LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 380-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2022

Pagina 2 di 3

Altri anni per Art. 380-ter Codice di Procedura Civile

Obbligo di manleva della Regione: il debito pubblico diventa civile
Una Comunità Montana è stata citata in giudizio da un Comune per il mancato pagamento di somme relative alla gestione di beni agro-silvo-pastorali. La Comunità Montana ha chiamato in causa la Regione, sostenendo che quest'ultima avesse un obbligo di manleva della Regione, ovvero di tenerla indenne dal debito, in base a specifiche leggi regionali. Il Tribunale Amministrativo Regionale (TAR) ha sollevato un conflitto di giurisdizione, ritenendo che la controversia spettasse al giudice ordinario. La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha confermato questa posizione. Ha stabilito che la pretesa della Comunità Montana contro la Regione riguarda un diritto soggettivo (un semplice obbligo di pagamento) e non un interesse legittimo (un potere discrezionale della Pubblica Amministrazione). Pertanto, la giurisdizione è del giudice ordinario.
Continua »
Regolamento di Competenza: Cassazione rinvia per dati cruciali
L'Azienda Ricorrente ha avviato un regolamento di competenza contro un'ordinanza del Tribunale di Foggia. Questa ordinanza aveva dichiarato la litispendenza tra due cause, revocato un decreto ingiuntivo, condannato l'Azienda Ricorrente alle spese e cancellato la causa dal ruolo. Il Pubblico Ministero ha chiesto l'improcedibilità del regolamento di competenza perché l'Azienda Ricorrente non aveva depositato una copia autentica del provvedimento impugnato. La Corte di Cassazione ha rinviato la causa, chiedendo alla Cancelleria di accertare la data di comunicazione dell'ordinanza alle parti. Questo dato è fondamentale per decidere sull'ammissibilità del ricorso.
Continua »
Regolamento di competenza: inammissibile il rinvio tra sezioni
Un ente previdenziale propone opposizione contro l'ordinanza di assegnazione del credito emessa in un pignoramento presso terzi. Il giudice dell'esecuzione invia la causa alla sezione lavoro dello stesso tribunale, ma quest'ultima si dichiara incompetente. L'ente riassume il giudizio dinanzi al giudice dell'esecuzione. Quest'ultimo, dopo un ulteriore passaggio interno, richiede il regolamento di competenza d'ufficio alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte dichiara inammissibile la richiesta. I giudici chiariscono che il magistrato e decaduto dalla facolta di sollevare il conflitto per aver compiuto prima altri atti. Inoltre, il passaggio tra sezione ordinaria e sezione lavoro del medesimo tribunale riguarda la semplice organizzazione interna dei fascicoli e non costituisce una questione di competenza.
Continua »
Lavoratore vs Azienda: Competenza Territoriale nel Diritto del Lavoro Decisa
Un Lavoratore ha citato in giudizio un'Azienda per ottenere differenze retributive e un inquadramento superiore. Il Tribunale di Milano si è dichiarato incompetente, indicando il Tribunale di Napoli come foro competente. Il Lavoratore ha proposto un regolamento di competenza alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la competenza territoriale nel Diritto del Lavoro spetta al giudice del luogo dove è sorto il rapporto di lavoro. Poiché il contratto era stato firmato a Segrate (area di Milano) e non c'erano prove che il rapporto fosse sorto a Napoli, la Corte ha dichiarato competente il Tribunale di Milano.
Continua »
Competenza per valore: Quando il Tribunale prevale sul Giudice di Pace
Un Cittadino ha citato in giudizio un'Amministrazione Comunale per un obbligo di fare e un risarcimento danni di 427,50 euro. Il Tribunale si è dichiarato incompetente, ritenendo la causa di Competenza per valore del Giudice di Pace. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, quando una domanda di obbligo di fare si cumula con una richiesta di risarcimento, il valore complessivo della controversia supera i limiti del Giudice di Pace. Pertanto, la Cassazione ha dichiarato la Competenza per valore del Tribunale, condannando l'Amministrazione Comunale al pagamento delle spese legali.
Continua »
Azione revocatoria ordinaria e quote: decide il Tribunale Imprese
Una società creditrice promuove una azione revocatoria ordinaria per rendere inefficaci diversi atti del debitore. Il debitore ha conferito quote societarie nel fondo patrimoniale, ceduto partecipazioni ai familiari e rinunciato all'aumento di capitale sociale a favore dei congiunti per sottrarre beni alla garanzia patrimoniale. Il Tribunale ordinario si dichiara competente, ma i familiari propongono regolamento di competenza. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso e dichiara la competenza della Sezione Specializzata in materia di Imprese. I giudici evidenziano che l'impugnazione di una delibera di aumento di capitale e la rinuncia all'opzione incidono direttamente sull'assetto societario e sui diritti connessi alle quote. Di conseguenza, il Tribunale delle Imprese deve decidere l'intera controversia.
Continua »
Ricostruzione della carriera nel pubblico impiego: quale giudice?
Una dipendente comunale vinceva un ricorso amministrativo ottenendo l'annullamento della graduatoria di una selezione interna e il conseguente inquadramento retroattivo in una qualifica superiore. Successivamente, chiedeva al datore di lavoro il riconoscimento degli ulteriori avanzamenti economici e delle differenze stipendiali maturati nel frattempo, proponendo in subordine domanda di risarcimento danni. Di fronte al contrasto tra tribunale ordinario e TAR sulla competenza a giudicare, le Sezioni Unite della Cassazione hanno chiarito il riparto di giurisdizione. La domanda di ricostruzione della carriera nel pubblico impiego e i relativi scatti stipendiali spettano al giudice ordinario del lavoro, poiché riguardano diritti soggettivi contrattualizzati. Al contrario, la richiesta subordinata di risarcimento danni per vizi della procedura selettiva appartiene alla giurisdizione del giudice amministrativo.
Continua »
Regolamento di competenza: inammissibile sul rinvio al merito
Una banca creditrice ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro due società e il loro legale rappresentante. I debitori si sono opposti all'ingiunzione eccependo l'incompetenza territoriale del giudice adito. Il giudice dell'opposizione ha respinto la provvisoria esecuzione del decreto, ha ordinato la mediazione e ha rinviato ogni decisione sull'eccezione di incompetenza alla sentenza di merito. I debitori hanno presentato istanza di regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione per contestare tale rinvio. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. L'ordinanza del tribunale ha un valore meramente interlocutorio e non decide definitivamente sulla competenza, rendendo impossibile l'impugnazione immediata.
Continua »
Giurisdizione appalti pubblici: lite su convenzione al TAR
Un ente sanitario pubblico aderisce con riserva a una convenzione quadro per servizi energetici e affida il servizio a un fornitore. Un consorzio concorrente impugna questa delibera davanti al Tribunale Amministrativo Regionale per irregolarità tecniche nell'offerta. La società affidataria chiede alla Corte di Cassazione di spostare la causa davanti al giudice ordinario, sostenendo che l'adesione sia un semplice atto contrattuale privato. Le Sezioni Unite rigettano la richiesta e confermano la competenza del giudice amministrativo. La Corte stabilisce che la decisione di aderire a un accordo quadro costituisce una scelta discrezionale della pubblica amministrazione. Di conseguenza, la controversia rientra pienamente nell'ambito della giurisdizione appalti pubblici devoluta al TAR.
Continua »
Giurisdizione appalti pubblici: lite su convenzioni e TAR
Un'Azienda Ospedaliera ha aderito a una convenzione quadro per la fornitura di servizi energetici e manutentivi, affidando l'incarico a una società privata nonostante alcune carenze tecniche riscontrate nel piano operativo. Un'impresa concorrente ha impugnato l'atto davanti al Tribunale Amministrativo Regionale. La società affidataria ha chiesto alla Corte di Cassazione di trasferire la causa al Giudice Ordinario, sostenendo che l'adesione alla convenzione fosse un mero atto di diritto privato esecutivo di un accordo già chiuso a monte. Le Sezioni Unite hanno respinto il ricorso e hanno confermato la giurisdizione appalti pubblici del Giudice Amministrativo. L'atto di adesione discrezionale della pubblica amministrazione costituisce un esercizio di potere autoritativo, sottoposto per legge al controllo dei tribunali amministrativi anche in presenza di un accordo quadro.
Continua »
Liquidazione compensi avvocato: competente il Giudice di Pace
Due legali hanno richiesto al Tribunale la liquidazione dei compensi per l'attività difensiva svolta a favore di un cliente davanti al Giudice di Pace. Il cliente ha eccepito l'incompetenza del Tribunale, sostenendo che la domanda spettasse allo stesso ufficio giudiziario che aveva trattato la causa. Il Tribunale ha respinto l'eccezione ritenendo obbligatoria la decisione collegiale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del cliente chiarendo che per la liquidazione compensi avvocato la competenza spetta sempre al giudice di merito che ha gestito il giudizio principale, anche quando si tratta del Giudice di Pace privo di collegialità.
Continua »
Accordo di permuta ed esproprio: la giurisdizione
Una società immobiliare proprietaria di un immobile commerciale ha citato l'ente pubblico e la società concessionaria per i danni subiti e la violazione delle distanze legali. Le opere erano state avviate nell'ambito della realizzazione di una nuova stazione metropolitana, concordando la demolizione e il trasferimento su un'altra area tramite un impegno negoziale privato. Tuttavia, la successiva mancata formalizzazione del contratto e la decadenza della pubblica utilità hanno generato contestazioni sulle demolizioni parziali e sul mancato rispetto delle distanze. Il Tribunale ordinario e il Tribunale amministrativo hanno entrambi declinato la competenza. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno risolto il conflitto sul tema di accordo di permuta ed esproprio: la vertenza spetta al giudice ordinario perché riguarda l'inadempimento di pattuizioni privatistiche e la tutela dei diritti soggettivi sui confini.
Continua »
Competenza per valore: l’errore sul rito non sposta il giudice
Un professionista cita in giudizio una società per ottenere il pagamento di circa 1.500 euro a titolo di compenso professionale. Il professionista propone il ricorso utilizzando la forma del procedimento sommario di cognizione davanti al Giudice di Pace. Quest'ultimo declina la propria competenza a favore del Tribunale, sostenendo che tale rito appartenga solo a quest'ultimo organo. Il Tribunale rifiuta la causa e solleva d'ufficio il regolamento di competenza. La Corte di Cassazione stabilisce che la competenza per valore spetta al Giudice di Pace, poiché l'importo della causa è inferiore al limite stabilito per legge. L'eventuale scelta errata del modello processuale sommario da parte dell'attore non modifica le regole generali sulla competenza. Di conseguenza, la Suprema Corte individua nel Giudice di Pace l'unico organo giudiziario competente a decidere la controversia.
Continua »
Incuria o manutenzione: Competenza Tribunale Acque Pubbliche
Gli eredi di una donna deceduta a causa del crollo di un muro di contenimento, provocato dall'esondazione di un torrente ostruito, hanno citato in giudizio il Comune e il Consorzio di Bonifica per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale di Latina si era dichiarato incompetente a favore del Tribunale Regionale delle Acque Pubbliche. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso dei familiari, ha stabilito che la competenza spetta al giudice ordinario. La Corte ha chiarito che la Competenza Tribunale Acque Pubbliche si attiva solo se il danno dipende direttamente da scelte di governo delle acque o da opere idrauliche. Nel caso di specie, l'evento è derivato dalla semplice incuria e inazione dell'amministrazione nella manutenzione del torrente naturale, concausata da piogge eccezionali. Di conseguenza, la causa deve essere decisa dal Tribunale ordinario di Latina.
Continua »
Decreto ingiuntivo opposto: la Cassazione frena sul rito rapido
Una Società ha proposto opposizione contro un decreto ingiuntivo opposto ottenuto da un Creditore. Il Tribunale ha accolto l'eccezione di incompetenza sollevata dalla Società, ma non ha dichiarato la nullità del decreto ingiuntivo opposto. La Società ha quindi fatto ricorso in Cassazione per chiedere l'annullamento parziale di questa decisione. La Corte di Cassazione ha rilevato che il ricorso non mirava a regolare la competenza, ma a contestare la validità dell'atto. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno stabilito che la causa non poteva essere decisa con rito semplificato. La Corte ha quindi disposto il rinvio a nuovo ruolo per una corretta trattazione del caso.
Continua »
Competenza territoriale multa: la Cassazione ferma il rimpallo
Un cittadino ha impugnato una multa stradale davanti al Giudice di Pace di Castrovillari, il quale ha dichiarato la propria incompetenza a favore del Giudice di Pace di Trebisacce. Anche quest'ultimo ha rifiutato la competenza, sollevando un conflitto d'ufficio davanti alla Corte di Cassazione e indicando come competente l'ufficio di Oriolo. La Suprema Corte ha accolto il regolamento, stabilendo che la competenza territoriale multa spetta in via esclusiva al Giudice di Pace di Oriolo. L'infrazione è stata infatti commessa nel suo territorio e l'ufficio è stato pienamente ripristinato con decreto ministeriale nel 2016. La causa dovrà ora essere riassunta davanti al giudice corretto.
Continua »
Clausola compromissoria: Comune perde contro gestore idrico
Una società di gestione ha ottenuto un decreto ingiuntivo contro un Comune per il pagamento di crediti derivanti da un accordo di risoluzione contrattuale del 2008. Il Comune ha proposto opposizione, eccependo l'improcedibilità della domanda in forza di una clausola compromissoria contenuta nel precedente contratto originario del 2001. Il Tribunale ha rigettato l'eccezione, rilevando che il debito derivava dal nuovo accordo del 2008, privo di tale clausola. Il Comune ha quindi proposto regolamento di competenza. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, confermando che la controversia riguarda il nuovo accordo e che il rifiuto di applicare la clausola compromissoria non costituisce una decisione sulla competenza, ma sull'improcedibilità, impugnabile solo con i mezzi ordinari. Il Comune perde la causa e viene condannato alle spese.
Continua »
Rimborso di tributi: il tribunale batte il fisco dopo lo sgravio
Un ente ospedaliero ha chiesto al giudice ordinario il rimborso di somme pignorate dall'agente della riscossione in base a una cartella esattoriale poi annullata con sgravio fiscale. L'agente della riscossione si è opposto eccependo una compensazione con altri debiti. Il Tribunale ha declinato la giurisdizione in favore del giudice tributario, ma la Commissione Tributaria ha sollevato conflitto. La Corte di Cassazione ha stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Infatti, quando il debito d'imposta è stato definitivamente annullato, la richiesta di restituzione si configura come un comune rimborso di tributi non dovuto. La sentenza tributaria passata in giudicato equivale al formale riconoscimento del diritto al rimborso, escludendo ogni ulteriore contestazione sul tributo e radicando la giurisdizione ordinaria.
Continua »
Esattore contro Comune: il giudizio di conto risolve la lite
Una società concessionaria della riscossione delle imposte comunali ha citato in giudizio un Comune per ottenere il pagamento degli aggi e contestare l'incameramento della polizza fideiussoria, avvenuto dopo la revoca della concessione per un'interdittiva antimafia. Il Comune ha eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta alla Corte dei Conti. La società concessionaria, gestendo denaro pubblico, assume la qualifica di agente contabile. Di conseguenza, sia la domanda di pagamento delle spettanze sia la contestazione sulla garanzia rientrano nel giudizio di conto, volto a verificare i rapporti di dare e avere tra l'esattore e l'ente pubblico. Vince il Comune, e la causa viene trasferita alla magistratura contabile.
Continua »
Regolamento di giurisdizione: stop al rimpallo tra i giudici
Un Comune ha impugnato un'ingiunzione per canoni di scarico acque emessa da un Consorzio di bonifica. Il giudice tributario di primo grado ha negato la propria giurisdizione a favore del giudice ordinario. In appello, la decisione è stata ribaltata, riaffermando la giurisdizione tributaria e rimettendo le parti davanti al primo giudice. Quest'ultimo ha sollevato d'ufficio il regolamento di giurisdizione davanti alle Sezioni Unite. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il regolamento di giurisdizione. Ha stabilito che il giudice di primo grado, a cui la causa è rimessa dal giudice d'appello che ha riformato la declinatoria, non può sollevare il conflitto d'ufficio, ma deve decidere la causa nel merito, poiché è vincolato dalla decisione d'appello non impugnata.
Continua »