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Art. 380-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2026

Altri anni per Art. 380-ter Codice di Procedura Civile

Sgombero alloggio popolare: decide il giudice civile
L'Occupante impugna il decreto di sgombero alloggio popolare emesso dall'Ente di gestione per occupazione senza titolo. L'Occupante dichiara di trovarsi in difficolta economica e di aver chiesto il cambio di residenza per sanare la propria posizione abitativa. Il Tribunale Civile dichiara la propria mancanza di giurisdizione a favore del Giudice Amministrativo. Il Tribunale Amministrativo Regionale solleva conflitto di giurisdizione davanti alla Corte di Cassazione. Le Sezioni Unite stabiliscono che la causa spetta al Giudice Ordinario Civile. L'ordine di rilascio costituisce un atto vincolato dalla legge per recuperare l'immobile pubblico. L'opposizione dell'occupante tutela un diritto soggettivo alla detenzione dell'immobile, senza che rilevino poteri discrezionali dell'amministrazione. Di conseguenza, il processo deve proseguire davanti al Giudice Ordinario.
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Indennità di occupazione legittima: spetta al giudice ordinario
Gli eredi di un proprietario terriero hanno citato in giudizio il Comune e una cooperativa edilizia. L'ente pubblico aveva occupato il terreno per realizzare opere pubbliche senza mai completare la procedura di esproprio. I proprietari hanno richiesto sia il risarcimento per la perdita definitiva del bene, sia l'indennità di occupazione legittima per il periodo iniziale. Il Tribunale ordinario ha negato la propria competenza a favore del TAR, il quale ha sollevato conflitto di giurisdizione. Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione hanno stabilito che le richieste relative all'indennità di occupazione legittima spettano sempre alla giurisdizione del giudice ordinario. La connessione con la richiesta di risarcimento del danno davanti al giudice amministrativo non altera questa regola fondamentale.
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Giudice si astiene? Non è un caso di regolamento di competenza
Un cittadino ha proposto un ricorso per regolamento di competenza contro l'ordinanza di un tribunale che, a seguito dell'astensione di due giudici, aveva semplicemente riassegnato la causa a un nuovo collegio. Il cittadino sosteneva che il collegio originario, una volta 'incompetente', non potesse più decidere nulla. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha chiarito che la riassegnazione di una causa all'interno dello stesso ufficio giudiziario è una questione puramente organizzativa e non riguarda la 'competenza' del tribunale. Il regolamento di competenza si usa solo per decidere tra uffici giudiziari diversi, non tra giudici dello stesso ufficio. Il cittadino ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Rinuncia al ricorso: guida alla chiusura del processo
Una società immobiliare ha presentato rinuncia al ricorso in Cassazione a seguito di un accordo transattivo raggiunto con uno studio professionale. La Suprema Corte ha dichiarato l'estinzione del processo, rilevando la validità dell'atto di rinuncia depositato prima dell'adunanza. La decisione chiarisce inoltre che in caso di estinzione per rinuncia non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché tale sanzione non è prevista per la chiusura volontaria del giudizio.
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Competenza per valore: come si calcola con interessi?
Una società edile ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento per oltre 9.400 euro. La società debitrice si è opposta, eccependo l'incompetenza del Tribunale in favore del Giudice di Pace, sostenendo che il valore della causa, inclusi gli interessi, fosse inferiore a 10.000 euro. La Corte di Cassazione ha chiarito che, ai fini della determinazione della competenza per valore, rileva la domanda così come formulata dal creditore al momento del deposito dell'atto. Poiché la richiesta originaria superava la soglia di 10.000 euro, la competenza del Tribunale è stata confermata, a prescindere dalla successiva verifica sulla corretta decorrenza degli interessi.
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Risarcimento danni pandemia: decide il giudice amministrativo
L'ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione affronta la questione della giurisdizione nelle cause di risarcimento danni promosse dai familiari delle vittime della pandemia contro lo Stato. I cittadini lamentavano omissioni e inadempienze nella gestione dell'emergenza sanitaria. La Corte ha stabilito che la competenza spetta al giudice amministrativo, poiché le doglianze non riguardano la violazione di un diritto soggettivo isolato, ma investono le modalità di organizzazione e gestione del Servizio Sanitario Nazionale, materia di giurisdizione esclusiva amministrativa.
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