. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi sul merito della controversia.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
Una società informatica, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in una causa di lavoro, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio e, in assenza di accettazione della rinuncia da parte del lavoratore, ha condannato la società a rimborsare le spese legali della controparte, applicando il principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese processuali?
Una società informatica, dopo aver impugnato in Cassazione una sentenza sfavorevole in materia di trasferimento di ramo d'azienda, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il processo e, in assenza di accettazione della rinuncia da parte del lavoratore, ha condannato la società a pagare le spese legali in base al principio di causalità.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese processuali?
Una società IT aveva presentato ricorso in Cassazione contro un ex dipendente in una causa relativa a un trasferimento di ramo d'azienda. Successivamente, la società ha ritirato il proprio appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il procedimento a seguito della rinuncia al ricorso. Poiché il lavoratore non ha accettato formalmente la rinuncia, la Corte ha condannato la società a pagare tutte le spese legali, applicando il principio di causalità e chiarendo le conseguenze procedurali di tale atto.
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Estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso
Una società propone ricorso in Cassazione contro una sentenza sfavorevole. Successivamente, le parti raggiungono un accordo transattivo. La società ricorrente rinuncia quindi al ricorso e la controparte accetta. La Corte, verificata la conformità della rinuncia, dichiara l'estinzione del giudizio senza disporre sulle spese, poiché la controparte non si era costituita.
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Riqualificazione atto: contratto e imposte di registro
Un'ordinanza della Corte di Cassazione analizza un caso di riqualificazione atto di un contratto di locazione per un impianto fotovoltaico in diritto di superficie. L'Agenzia delle Entrate aveva emesso un avviso di liquidazione per maggiori imposte, contestato dalla società. Sebbene i giudici di merito avessero dato ragione al contribuente, il processo in Cassazione si è concluso con l'estinzione del giudizio a seguito di rinuncia delle parti, senza una decisione nel merito sulla questione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo
Una controversia tributaria tra l'Agenzia delle Entrate e una società energetica, riguardante la qualificazione di un contratto per un impianto fotovoltaico, si conclude in Cassazione con l'estinzione del procedimento. La Corte Suprema accoglie la rinuncia al ricorso presentata dall'Agenzia e accettata dalla controparte, chiarendo che in tal caso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la norma ha carattere sanzionatorio e si applica solo in caso di rigetto o inammissibilità.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso nel processo tributario. A seguito della rinuncia dell'Amministrazione Finanziaria, accettata dalle controparti in una disputa sulla qualificazione fiscale di un contratto per impianto fotovoltaico, il procedimento è stato dichiarato estinto. La Corte ha stabilito che, in caso di accettazione, non vi è condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Estinzione del giudizio: la Cassazione chiarisce
Una società aveva proposto ricorso per cassazione contro una decisione della Corte d'Appello. Successivamente, le parti hanno raggiunto un accordo, portando la società ricorrente a rinunciare formalmente al ricorso. La controparte ha accettato la rinuncia e le parti hanno concordato la compensazione integrale delle spese legali. La Corte di Cassazione, verificati i requisiti procedurali, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, senza pronunciarsi nel merito della questione.
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Rinuncia al ricorso: quando si estingue il processo
La Corte di Cassazione dichiara estinto un procedimento tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate, accettata dalla società contribuente. La controversia originaria riguardava la corretta qualificazione fiscale di un contratto per l'installazione di un impianto fotovoltaico. L'ordinanza chiarisce che, in caso di rinuncia accettata, non vi è condanna alle spese e non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato, prevista solo per i casi di rigetto o inammissibilità dell'impugnazione.
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Rinuncia al ricorso: quando il processo si estingue
Un contenzioso fiscale tra l'Amministrazione Finanziaria e una società energetica, riguardante la tassazione di un contratto per un impianto fotovoltaico, si conclude in Cassazione. L'Amministrazione Finanziaria decide per la rinuncia al ricorso, che viene accettata dalla controparte. La Corte dichiara l'estinzione del procedimento, senza disporre sulle spese e chiarendo che la rinuncia esclude l'obbligo di versare il doppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza sanzioni
La Corte di Cassazione dichiara estinto un procedimento tributario a seguito della rinuncia al ricorso da parte dell'Agenzia delle Entrate, accettata dalla controparte. La decisione chiarisce che in caso di estinzione per rinuncia, non si applica la sanzione del raddoppio del contributo unificato né si dispone sulle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione senza costi aggiuntivi
Un'ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce le conseguenze della rinuncia al ricorso. Il caso riguardava una controversia fiscale sulla qualificazione di un contratto di locazione di terreni per un impianto fotovoltaico. L'Amministrazione Finanziaria, dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, ha presentato ricorso in Cassazione, salvo poi rinunciarvi. A seguito dell'accettazione della controparte, la Corte ha dichiarato l'estinzione del procedimento, specificando che in caso di rinuncia al ricorso accettata, non vi è condanna alle spese e non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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