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Art. 1669 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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Altri anni per Art. 1669 Codice Civile

Responsabilità condominio: chi paga per i danni?
Un condòmino subisce danni al proprio appartamento a causa di lavori di ristrutturazione della facciata condominiale. La Corte di Cassazione, con questa ordinanza, conferma la responsabilità del condominio in solido con l'impresa appaltatrice. Il provvedimento chiarisce che il condominio, in qualità di custode delle parti comuni, ha una responsabilità oggettiva ai sensi dell'art. 2051 c.c. e può essere esonerato solo provando il caso fortuito, non essendo sufficiente il semplice trasferimento della custodia all'appaltatore.
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Prescrizione art. 1669 c.c.: no all’azione ex 2043
Una proprietaria agiva contro il direttore dei lavori per gravi difetti di costruzione. La domanda è stata respinta per prescrizione art. 1669 c.c. La Cassazione ha confermato che, se la fattispecie rientra nella norma speciale (art. 1669 c.c.), non è possibile "ripiegare" sull'azione generale di risarcimento (art. 2043 c.c.) una volta che la prima sia prescritta. La specialità della norma prevale.
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Responsabilità del Comune: culpa in vigilando per danni
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità del Comune, in solido con un privato venditore, per i danni strutturali a un immobile. La decisione si fonda sulla 'culpa in vigilando', ovvero sull'omesso controllo da parte dell'ente locale sia sui lavori di ristrutturazione privati, seppur autorizzati, sia sulle opere fognarie pubbliche che hanno concorso a causare le lesioni all'edificio. La sentenza chiarisce che l'autorizzazione edilizia non esime il Comune dal dovere di vigilanza per prevenire danni a terzi.
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Polizza fideiussoria: la scadenza scritta prevale
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Comune contro una compagnia assicurativa. Il caso verteva sulla validità di una polizza fideiussoria che il Comune riteneva ancora efficace, nonostante la data di scadenza fosse trascorsa. La Corte ha stabilito che l'interpretazione letterale della clausola di scadenza, operata dai giudici di merito, è corretta e non sindacabile in sede di legittimità, confermando che la garanzia era estinta e non più escutibile.
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Prova atipica: perizia usata contro chi non c’era
Un professionista è stato condannato per vizi in un immobile. La condanna si basava su una perizia svolta in un procedimento a cui non aveva partecipato. La Cassazione ha confermato la decisione, specificando che tale perizia, pur non essendo direttamente opponibile, può essere utilizzata come prova atipica e valutata liberamente dal giudice insieme agli altri elementi probatori.
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Responsabilità professionale: quando decorre la prescrizione?
Un committente ha citato in giudizio un ingegnere per lavori di ristrutturazione non conformi al progetto. La richiesta di risarcimento è stata respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione ha confermato che, in tema di responsabilità professionale, il termine di prescrizione inizia a decorrere non dal momento della piena consapevolezza del danno, ma da quando i vizi dell'opera diventano oggettivamente percepibili e conoscibili dal committente.
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Polizza decennale postuma: azione diretta acquirente
A seguito di un grave cedimento strutturale, un'azienda utilizzatrice di un immobile ha citato in giudizio il costruttore. Il caso è giunto in Cassazione, dove è stata analizzata la natura della polizza decennale postuma. La Corte ha stabilito che tale polizza configura un'assicurazione contro i danni a beneficio dell'acquirente, conferendogli un'azione diretta contro la compagnia assicurativa. Tale diritto sussiste a condizione che venga accertata la responsabilità del costruttore ai sensi dell'art. 1669 c.c. e che l'azione non sia prescritta. La sentenza di merito è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Assicurazione decennale: cosa copre la polizza?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito la natura e i limiti della polizza di assicurazione decennale postuma obbligatoria per legge. Il caso riguardava la richiesta di un costruttore di essere tenuto indenne dalla propria compagnia assicurativa per i danni lamentati da un condominio a causa di gravi difetti di costruzione. La Corte ha stabilito che l'assicurazione decennale postuma copre i danni materiali diretti all'immobile a beneficio dell'acquirente, ma non la responsabilità civile contrattuale del costruttore. Pertanto, il costruttore non può utilizzare tale polizza per essere manlevato dalle richieste di risarcimento dell'acquirente.
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Risarcimento danni immobile: la prova del danno concreto
Un acquirente ha scoperto difetti acustici in un immobile che è stato successivamente venduto all'asta. Ha citato in giudizio la compagnia assicuratrice per ottenere un indennizzo. La Corte di Cassazione ha respinto la richiesta di risarcimento danni immobile, confermando che l'attore non è riuscito a dimostrare una perdita finanziaria concreta derivante dal difetto. Il solo costo della riparazione non costituisce una prova sufficiente del danno quando l'immobile è stato alienato.
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