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Art. 390 Codice di Procedura Civile — Anno 2023

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Altri anni per Art. 390 Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: stop alle liti col Fisco
L'ordinanza della Suprema Corte sancisce l'estinzione del giudizio in una controversia tra una società di servizi e l'Amministrazione Finanziaria. La decisione chiude definitivamente il contenzioso senza esaminare il merito della pretesa fiscale, prendendo atto del venir meno dell'interesse delle parti alla prosecuzione della causa di legittimità.
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Rinuncia al ricorso e definizione agevolata IVA
Una società ha proposto istanza di revocazione contro una sentenza della Cassazione relativa ad accertamenti IVA. Nel corso del giudizio, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, presentando successivamente una formale rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, constatata la regolarità della rinuncia ai sensi del codice di procedura civile, ha dichiarato l'estinzione del giudizio. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso sia lo strumento idoneo per concludere il contenzioso a seguito di pace fiscale, portando alla compensazione delle spese tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società operante nel settore della logistica ha impugnato il diniego al rimborso della tassa di ancoraggio versata tra il 2012 e il 2013. Dopo i rigetti subiti nei primi due gradi di giudizio, la controversia è approdata in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo stragiudiziale, formalizzando la reciproca **rinuncia al ricorso** principale e incidentale. La Suprema Corte ha preso atto della volontà delle parti, dichiarando l'estinzione del giudizio e disponendo la compensazione delle spese, escludendo inoltre l'obbligo di versamento del raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio tributario
Una società operante nel settore della logistica marittima ha impugnato il diniego di rimborso della tassa di ancoraggio versata per un triennio. Dopo i rigetti in primo e secondo grado, la controversia è approdata in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo extragiudiziale, formalizzando la successiva rinuncia al ricorso principale e incidentale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando che la rinuncia al ricorso esclude il raddoppio del contributo unificato e disponendo la compensazione delle spese di lite come richiesto dalle parti stesse.
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Estinzione del processo: rinuncia al ricorso
Una dipendente di un Ente Locale, con qualifica di architetto, ha impugnato la revoca del proprio incarico di posizione organizzativa e denunciato un demansionamento. Dopo una sentenza d'appello che ha parzialmente accolto le sue richieste, il caso è giunto dinanzi alla Suprema Corte. Tuttavia, prima della decisione di merito, entrambe le parti hanno depositato atti di rinuncia ai rispettivi ricorsi. La Corte di Cassazione ha dunque dichiarato l'estinzione del processo, prendendo atto dell'accordo tra le parti anche in merito alla compensazione delle spese legali, evitando così la prosecuzione di un lungo contenzioso.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del processo civile
Un dipendente pubblico ha impugnato la revoca delle funzioni di Comandante della Polizia Municipale, lamentando un demansionamento. Dopo diverse fasi di giudizio e una sentenza di rinvio della Cassazione, la Corte d'Appello ha rigettato le pretese del lavoratore. Quest'ultimo ha proposto un nuovo ricorso per cassazione, ma ha successivamente depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto dell'accettazione della controparte e dell'accordo sulla compensazione delle spese, ha dichiarato l'estinzione del processo senza applicare il raddoppio del contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso tributario: effetti e costi
Una società operante nel settore del lusso ha impugnato un avviso di accertamento relativo a IRES e IRAP per l'anno 2003, contestando il recupero di minusvalenze ritenute indeducibili dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo una sentenza d'appello favorevole all'Agenzia delle Entrate, la contribuente ha presentato ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha depositato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte, determinando la cessazione della materia del contendere. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, escludendo l'obbligo del raddoppio del contributo unificato, in quanto la rinuncia non configura una soccombenza in senso tecnico.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese in Cassazione
Una società di somministrazione lavoro ha impugnato una sentenza del Consiglio di Stato riguardante la suddivisione in lotti di un appalto sanitario. Durante il giudizio di legittimità, la ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, richiamando un recente orientamento delle Sezioni Unite. La Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, confermando che la rinuncia, se non accettata dalle controparti, comporta la condanna alle spese legali per chi desiste dall'azione.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una società fornitrice di energia ottiene un decreto ingiuntivo contro un'azienda cliente per fatture non pagate. L'azienda cliente si oppone, ma il Giudice di Pace e il Tribunale dichiarano l'opposizione inammissibile a causa di un vizio nella procura alle liti. Il caso giunge in Cassazione dove, tuttavia, la società ricorrente presenta formale rinuncia al ricorso. Poiché la controparte ha accettato tale rinuncia, la Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio, applicando il principio della non pronuncia sulle spese legali in presenza di accordo tra le parti.
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Rinuncia al ricorso: estinzione e spese legali
Una società operante nel settore alberghiero ha impugnato un avviso di accertamento relativo alla TIA (Tariffa Igiene Ambientale) per l'anno 2006. Dopo aver ricevuto esiti sfavorevoli nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, durante la pendenza del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un accordo bonario. Di conseguenza, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalla controparte. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese e specificando l'inapplicabilità del raddoppio del contributo unificato in caso di rinuncia.
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Sovraindebitamento: estinzione del ricorso
Due debitori hanno proposto un piano per risolvere il proprio sovraindebitamento, ma il Tribunale ha negato l'omologazione ritenendo la proposta non soddisfacente per i creditori. Dopo il rigetto del reclamo, i soggetti hanno presentato ricorso in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, i ricorrenti hanno depositato un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dunque dichiarato l'estinzione del giudizio, senza liquidare le spese poiché l'istituto bancario creditore non si era costituito.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
Una società ha impugnato in Cassazione una sentenza d'appello relativa a una controversia per responsabilità professionale contro alcuni legali. Durante il giudizio di legittimità, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dalle controparti che hanno contestualmente rinunciato ai propri ricorsi incidentali. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia al ricorso, disponendo la compensazione delle spese e chiarendo che non sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato.
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Tempo tuta: estinzione del giudizio in Cassazione
Una fondazione datrice di lavoro aveva presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello riguardante la retribuibilità del tempo tuta per alcuni dipendenti. Prima che la Suprema Corte potesse esprimersi nel merito, le parti hanno raggiunto un accordo transattivo tramite conciliazione sindacale. A seguito di tale accordo, la parte ricorrente ha depositato un atto di rinunzia formale. La Corte di Cassazione ha dunque preso atto della volontà delle parti e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, chiudendo definitivamente la controversia legale.
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Conciliazione stragiudiziale: estinzione del giudizio
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione di un giudizio di lavoro a seguito di una conciliazione stragiudiziale intervenuta tra una grande società tecnologica e una lavoratrice. La società ricorrente ha depositato atto di rinunzia ai sensi dell'art. 390 c.p.c., regolarmente notificato alla controparte. Poiché l'accordo prevedeva anche la definizione delle spese di lite, la Corte ha disposto la compensazione integrale delle stesse, chiudendo definitivamente il contenzioso senza una decisione nel merito.
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Rinuncia al ricorso: effetti su spese e tasse
Una società di servizi ha presentato ricorso in Cassazione contro una sentenza d'appello relativa a indennità lavorative. Prima della decisione, la società ha depositato atto di rinuncia al ricorso, accettato dalle controparti. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, stabilendo che la rinuncia al ricorso non comporta il raddoppio del contributo unificato e, data l'adesione reciproca, non vi è condanna alle spese processuali.
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Rinuncia al ricorso: effetti e costi in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito della **rinuncia al ricorso** presentata da una nota società informatica. La controversia riguardava la nullità di una cessione di ramo d'azienda e il conseguente obbligo di ripristino del rapporto di lavoro con una dipendente, oltre al pagamento delle retribuzioni arretrate. La Corte ha stabilito che la rinuncia, essendo un atto non 'accettizio', produce effetti immediati senza necessità di consenso della controparte, determinando il passaggio in giudicato della sentenza di appello e l'esonero dal raddoppio del contributo unificato.
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Regolamento di giurisdizione: le novità sulla rinuncia
Una società concessionaria autostradale ha proposto un regolamento di giurisdizione per chiarire la competenza in merito a una controversia sugli adeguamenti tariffari del 2018. Nelle more del giudizio, il Tribunale Amministrativo Regionale ha emesso una sentenza favorevole alla società, portando quest'ultima a rinunciare al ricorso preventivo. La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha dichiarato l'estinzione del giudizio applicando le novità introdotte dalla Riforma Cartabia, che consentono la rinuncia fino all'udienza di trattazione, escludendo inoltre il pagamento del doppio contributo unificato.
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Rinuncia al ricorso: estinzione in Cassazione
Un professionista medico ha agito contro la Presidenza del Consiglio per ottenere il risarcimento dei danni causati dalla mancata attuazione di direttive europee sulla remunerazione delle specializzazioni. Dopo che i giudici di merito hanno dichiarato il diritto prescritto, il ricorrente ha impugnato la decisione in Cassazione. Tuttavia, prima della decisione, il medico ha presentato una formale rinuncia al ricorso tramite il proprio difensore. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, rilevando la regolarità della rinuncia e l'assenza di spese legali da liquidare poiché la controparte non ha svolto attività difensiva.
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Rinuncia al ricorso: stop al raddoppio del contributo
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio a seguito di una formale rinuncia al ricorso presentata dal ricorrente e sottoscritta anche dal suo difensore. La decisione è di particolare rilievo poiché chiarisce che, in caso di rinuncia, non trova applicazione la sanzione del raddoppio del contributo unificato. Tale misura, di natura eccezionale e sanzionatoria, è limitata esclusivamente ai casi di rigetto integrale, inammissibilità o improcedibilità dell'impugnazione. Poiché le parti intimate non hanno svolto attività difensiva, la Corte non ha provveduto alla liquidazione delle spese legali.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio civile
Una docente, dopo aver impugnato l'esito dei trasferimenti scolastici e aver ottenuto ragione in primo grado, ha visto la sentenza ribaltata in appello. Proposto il ricorso in Cassazione, ha successivamente depositato atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del giudizio, evidenziando che la mancanza di attività difensiva della controparte esclude la condanna alle spese.
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