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Art. 38 Costituzione — Anno 2025

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Altri anni per Art. 38 Costituzione

Decadenza ricalcolo pensione: solo sui ratei pregressi
Un pensionato ha richiesto il ricalcolo della sua pensione. La Corte di Cassazione ha stabilito che la decadenza ricalcolo pensione, ovvero il termine di tre anni per agire, si applica solo agli arretrati maturati oltre il triennio precedente la domanda giudiziale. Il diritto fondamentale a una pensione calcolata correttamente per il futuro e per gli arretrati recenti non viene meno.
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Riscatto polizza vita: quando è pignorabile?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34306/2025, ha stabilito un principio fondamentale riguardo al riscatto polizza vita. Sebbene i capitali delle polizze vita godano di impignorabilità per la loro funzione previdenziale, tale protezione viene meno in caso di riscatto anticipato. L'atto di riscatto trasforma il capitale in un mero disinvestimento, facendolo rientrare nel patrimonio liberamente aggredibile dell'assicurato. Di conseguenza, la somma riscattata è stata ritenuta legittimamente sottoposta a sequestro preventivo per un reato di riciclaggio, poiché aveva perso la sua connotazione finalistica e assistenziale.
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Pensione di vecchiaia: i contributi autonomi valgono?
Una lavoratrice si è vista negare la pensione di vecchiaia perché la Corte d'Appello ha escluso i suoi contributi da lavoro autonomo. La Corte di Cassazione, investita della questione e dei dubbi di costituzionalità, ha ritenuto il caso troppo complesso per una decisione immediata, rinviando la causa a una pubblica udienza per un'analisi approfondita.
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Contribuzione figurativa mobilità: la Cassazione
Un lavoratore ha contestato il metodo di calcolo della sua pensione, in particolare per la contribuzione figurativa mobilità. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che il calcolo deve basarsi sulla retribuzione effettiva percepita per l'integrazione salariale, come previsto dalla Legge n. 223/1991, e non su un parametro differente. La decisione consolida un orientamento giurisprudenziale chiaro, fornendo certezza sulla corretta determinazione dei contributi in periodi di mobilità.
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Pensione di anzianità: no se il lavoro continua
La Corte di Cassazione nega il diritto alla pensione di anzianità a una lavoratrice che, dopo le dimissioni, è stata immediatamente riassunta dallo stesso datore di lavoro con un contratto part-time. La Corte ha ritenuto tale operazione una cessazione simulata del rapporto di lavoro, confermando l'annullamento della pensione da parte dell'ente previdenziale e la richiesta di restituzione delle somme percepite, data la provata mala fede della ricorrente.
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Onere della prova contributi: chi deve dimostrarli?
Un lavoratore ha richiesto un ricalcolo della pensione per contributi non versati. La Cassazione ha stabilito che l'onere della prova contributi spetta sempre al lavoratore, anche se l'ente previdenziale non si costituisce in giudizio. La domanda è stata respinta nel merito ma accolta solo sulla questione delle spese legali.
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Contributo solidarietà: illegittimo se imposto da Casse
La Corte di Cassazione ha stabilito l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri iscritti. Tale prelievo, configurandosi come una prestazione patrimoniale, viola la riserva di legge prevista dalla Costituzione e non può essere introdotto tramite regolamenti interni dell'ente. La Corte ha inoltre confermato che il diritto al rimborso delle somme trattenute si prescrive in dieci anni.
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Indebito pensionistico: la bugia che costa caro
La Corte di Cassazione ha confermato la piena legittimità della richiesta di restituzione di un indebito pensionistico. Una pensionata, avendo dichiarato reddito zero pur percependo un'altra pensione, è stata condannata a restituire le somme indebitamente percepite. Secondo la Corte, la falsa dichiarazione integra il dolo, facendo venir meno il principio di irripetibilità delle somme e rendendo il debito esigibile.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge: un prelievo patrimoniale di questo tipo non può essere introdotto da un semplice regolamento interno dell'ente, ma necessita di una specifica norma di legge. Di conseguenza, le somme trattenute devono essere restituite, con un termine di prescrizione decennale per l'azione di recupero.
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Contributi coadiutore: obblighi del titolare d’impresa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11208/2025, ha stabilito che il titolare di un'impresa artigiana è obbligato a versare i contributi previdenziali per il coadiutore familiare calcolandoli sulla totalità dei redditi d'impresa percepiti da quest'ultimo, inclusi quelli derivanti dalla partecipazione a società di persone. La Corte ha rigettato i motivi di incostituzionalità, ma ha cassato la sentenza per omessa pronuncia su un'altra questione, rinviando il caso alla Corte d'Appello.
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Prescrizione maggiorazione amianto: quando inizia?
Un lavoratore ha richiesto la maggiorazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito, stabilendo che la prescrizione del diritto decorre dalla data della domanda all'ente assicuratore per la certificazione dell'esposizione. Tale richiesta, infatti, dimostra la consapevolezza del lavoratore circa il rischio e il proprio diritto, segnando l'inizio del termine decennale. La Corte ha chiarito che la prescrizione maggiorazione amianto non lede il diritto fondamentale alla pensione, essendo un beneficio accessorio e autonomo.
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Contributo di solidarietà illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai suoi pensionati. La decisione si fonda sul principio della riserva di legge sancito dall'art. 23 della Costituzione, secondo cui solo una legge dello Stato può introdurre prestazioni patrimoniali obbligatorie. La Corte ha confermato il diritto del pensionato alla restituzione delle somme trattenute, con prescrizione decennale, e ha condannato la cassa per aver intentato un ricorso inammissibile contro un orientamento giurisprudenziale consolidato.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassazione lo boccia
Una cassa di previdenza per professionisti aveva imposto un contributo di solidarietà sulla pensione di un suo iscritto. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità di tale prelievo, stabilendo che solo una legge dello Stato, e non un'autonoma delibera della Cassa, può introdurre una simile imposizione patrimoniale. È stato inoltre chiarito che il diritto del pensionato a richiedere la restituzione delle somme trattenute si prescrive in dieci anni e non in cinque. Di conseguenza, il ricorso della Cassa è stato dichiarato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto da una Cassa di previdenza privata su una pensione di reversibilità, in quanto privo di una specifica base legale. Confermando le decisioni dei giudici di merito, la Corte ha stabilito che l'autonomia gestionale delle Casse non consente loro di introdurre prelievi patrimoniali senza un'espressa previsione di legge, come richiesto dall'art. 23 della Costituzione. È stato inoltre confermato il diritto degli eredi al rimborso delle somme trattenute, con l'applicazione della prescrizione decennale e non quinquennale. Il ricorso della Cassa è stato dichiarato inammissibile.
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Contributo di solidarietà: illegittimo se non c’è legge
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Ente Previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto sulle pensioni. La Corte ha ribadito che tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, richiede una base legislativa primaria e non può essere introdotto da un regolamento interno dell'ente. Inoltre, è stata confermata la prescrizione decennale per la richiesta di restituzione delle somme.
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Contributo di solidarietà: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione ha dichiarato illegittimo il contributo di solidarietà imposto autonomamente da una cassa di previdenza privata sulla pensione di un iscritto. Secondo la Corte, tale prelievo, essendo una prestazione patrimoniale imposta, può essere introdotto solo dalla legge e non rientra nei poteri dell'ente per garantire l'equilibrio di bilancio. Confermato il diritto del pensionato al rimborso con prescrizione decennale.
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Contributo di solidarietà illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10982/2025, ha stabilito che un contributo di solidarietà imposto da una cassa di previdenza privata ai propri pensionati è illegittimo se non previsto da una specifica norma di legge. La Corte ha rigettato il ricorso della Cassa, confermando le sentenze di merito che ne avevano dichiarato l'illegittimità e condannato l'ente alla restituzione delle somme trattenute. È stato inoltre confermato che il termine di prescrizione per richiedere tale restituzione è decennale, e non quinquennale.
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Contributo di solidarietà: illegittimo senza legge
La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità del contributo di solidarietà applicato da una cassa previdenziale privata sulla pensione di un suo iscritto. La Corte ha ribadito che, in assenza di una specifica previsione di legge, gli enti previdenziali non possono imporre autonomamente tali prelievi. Il ricorso della cassa è stato dichiarato inammissibile, consolidando l'orientamento secondo cui qualsiasi prestazione patrimoniale imposta richiede una base normativa statale. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per la restituzione delle somme indebitamente trattenute.
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Contributo solidarietà: quando è illegittimo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10983/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una cassa previdenziale, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati in assenza di una specifica base legale. La Corte ha ribadito che tali prelievi, qualificabili come prestazioni patrimoniali imposte, necessitano di una legge che ne definisca presupposti e limiti. È stato inoltre confermato il termine di prescrizione decennale per le azioni di rimborso.
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Principio pro rata: la Cassazione sui diritti quesiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10980/2025, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa Previdenziale, confermando la tutela dei diritti pensionistici maturati da un professionista. La Corte ha ribadito la validità del principio pro rata, che impedisce modifiche peggiorative retroattive al calcolo della pensione per i periodi antecedenti al 2007. Inoltre, ha precisato che il diritto alla riliquidazione della pensione si prescrive in dieci anni, non in cinque.
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