LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 38 Costituzione

Pagina 21 di 38

Riscossione coattiva: la Cassazione alle Sezioni Unite
Un ente previdenziale ha citato in giudizio l'agente della riscossione per il mancato recupero di crediti contributivi. Durante il processo, sono intervenute nuove leggi che hanno disposto l'annullamento automatico dei ruoli più datati, modificando retroattivamente l'esito della causa a favore dell'agente statale. La Corte di Cassazione, dubitando che questa ingerenza legislativa violi il principio del giusto processo e della parità delle armi, ha rimesso la questione sulla riscossione coattiva crediti alle Sezioni Unite per una decisione di massima importanza.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo per le Casse
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza per professionisti, confermando l'illegittimità del prelievo di un contributo di solidarietà sulle pensioni. La Corte ha ribadito che le Casse private non hanno il potere di imporre prestazioni patrimoniali, facoltà riservata esclusivamente al legislatore. Tale contributo non rientra negli strumenti a disposizione degli enti per garantire l'equilibrio di bilancio. È stato inoltre confermato che il diritto alla restituzione delle somme indebitamente trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque.
Continua »
Contributo solidarietà: Cassazione lo boccia
Una Cassa di previdenza privata ha imposto un contributo di solidarietà su una pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittima la trattenuta, affermando che solo la legge può imporre tali prelievi (riserva di legge). Ha inoltre stabilito che il diritto al rimborso si prescrive in dieci anni e non in cinque. La Cassa è stata condannata a restituire le somme e a pagare le spese.
Continua »
Contributo solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza professionale sulle pensioni dei suoi iscritti. La Corte ha stabilito che tale prelievo, avendo natura di prestazione patrimoniale, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non da un atto dell'ente. Di conseguenza, i pensionati hanno diritto al rimborso delle somme trattenute, con un termine di prescrizione ordinario di dieci anni, e non quello ridotto di cinque anni previsto per i ratei pensionistici.
Continua »
Contributo di solidarietà: la Cassazione nega poteri
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una Cassa previdenziale privatizzata sulle pensioni dei suoi iscritti. Con l'ordinanza n. 24012/2024, la Suprema Corte ha ribadito che un simile prelievo, qualificabile come prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo da una legge dello Stato e non rientra nei poteri di autonomia regolamentare degli enti. È stato inoltre confermato che il diritto del pensionato a ottenere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non nel più breve termine quinquennale.
Continua »
Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà applicato da una Cassa di previdenza privata sulla pensione di una professionista. La Corte ha stabilito che tali prelievi, essendo prestazioni patrimoniali, possono essere introdotti solo dalla legge (riserva di legge) e non dall'autonomia regolamentare dell'ente. Inoltre, ha confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni, non in cinque.
Continua »
Prescrizione decennale pensioni: la Cassazione decide
Un professionista ha richiesto la riliquidazione della propria pensione. La Cassa di previdenza si è opposta, invocando un termine di prescrizione quinquennale per gli arretrati. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando l'orientamento consolidato secondo cui, in caso di contestazione sull'ammontare del trattamento pensionistico, si applica la prescrizione decennale ordinaria e non quella breve. La Corte ha inoltre ribadito che le modifiche peggiorative ai regolamenti delle Casse privatizzate non possono avere effetto retroattivo su pensioni maturate prima del 1° gennaio 2007.
Continua »
Pensione di anzianità: no con lavoro intermittente
La Corte di Cassazione ha stabilito che un contratto di lavoro intermittente, anche durante i periodi di non attività, costituisce un rapporto di lavoro subordinato. Tale condizione impedisce l'accesso alla pensione di anzianità, che richiede la totale cessazione dell'attività lavorativa. Di conseguenza, la Corte ha confermato la revoca della pensione precedentemente concessa a un lavoratore e ha ritenuto legittima la richiesta di restituzione delle somme indebitamente percepite, data l'omessa dichiarazione del rapporto di lavoro da parte dell'interessato.
Continua »
Aggravamento infortunio: nuova causa e revisione
Un lavoratore, vittima di un infortunio nel 1975, ha sviluppato una patologia epatica a causa delle trasfusioni ricevute. La Cassazione ha stabilito che questo aggravamento infortunio non è soggetto al termine di 10 anni, ma va valutato come un nuovo danno (concausa sopravvenuta) ai fini della revisione della rendita, applicando l'art. 80 del T.U. 1124/1965.
Continua »
Restituzione contributi: no se superi 40 anni
Un dipendente pubblico ha chiesto la restituzione dei contributi versati al suo ente datore di lavoro dopo aver raggiunto 40 anni di servizio, ritenendoli non più utili. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta, dichiarando il ricorso inammissibile. La motivazione si fonda sul principio di solidarietà del sistema previdenziale, che non prevede un rapporto di scambio diretto tra contributi pagati e pensione ricevuta. Pertanto, non esiste un diritto automatico alla restituzione dei contributi, salvo che non sia espressamente previsto da una legge specifica.
Continua »
Gestione Separata avvocati: obbligo e sanzioni
Una professionista ha contestato la richiesta dell'INPS per contributi alla Gestione Separata relativi al 2009, dato il suo reddito inferiore a 5.000 euro e il versamento del contributo integrativo alla cassa di categoria. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo di versare i contributi, specificando che solo quelli che generano una copertura pensionistica effettiva (e non il contributo integrativo) esonerano dall'iscrizione. Tuttavia, in linea con una sentenza della Corte Costituzionale, ha annullato le sanzioni civili per il periodo antecedente alla legge chiarificatrice del 2011.
Continua »
Iscrizione Gestione separata: no sanzioni per avvocati
Un professionista con reddito inferiore alla soglia per l'iscrizione alla cassa di categoria ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata dell'ente previdenziale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21682/2024, ha confermato l'obbligo di iscrizione ma ha annullato le sanzioni civili per l'anno 2010. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità delle sanzioni per i periodi antecedenti a una specifica legge del 2011, data l'incertezza normativa del passato. Di conseguenza, il ricorso principale dell'ente previdenziale, che verteva sulla tipologia di sanzione da applicare, è stato dichiarato assorbito.
Continua »
Base imponibile contributiva: esclusi utili da S.r.l.
La Cassazione ha stabilito che la base imponibile contributiva per i lavoratori autonomi non include gli utili derivanti dalla mera partecipazione in una S.r.l. dove non si svolge attività lavorativa. Tali redditi, qualificati come redditi di capitale e non d'impresa, sono esclusi dal calcolo dei contributi INPS, confermando la distinzione tra reddito da lavoro e reddito da mero investimento.
Continua »
Dimissioni per giusta causa: la prova del nesso causale
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 30310/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un lavoratore che chiedeva il riconoscimento della NASpI a seguito di dimissioni per giusta causa, motivate dall'omesso versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. La Corte ha stabilito che, per la validità delle dimissioni per giusta causa, non è sufficiente l'inadempimento datoriale, ma è necessario che il lavoratore dimostri il nesso di causalità e immediatezza tra la conoscenza dell'inadempimento e la sua decisione di recedere dal rapporto.
Continua »
Contributo di solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
Un professionista ha citato in giudizio il proprio ente previdenziale per l'applicazione di un prelievo sulla sua pensione. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'ente inammissibile, confermando le decisioni dei gradi inferiori. La Corte ha ribadito che un contributo di solidarietà costituisce una prestazione patrimoniale che solo una legge statale può introdurre, non i regolamenti interni di una Cassa di previdenza privatizzata. Di conseguenza, il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
Continua »
Indebito assistenziale sanitario: quando restituire?
Un cittadino, a seguito di una visita di revisione, vedeva ridotta la propria invalidità dal 100% al 75%. Nonostante ciò, l'Ente Previdenziale continuava a erogare la prestazione in misura piena, generando un pagamento in eccesso. La Corte di Appello ha stabilito che l'indebito assistenziale sanitario deve essere restituito a partire dal momento in cui l'assistito ha avuto conoscenza del nuovo stato sanitario, ovvero dalla comunicazione dell'esito della visita. Viene così superato il principio dell'affidamento, poiché la consapevolezza del mutato status sanitario fa cessare la buona fede del percipiente, rendendo irrilevanti i ritardi amministrativi dell'ente.
Continua »
Annullamento crediti previdenziali: rinvio al ruolo
Una cassa di previdenza professionale ha impugnato in Cassazione la sentenza che applicava l'annullamento automatico dei crediti iscritti a ruolo prima del 1999. La Corte Suprema, data la presenza di un caso analogo pendente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria di rinvio, sospendendo la decisione sull'argomento dell'annullamento crediti previdenziali per garantire coerenza giurisprudenziale.
Continua »
Annullamento debiti e Cassa Forense: caso in Cassazione
Una Cassa di previdenza privata si oppone all'applicazione della normativa sull'annullamento debiti statali ai propri crediti contributivi. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la decisione sul caso. La questione centrale è se le leggi di sanatoria fiscale, che prevedono la cancellazione automatica di vecchi debiti di importo limitato, possano ledere l'autonomia e i diritti patrimoniali di un ente previdenziale privato. La Corte ha sospeso il giudizio per attendere l'esito di un procedimento con questioni giuridiche analoghe, al fine di garantire un'interpretazione uniforme della legge.
Continua »
Cancellazione crediti previdenziali: la Cassazione
Un ente previdenziale ha contestato l'annullamento automatico per legge dei suoi crediti contributivi, gestiti dall'agenzia di riscossione. La Corte di Cassazione, di fronte a tale questione sulla cancellazione crediti previdenziali, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, sospendendo la decisione in attesa della risoluzione di un caso analogo già in discussione, al fine di garantire uniformità di giudizio.
Continua »
Discarico automatico crediti: la Cassazione rinvia
Una cassa di previdenza privata ha impugnato in Cassazione la cancellazione automatica dei propri crediti iscritti a ruolo, lamentando la violazione di norme nazionali, costituzionali e comunitarie. La Corte Suprema, pur richiamando il proprio orientamento consolidato contrario alle tesi del ricorrente, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. La decisione sul discarico automatico è stata rinviata in attesa della definizione di un altro giudizio pendente su una questione identica, al fine di assicurare coerenza giurisprudenziale.
Continua »