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Art. 380-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2022

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Altri anni per Art. 380-ter Codice di Procedura Civile

Sezioni specializzate in materia di impresa: quote contro debiti
Una società conferisce un ramo d'azienda per acquisire il venti per cento delle quote di una nuova compagine. La stima iniziale del ramo d'azienda include un debito inesistente per caparre. Successivamente, la società conferente chiede la condanna della società beneficiaria al pagamento del maggior valore reale del ramo d'azienda. Sorge un conflitto di competenza tra tribunale ordinario e tribunale delle imprese. La Corte di Cassazione risolve il conflitto stabilendo che la controversia spetta alle sezioni specializzate in materia di impresa. Infatti, la domanda riguarda un diritto di credito che nasce direttamente dall'atto di conferimento finalizzato alla sottoscrizione di quote societarie, rientrando pienamente nella competenza del tribunale societario.
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Competenza del Tribunale delle Imprese: la scelta del giudice
Una società acquirente ha avviato una causa contro la venditrice lamentando la violazione del divieto di concorrenza e lo sviamento della clientela dopo la cessione di un ramo d'azienda, realizzata tramite il trasferimento di quote societarie. Il Tribunale ordinario ha dichiarato la propria incompetenza a favore della sezione specializzata. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, rigettando il ricorso dell'acquirente. I giudici hanno stabilito che la competenza del Tribunale delle Imprese sussiste sia per le domande di concorrenza sleale interferente con i diritti di proprietà industriale, sia per quelle relative al trasferimento di partecipazioni sociali. Trattandosi di domande connesse all'interno di un'operazione commerciale complessa, l'intera controversia spetta al giudice specializzato.
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Compensazione pecuniaria per volo in ritardo: decide Civitavecchia
Una passeggera ha richiesto la compensazione pecuniaria per volo in ritardo a una compagnia aerea per la tratta Roma Fiumicino-Lisbona-Brasile. Il vettore ha eccepito l'incompetenza territoriale del giudice originario. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'errore della parte nell'indicare la norma sulla competenza non rileva, poiché il giudice applica d'ufficio la legge corretta. Trattandosi di un volo decollato da Fiumicino, la Corte ha stabilito che la competenza territoriale spetta al Giudice di Pace di Civitavecchia e non a quello di Roma, rigettando il ricorso della passeggera ma correggendo l'indicazione del foro competente.
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Scorrimento della graduatoria: il diritto batte la discrezionalità
Un candidato, inserito nella graduatoria di un concorso pubblico indetto da un Comune per categorie protette, ha richiesto l'assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria a seguito della rinuncia di un altro concorrente. Il Comune aveva già deliberato di coprire i posti vacanti attingendo da quella specifica graduatoria, ma successivamente ha deciso di utilizzare lavoratori socialmente utili. Ne è nato un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Quando l'amministrazione decide di coprire i posti vacanti usando la graduatoria esistente, sorge un vero e proprio diritto soggettivo all'assunzione in capo al candidato idoneo. Di conseguenza, la domanda per ottenere lo scorrimento della graduatoria rientra nella competenza del giudice del lavoro.
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Sopravvenuta carenza di interesse: l’accordo cancella la lite
Un acquirente avvia una causa civile contro una cooperativa edilizia per ottenere il trasferimento di un appartamento. La cooperativa eccepisce il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. L'acquirente propone quindi un regolamento preventivo di giurisdizione in Cassazione. Nelle more del giudizio, le parti firmano un accordo notarile di assegnazione dell'immobile, risolvendo ogni pendenza. L'acquirente presenta rinuncia al ricorso, che risulta tardiva rispetto alle conclusioni del Procuratore Generale. Le Sezioni Unite dichiarano comunque l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, poiché l'accordo privato ha eliminato l'utilità di una decisione giudiziale. Le spese di giudizio vengono interamente compensate tra le parti.
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Locazione passiva della Pubblica Amministrazione: stop al TAR
Un Comune avvia un'indagine di mercato per trovare un immobile da prendere in affitto come archivio. Una società partecipante contesta l'esito della selezione davanti al TAR, lamentando che l'immobile scelto non rispetti i requisiti minimi di altezza. Il Comune eccepisce il difetto di giurisdizione, sostenendo che la controversia spetti al giudice ordinario. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso del Comune, stabilendo che la locazione passiva della Pubblica Amministrazione è un'attività di diritto privato. Anche se l'ente pubblico organizza una gara informale per scegliere l'immobile, agisce come un comune privato cittadino. Di conseguenza, la giurisdizione spetta al giudice ordinario, poiché si discute di diritti soggettivi e non di poteri autoritativi pubblici.
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