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Art. 380-ter Codice di Procedura Civile — Anno 2025

Altri anni per Art. 380-ter Codice di Procedura Civile

Estinzione del giudizio: la rinuncia tacita in Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'estinzione del giudizio per un regolamento di competenza, stabilendo che la mancata presentazione dell'istanza di decisione, a seguito di una proposta di definizione accelerata, equivale a una rinuncia tacita al ricorso. Tale omissione processuale non può essere sanata da una successiva richiesta di fissazione dell'udienza. La Corte ha inoltre sanzionato il ricorrente per abuso dello strumento processuale, data la palese inammissibilità dell'impugnazione originaria.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile?
Una società ha proposto un ricorso per regolamento di competenza a causa di due procedimenti d'appello pendenti davanti a Corti diverse. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che tale strumento può essere utilizzato solo contro una pronuncia esplicita sulla competenza, non per risolvere preventivamente la pendenza di più cause. Di conseguenza, la società ricorrente è stata condannata al pagamento di una sanzione pecuniaria per aver insistito nella trattazione del ricorso nonostante la proposta di definizione accelerata.
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Debito di valore: quando si valuta l’immobile donato?
In una causa di successione, la Cassazione ha stabilito che, in caso di azione di riduzione con reintegrazione tramite somma di denaro, si tratta di un debito di valore. Di conseguenza, il valore dell'immobile donato, che ha leso la quota di legittima, deve essere calcolato al momento della decisione giudiziale e non alla data di apertura della successione, per garantire un'equa compensazione agli eredi lesi.
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Competenza e-commerce: il foro del venditore prevale
Una società produttrice di tessuti ha citato in giudizio un'altra azienda per contraffazione del proprio marchio e concorrenza sleale, realizzate tramite vendite online. Il punto cruciale della controversia era la determinazione della corretta competenza territoriale e-commerce. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per gli illeciti commessi su internet, il foro competente è quello del luogo in cui ha origine l'attività illecita (la sede dell'inserzionista), e non il luogo di consegna del prodotto. Questa decisione mira a garantire la prevedibilità del giudice e a contrastare il fenomeno del 'forum shopping'.
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Giurisdizione canone edilizia residenziale: chi decide?
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, stabilisce la giurisdizione del giudice ordinario nelle controversie relative alla determinazione del canone di locazione per alloggi di edilizia residenziale pubblica. Anche se l'inquilino chiede la disapplicazione di un regolamento regionale, la natura del rapporto è contrattuale e la lite riguarda un diritto soggettivo di natura patrimoniale, non l'esercizio di un potere autoritativo della Pubblica Amministrazione. La questione sulla giurisdizione del canone di edilizia residenziale viene così risolta a favore del tribunale civile.
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Rinuncia al ricorso: conseguenze sulle spese legali
La Corte di Cassazione dichiara estinto un giudizio per regolamento di competenza a seguito della rinuncia al ricorso da parte della ricorrente. Nonostante l'estinzione, la parte che ha rinunciato viene condannata a pagare le spese legali alla controparte, poiché la rinuncia è avvenuta dopo la fissazione dell'udienza. La decisione chiarisce che la tempistica della rinuncia è cruciale per determinare l'addebito delle spese processuali.
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Rinvio causa: l’ordinanza per atti mancanti
La Corte di Cassazione ha disposto il rinvio causa a nuovo ruolo in un procedimento per regolamento di competenza. La controversia era nata da una dichiarazione di litispendenza da parte della Corte d'Appello tra due cause identiche. Il rinvio è stato deciso a causa della mancanza agli atti delle conclusioni del pubblico ministero, elemento indispensabile per la decisione del collegio.
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Giurisdizione diritto di prelazione: la Cassazione decide
L'ordinanza risolve un conflitto di giurisdizione riguardo al diritto di prelazione di un conduttore uscente di un immobile commerciale di proprietà comunale. Nonostante la controversia nasca da una gara pubblica, la Corte di Cassazione ha stabilito che la questione sulla sussistenza del diritto di prelazione, essendo un diritto soggettivo, rientra nella giurisdizione del giudice ordinario e non di quello amministrativo. La richiesta di annullamento degli atti di gara non è dirimente se il cuore della disputa è un diritto soggettivo.
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Foro del consumatore: il convenuto non può eccepirlo
Una professionista ha citato in giudizio un Condominio presso il foro del consumatore per ottenere il pagamento di compensi. Il Condominio si è opposto, eccependo l'incompetenza del tribunale a favore di un diverso foro previsto da una clausola contrattuale. La Corte di Cassazione ha stabilito che il consumatore, quando è convenuto nel proprio foro di competenza, non può sollevare tale eccezione. La protezione del foro del consumatore non può essere usata per paralizzare l'azione legale correttamente intentata contro di lui. Di conseguenza, la Corte ha annullato la precedente decisione e ha dichiarato la competenza del tribunale originariamente adito.
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Competenza Sezione Impresa per quote sociali
La Corte di Cassazione stabilisce che la competenza per le controversie relative alla risoluzione di contratti preliminari di cessione di quote sociali spetta alla Sezione Specializzata Impresa, in quanto la decisione incide sulla compagine societaria. La connessa azione di responsabilità professionale contro un avvocato, invece, rientra nella competenza del giudice ordinario.
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Sconfinamento opere pubbliche: giudice ordinario
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 16/03/2025, risolve un conflitto di giurisdizione in un caso di sconfinamento opere pubbliche. Dei proprietari terrieri avevano citato in giudizio un ente pubblico per aver occupato un'area più vasta di quella autorizzata dai decreti di esproprio. La Corte ha stabilito che tale condotta costituisce un illecito di mero fatto, perpetrato in carenza assoluta di potere, e non l'esercizio di una potestà amministrativa. Di conseguenza, la competenza a decidere sulla richiesta di risarcimento danni spetta al giudice ordinario e non a quello amministrativo.
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Occupazione abusiva: giurisdizione del giudice ordinario
La Corte di Cassazione, a Sezioni Unite, ha risolto un conflitto di giurisdizione tra tribunale ordinario e TAR. Il caso riguardava una richiesta di pagamento per l'occupazione abusiva di un'area demaniale portuale da parte di una società fallita, a seguito della scadenza di una concessione. La Corte ha stabilito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario, poiché la pretesa dell'ente pubblico non deriva dall'esercizio di poteri autoritativi, ma dalla tutela di un diritto soggettivo di natura patrimoniale, assimilabile a quella di un qualsiasi proprietario.
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Responsabilità in espropriazione: la decisione finale
In una complessa vicenda giudiziaria durata decenni, relativa a un'illegittima occupazione di terreni per la realizzazione di un'opera pubblica, la Corte di Cassazione si è pronunciata su questioni procedurali dirimenti. Il caso verteva sulla corretta individuazione del soggetto legittimato a impugnare una sentenza d'appello a seguito di trasformazioni normative che avevano modificato la rappresentanza legale di un ente pubblico. Gli eredi dei proprietari originali sostenevano che la sentenza d'appello, che riconosceva la responsabilità solidale dell'ente, fosse passata in giudicato. La Corte ha rigettato il ricorso, ricostruendo l'evoluzione legislativa e confermando che l'impugnazione era stata validamente proposta dal soggetto all'epoca legalmente rappresentante dell'ente, impedendo così la formazione del giudicato. Di conseguenza, la questione della responsabilità in espropriazione rimane definita dalle precedenti sentenze della stessa Corte, che avevano escluso la colpa dell'ente.
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Conflitto di giurisdizione: Giudice Ordinario decide
Un Comune agisce in giudizio contro un privato per l'occupazione illegittima di un terreno sdemanializzato. A seguito di un conflitto di giurisdizione tra Tribunale Ordinario e Tribunale Amministrativo Regionale (TAR), la Corte di Cassazione stabilisce la competenza del Giudice Ordinario. La decisione si fonda sul principio che l'ente pubblico, in questo caso, non ha agito esercitando un potere autoritativo, ma come un soggetto privato per tutelare un diritto patrimoniale derivante da un accordo di natura privatistica.
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Giurisdizione Appalti Pubblici: Chi Decide sui Compensi?
Una società di servizi ambientali richiede compensi extra a un Comune per maggiori costi sostenuti nell'esecuzione di un appalto. La Cassazione, risolvendo un conflitto tra giudici, chiarisce la questione della giurisdizione appalti pubblici: la richiesta di pagamento per prestazioni supplementari è di competenza del giudice ordinario, in quanto attiene a un diritto soggettivo di credito e non a una revisione dei prezzi contrattuali, materia quest'ultima riservata al giudice amministrativo.
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Giurisdizione demolizione abusi edilizi: chi decide?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 5094/2025, ha risolto un conflitto di giurisdizione in materia di demolizione di abusi edilizi. È stato stabilito che la controversia relativa all'importo delle spese di demolizione, quando l'ordine proviene da una sentenza penale, rientra nella competenza del giudice ordinario e non di quello amministrativo. La decisione chiarisce che la disputa non riguarda la legittimità dell'atto, ma un diritto di credito del Comune, configurando quindi una questione di diritto soggettivo.
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Frode alla legge contratto a termine: la Cassazione
Un lavoratore, assunto con più contratti a termine da due società collegate, ha chiesto la conversione del rapporto in tempo indeterminato per frode alla legge. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la mancanza di un'esigenza produttiva temporanea non è di per sé sufficiente a dimostrare l'intento fraudolento. Inoltre, ha specificato che contratti stipulati con datori di lavoro diversi, anche se appartenenti allo stesso gruppo, non costituiscono legalmente un 'rinnovo' o 'contratti successivi', rendendo le allegazioni del lavoratore insufficienti a provare la frode alla legge.
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Sospensione processo civile: quando non è necessaria
Un istituto di credito ha citato in giudizio una sua ex dipendente per il risarcimento dei danni derivanti dall'uso illecito di strumenti di pagamento. Il Tribunale ha sospeso il processo civile in attesa della definizione di un procedimento penale a carico della lavoratrice per gli stessi fatti. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della dipendente, ha annullato l'ordinanza di sospensione. La Corte ha ribadito il principio di autonomia e separazione tra giudizio civile e penale, specificando che la sospensione del processo civile è un'eccezione e non la regola. Poiché l'istituto di credito non si era costituito parte civile nel processo penale e l'azione civile era stata avviata prima di una sentenza penale, non sussisteva un rapporto di pregiudizialità necessaria che giustificasse la sospensione.
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Foro del creditore: Cassazione chiarisce competenza
Una società creditrice ha impugnato la decisione di un tribunale che si era dichiarato incompetente a decidere su un mancato pagamento. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di inadempimento nel pagamento di forniture di beni mobili, si applica il foro del creditore, ovvero la competenza territoriale del tribunale del luogo in cui il venditore ha il proprio domicilio, ribaltando la decisione precedente e affermando un principio chiave in materia di competenza territoriale.
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Sanzioni pecuniarie: la giurisdizione del giudice
La Corte di Cassazione a Sezioni Unite stabilisce che la giurisdizione per le controversie riguardanti sanzioni pecuniarie amministrative spetta al giudice ordinario. La decisione nasce da un caso in cui un Ente Locale aveva multato una società concessionaria per occupazione abusiva di suolo pubblico. Poiché la sanzione era puramente monetaria e non comportava un'azione ripristinatoria discrezionale, la Corte ha affermato che la posizione del multato è di diritto soggettivo, la cui tutela è demandata alla magistratura ordinaria e non a quella amministrativa.
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