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Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002 — Anno 2023

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Altri anni per Art. 13, comma 1 quater, d.p.r. n. 115 del 2002

Indennità chilometrica: il CCNL prevale sul contratto CIR
Un lavoratore ha citato in giudizio il suo datore di lavoro, un Consorzio, per ottenere un'indennità chilometrica più elevata, basata sul Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) anziché sul Contratto Integrativo Regionale (CIR), meno favorevole. La Corte di Cassazione ha dato ragione al lavoratore, confermando la decisione della Corte d'Appello. La Corte ha stabilito che l'indennità, sebbene definita 'rimborso', ha natura di stipendio a causa della sua erogazione continuativa e forfettaria. Di conseguenza, prevale la disciplina del CCNL, più vantaggiosa, poiché la materia non era stata delegata alla contrattazione regionale.
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Clausola Sociale: Obbligo di Assunzione Confermato
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto all'assunzione per i dipendenti di una cooperativa in subappalto, in virtù della clausola sociale prevista dal CCNL. La Corte ha stabilito che tale clausola opera oggettivamente a tutela dell'occupazione, superando le eccezioni delle società subentranti relative a vizi procedurali e carenze documentali. Il ricorso delle società è stato rigettato, consolidando il principio di protezione dei lavoratori nei cambi di appalto.
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Doppia imposizione pensione: basta la residenza fiscale
Un pensionato residente in Svizzera ha chiesto il rimborso delle tasse italiane sulla sua pensione INPS per evitare la doppia imposizione pensione. La Cassazione ha stabilito che il certificato di residenza fiscale svizzero è prova sufficiente per ottenere il rimborso, senza necessità di dettagli sulla tassazione concreta. L'Agenzia delle Entrate ha perso il ricorso.
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Sospensione feriale termini: no in opposizione esecutiva
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un terzo datore di ipoteca avverso un atto di precetto. Il motivo della decisione risiede nella tardività del ricorso, poiché nei giudizi di opposizione esecutiva non si applica la sospensione feriale dei termini. La sentenza impugnata era stata depositata il 10 marzo 2022 e il termine per ricorrere scadeva il 12 settembre 2022, ma l'atto è stato notificato solo l'11 ottobre 2022. La Corte ha ribadito un principio consolidato, sanzionando la parte ricorrente anche per lite temeraria.
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Opposizione esecuzione: quando è inammissibile?
Un debitore ha presentato un'opposizione esecuzione contro un decreto di trasferimento immobiliare, sostenendo l'invalidità del titolo esecutivo originale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo un principio fondamentale: le contestazioni relative alla validità di un titolo esecutivo giudiziale devono essere sollevate nel giudizio in cui il titolo si è formato, non nella successiva fase esecutiva. Il ricorso è stato inoltre respinto per la sua genericità e la mancanza di specificità dei motivi.
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Domanda di rivendicazione fallimento: la decisione
La Cassazione chiarisce che la domanda di rivendicazione nel fallimento, o la richiesta del controvalore del bene, non può essere accolta se il bene non è mai entrato a far parte dell'attivo fallimentare. Se il creditore ha già intrapreso un'azione legale contro un terzo per recuperare il bene, non può contemporaneamente chiedere il controvalore al fallimento, poiché ciò comporterebbe un'ingiustificata duplicazione di valore. La scelta di agire per la restituzione del bene preclude la via dell'insinuazione al passivo per il suo valore.
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Termini opposizione stato passivo: la Cassazione
Un creditore proponeva opposizione contro il rigetto di una sua domanda tardiva oltre due anni dopo la decisione. La Cassazione, pur correggendo la motivazione del tribunale, ha confermato l'inammissibilità dell'opposizione. Ha stabilito che, in assenza di comunicazione formale del provvedimento, non si applica il termine breve di 30 giorni, ma il termine lungo di sei mesi. Tale termine decorre non dalla lettura in udienza, ma dal deposito del verbale in cancelleria, che ne costituisce la pubblicazione. Poiché l'opposizione era stata proposta ben oltre i sei mesi dal deposito, è stata ritenuta tardiva.
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Bonifico domiciliato: la diligenza dell’intermediario
La Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità dell'intermediario nel caso di un bonifico domiciliato pagato a un soggetto non legittimato. La sentenza stabilisce che l'intermediario adempie al proprio obbligo di diligenza professionale se, prima del pagamento, verifica la corrispondenza dei dati, un documento di identità valido e gli elementi di sicurezza come la password, anche senza richiedere un secondo documento. Viene quindi esclusa la responsabilità se l'intermediario dimostra di aver agito con la dovuta prudenza.
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Ricorso inammissibile: i limiti del giudizio di Cassazione
Un imprenditore ha presentato ricorso contro la decisione del Tribunale che negava la sua proprietà su alcuni codici sorgente, rivendicati nei confronti di una società fallita. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, sottolineando che i motivi presentati non affrontavano correttamente le ragioni della decisione impugnata (ratio decidendi) e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. La sentenza chiarisce i rigorosi limiti procedurali per l'accesso alla Corte Suprema.
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Accertamento con adesione: nessun rimborso extra
Una società di telecomunicazioni ha definito un contenzioso con l'Agenzia delle Entrate tramite accertamento con adesione, compensando un debito fiscale per un anno con un credito dell'anno precedente. Successivamente, ha chiesto il rimborso degli interessi sul credito. La Cassazione ha negato il rimborso, stabilendo che l'accertamento con adesione è un accordo tombale che preclude qualsiasi successiva pretesa, inclusa quella per gli interessi, se non pattuita nell'accordo stesso.
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Data certa: prova del credito in procedura concorsuale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un istituto di credito che chiedeva l'ammissione tardiva di un credito in una procedura di amministrazione straordinaria. La Corte ha confermato la necessità della data certa sui documenti probatori, poiché l'organo della procedura è considerato un terzo. È stato inoltre chiarito che l'ammissione dello stesso credito nei confronti di un altro coobbligato solidale non ha efficacia vincolante, in applicazione del principio 'res inter alios acta'.
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Concordato Fallimentare: Limiti del Giudice
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nell'ambito di un concordato fallimentare, il giudice non può sindacare la convenienza economica della proposta, inclusa la stima dei beni. Il suo ruolo è limitato alla verifica della regolarità procedurale. Nel caso di specie, gli eredi di un fallito si opponevano all'omologazione sostenendo una sottostima degli asset, ma la Corte ha ritenuto le loro doglianze un inammissibile tentativo di revisione del giudizio di fatto, confermando che la valutazione della convenienza spetta ai creditori.
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Aiuti di Stato de minimis: richiesta oltre soglia è nulla
Una società ha richiesto un rimborso fiscale come agevolazione post-terremoto, ma per un importo superiore al limite previsto dalla normativa europea sugli aiuti di Stato de minimis. La Corte di Cassazione ha stabilito che superare la soglia rende l'intera richiesta illegittima fin dall'origine. La successiva riduzione dell'importo richiesto in corso di causa non può sanare l'irregolarità, comportando la perdita totale del beneficio e non solo della parte eccedente.
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Ordine di esibizione: onere prova e art. 119 T.U.B.
Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per presunti addebiti illeciti sul conto corrente, senza però produrre il contratto e gli estratti conto. La richiesta di un ordine di esibizione di tali documenti è stata respinta poiché la società non aveva preventivamente esercitato il proprio diritto di richiederli direttamente alla banca, come previsto dall'art. 119 del Testo Unico Bancario. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando la necessità per il cliente di agire prima in via stragiudiziale.
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Difetto di rappresentanza: sanatoria e limiti decisivi
Una società creditrice ha intentato un'azione revocatoria contro due coniugi per un atto di trasferimento immobiliare. I tribunali di merito hanno respinto la domanda a causa di un difetto di rappresentanza. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha dichiarato inammissibile il ricorso, non perché il difetto di rappresentanza fosse insanabile, ma perché il motivo di ricorso non ha colto la vera 'ratio decidendi' della decisione impugnata, ovvero la mancanza di prova del potere del dirigente di filiale che aveva avviato l'azione legale.
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Decorrenza interessi rimborso: la guida completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha chiarito un punto fondamentale sulla decorrenza interessi rimborso per crediti d'imposta. Il caso riguardava una Fondazione che, dopo aver pagato delle cartelle esattoriali a seguito del disconoscimento di un credito IRPEG, aveva ottenuto un rimborso. La Corte ha stabilito che gli interessi non decorrono dalla data del pagamento indebito, ma dal secondo semestre successivo alla presentazione della dichiarazione dei redditi in cui il credito era stato originariamente indicato. Questa decisione tutela maggiormente il contribuente, riconoscendogli una compensazione economica per il mancato utilizzo del credito fin dalla sua origine.
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Prova usucapione: coltivare non basta per possedere
Un cittadino ha agito in giudizio per vedersi riconosciuta la proprietà di un terreno per usucapione, sostenendo di averlo coltivato per decenni. La sua domanda è stata respinta sia in primo grado che in appello. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni precedenti, rigettando il ricorso. Il punto centrale della decisione è che, ai fini della prova usucapione, la mera coltivazione del fondo non è un elemento sufficiente. Tale attività, infatti, non dimostra in modo inequivocabile l'intenzione di comportarsi come proprietario (il cosiddetto animus possidendi), potendo essere compatibile con un semplice rapporto di detenzione. La Corte ha ribadito che la valutazione delle prove è di competenza esclusiva dei giudici di merito e non può essere oggetto di una nuova analisi in sede di legittimità.
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Estinzione giudizio tributario: il caso di definizione
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio tributario relativo a sanzioni antiriciclaggio. La decisione deriva dalla richiesta di definizione agevolata presentata dalla contribuente e dal successivo pagamento. L'Amministrazione Finanziaria non ha negato la definizione entro i termini, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente conclusione del processo.
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Stabilizzazione precari: no a proroghe successive
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una lavoratrice che chiedeva la conversione del suo contratto di collaborazione in subordinato e l'accesso alla stabilizzazione precari presso un Comune. La Corte ha ribadito che i requisiti per la stabilizzazione dovevano essere maturati entro una data specifica e che le proroghe successive sono irrilevanti. Inoltre, la mancata prova della subordinazione nei gradi di merito ha precluso la riqualificazione del rapporto.
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Risarcimento danno pubblico impiego: la Cassazione
L'appello di un ente comunale contro una sentenza che dichiarava illegittimi dei contratti di lavoro somministrato è stato respinto. La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del lavoratore al risarcimento danno pubblico impiego, basato sulla L. 183/2010, specificando che si tratta di un danno presunto. La successiva assunzione a tempo indeterminato del lavoratore non annulla il diritto al risarcimento per i precedenti contratti irregolari.
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