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Scorrimento della graduatoria: il diritto batte la discrezionalità

Un candidato, inserito nella graduatoria di un concorso pubblico indetto da un Comune per categorie protette, ha richiesto l’assunzione tramite lo scorrimento della graduatoria a seguito della rinuncia di un altro concorrente. Il Comune aveva già deliberato di coprire i posti vacanti attingendo da quella specifica graduatoria, ma successivamente ha deciso di utilizzare lavoratori socialmente utili. Ne è nato un conflitto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo. Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito che la controversia spetta al giudice ordinario. Quando l’amministrazione decide di coprire i posti vacanti usando la graduatoria esistente, sorge un vero e proprio diritto soggettivo all’assunzione in capo al candidato idoneo. Di conseguenza, la domanda per ottenere lo scorrimento della graduatoria rientra nella competenza del giudice del lavoro.

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Pubblicato il 9 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Lo scorrimento della graduatoria nei concorsi pubblici

La procedura di assunzione nella Pubblica Amministrazione presenta spesso dinamiche complesse che generano dubbi sulla tutela dei candidati idonei. Tra queste dinamiche, lo scorrimento della graduatoria rappresenta uno strumento fondamentale per coprire i posti vacanti senza avviare nuove selezioni. Molti candidati si chiedono a quale giudice rivolgersi quando l’amministrazione decide di non utilizzare questo meccanismo. Una recente ordinanza delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione fa chiarezza su questo delicato argomento, stabilendo confini precisi tra la giurisdizione del giudice ordinario e quella del giudice amministrativo.

Il caso del candidato escluso dall’assunzione

La vicenda nasce dal ricorso di un cittadino inserito nella graduatoria di un concorso pubblico indetto da un Comune. La selezione era interamente riservata alle categorie protette per il profilo di esecutore amministrativo. Il Comune aveva inizialmente deciso di assumere venti unità attingendo direttamente da quella graduatoria. Tuttavia, l’ultimo dei candidati selezionati ha rinunciato all’assunzione, lasciando un posto libero. Il ricorrente, posizionato subito dopo in graduatoria, si aspettava la chiamata da parte dell’ente pubblico. Il Comune ha invece deciso di non scorrere la graduatoria e ha deliberato di coprire i posti vacanti attraverso l’impiego di lavoratori socialmente utili. Il candidato ha quindi avviato una causa legale per ottenere l’accertamento del proprio diritto all’assunzione e il pagamento degli stipendi non percepiti.

Quando spetta al giudice ordinario lo scorrimento della graduatoria

La controversia ha sollevato un conflitto di giurisdizione tra il Tribunale ordinario e il Tribunale Amministrativo Regionale. La questione centrale riguarda la natura della posizione giuridica del candidato. Le Sezioni Unite hanno chiarito che la domanda per ottenere lo scorrimento della graduatoria appartiene alla giurisdizione del giudice ordinario quando l’amministrazione ha già manifestato la volontà di coprire i posti vacanti. In questo specifico scenario, l’amministrazione ha già completato la fase discrezionale della procedura concorsuale. La decisione di utilizzare la graduatoria esistente per le assunzioni fa sorgere in capo al candidato idoneo un vero e proprio diritto soggettivo. Non si discute più del potere autoritativo della Pubblica Amministrazione, ma del rispetto di un obbligo contrattuale di assunzione.

Le motivazioni dello scorrimento della graduatoria nel caso specifico

I giudici della Cassazione hanno fondato la decisione su una distinzione netta tra due diverse situazioni giuridiche. La prima situazione si verifica quando il candidato contesta la scelta della Pubblica Amministrazione di indire un nuovo concorso invece di scorrere la graduatoria precedente. In questo caso, il candidato vanta solo un interesse legittimo e deve rivolgersi al giudice amministrativo. La seconda situazione si realizza invece quando l’amministrazione ha già deliberato di coprire i posti vacanti attingendo dalla graduatoria attiva. Questa delibera vincola l’ente pubblico e trasforma l’aspettativa del candidato in un diritto perfetto all’assunzione. Nel caso in esame, il Comune aveva già deciso di assumere venti persone da quella specifica graduatoria. La successiva rinuncia di un candidato non poteva quindi annullare il diritto del ricorrente a subentrare al suo posto. I provvedimenti successivi del Comune non hanno il potere di cancellare un diritto già acquisito dal lavoratore.

Le conclusioni sulla giurisdizione per lo scorrimento della graduatoria

La Corte di Cassazione ha risolto definitivamente il conflitto dichiarando la giurisdizione del giudice ordinario in funzione di giudice del lavoro. La sentenza declinatoria emessa in precedenza dal Tribunale è stata cassata con rinvio delle parti davanti allo stesso giudice ordinario per la prosecuzione del giudizio di merito. Questa decisione conferma che la tutela dei lavoratori della Pubblica Amministrazione privatizzata trova nel giudice ordinario il suo referente naturale quando si discute di diritti all’assunzione già consolidati. I candidati idonei possono quindi agire con maggiore sicurezza per far valere il proprio diritto allo scorrimento della graduatoria di fronte al giudice civile.

Quando lo scorrimento della graduatoria diventa un diritto del candidato?
Il diritto sorge quando l’amministrazione ha già deciso di coprire i posti vacanti utilizzando la graduatoria attiva e si verifica una rinuncia o si rende disponibile un posto.

Quale giudice decide sulle controversie legate allo scorrimento della graduatoria?
La competenza spetta al giudice ordinario se l’amministrazione ha già deliberato di coprire i posti, mentre spetta al giudice amministrativo se si contesta la scelta di indire un nuovo concorso.

Cosa succede se l’amministrazione decide di assumere altre figure invece di scorrere la graduatoria?
Se l’ente ha già manifestato la volontà di coprire i posti con la graduatoria esistente, le decisioni successive non possono cancellare il diritto all’assunzione già acquisito dal candidato.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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