LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Ordine di esibizione: onere prova e art. 119 T.U.B.

Una società ha citato in giudizio un istituto di credito per presunti addebiti illeciti sul conto corrente, senza però produrre il contratto e gli estratti conto. La richiesta di un ordine di esibizione di tali documenti è stata respinta poiché la società non aveva preventivamente esercitato il proprio diritto di richiederli direttamente alla banca, come previsto dall’art. 119 del Testo Unico Bancario. La Corte di Cassazione ha confermato questa decisione, sottolineando la necessità per il cliente di agire prima in via stragiudiziale.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 febbraio 2026 in Diritto Bancario, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 30631 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 1 n. 30631/2023)

Ordine di esibizione e documenti bancari: La Cassazione detta le regole

Quando un correntista intende contestare addebiti bancari, la disponibilità della documentazione contrattuale e contabile è cruciale. Ma cosa succede se il cliente non possiede più tali documenti? Può chiederli direttamente al giudice? Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce i passaggi obbligati, ponendo l’accento sulla differenza tra il diritto del cliente e gli strumenti processuali come l’ordine di esibizione. Questa decisione ribadisce un principio fondamentale: prima di ricorrere al giudice, il cliente ha il dovere di attivarsi personalmente.

Il caso: la richiesta di restituzione somme senza prove

Una società citava in giudizio il proprio istituto di credito, sostenendo di aver subito addebiti illegittimi sul conto corrente a causa dell’applicazione di interessi anatocistici, ultralegali e usurari. L’obiettivo era ottenere la restituzione delle somme indebitamente versate. Tuttavia, la società non depositava in giudizio né il contratto di conto corrente né gli estratti conto a supporto delle proprie affermazioni.

Per sopperire a questa mancanza, la società chiedeva al Tribunale di emettere un ordine di esibizione nei confronti della banca, ai sensi dell’art. 210 c.p.c., per obbligarla a produrre tutta la documentazione necessaria. Sia il Tribunale di primo grado che la Corte di Appello rigettavano la domanda, ritenendo che la società non avesse assolto al proprio onere della prova e che la richiesta di consulenza tecnica (CTU) fosse meramente esplorativa. La questione è così giunta dinanzi alla Corte di Cassazione.

L’ordine di esibizione e il ruolo dell’art. 119 T.U.B.

Il fulcro della controversia ruota attorno al rapporto tra due strumenti a disposizione del correntista: il diritto sostanziale previsto dall’art. 119 del Testo Unico Bancario (T.U.B.) e lo strumento processuale dell’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.

L’art. 119 T.U.B. sancisce il diritto del cliente di ottenere, a proprie spese, copia della documentazione relativa a singole operazioni bancarie degli ultimi dieci anni. Si tratta di un diritto che il cliente può esercitare direttamente nei confronti della banca, in via stragiudiziale.

L’art. 210 c.p.c., invece, consente al giudice, su istanza di parte, di ordinare all’altra parte o a un terzo di esibire documenti che reputi necessari alla causa. Tuttavia, l’esercizio di questo potere giudiziale non è incondizionato.

La corretta procedura per ottenere i documenti

La Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha chiarito che il correntista non può usare l’ordine di esibizione come una scorciatoia per aggirare il proprio onere probatorio. Il potere del giudice di ordinare l’esibizione dei documenti può essere attivato solo a determinate condizioni.

le motivazioni della Corte

La Suprema Corte ha ritenuto infondati tutti i motivi di ricorso, basando la propria decisione su principi consolidati della giurisprudenza.

Il requisito della richiesta stragiudiziale

Il punto centrale delle motivazioni è che l’istanza di esibizione in giudizio (art. 210 c.p.c.) è subordinata a un presupposto fondamentale: il cliente deve aver prima esercitato il proprio diritto sostanziale previsto dall’art. 119 T.U.B. In altre parole, deve aver richiesto formalmente la documentazione alla banca in via stragiudiziale e quest’ultima deve essersi rifiutata senza una giustificazione valida. Nel caso specifico, i giudici di merito avevano accertato che la comunicazione inviata dalla società alla banca non costituiva una chiara richiesta di documentazione, ma piuttosto un generico invito a ricalcolare le competenze. Questo accertamento di fatto non è sindacabile in sede di legittimità.

L’onere della prova a carico del correntista

La Corte ha ribadito il principio dell’onus probandi: spetta a chi agisce in giudizio (l’attore) fornire la prova dei fatti posti a fondamento della propria domanda. Non si può pretendere che il giudice, attraverso un ordine di esibizione, si sostituisca alla parte nell’attività di ricerca delle prove, specialmente quando la parte stessa dispone di uno strumento specifico (l’art. 119 T.U.B.) per ottenere i documenti necessari. In assenza di una prova della previa richiesta stragiudiziale e dell’ingiustificato rifiuto della banca, la richiesta di esibizione in giudizio non può essere accolta.

le conclusioni e l’impatto pratico

L’ordinanza in esame offre un’importante lezione pratica per tutti i correntisti che intendono avviare un’azione legale contro un istituto di credito. La decisione conferma che il percorso corretto per ottenere la documentazione bancaria mancante prevede due passaggi sequenziali e obbligati:

  1. Fase stragiudiziale: Inviare una richiesta formale e specifica alla banca, ai sensi dell’art. 119 T.U.B., chiedendo copia dei contratti e degli estratti conto desiderati.
  2. Fase giudiziale: Solo in caso di mancata o ingiustificata risposta da parte della banca, sarà possibile chiedere al giudice di emettere un ordine di esibizione ai sensi dell’art. 210 c.p.c.

Ignorare il primo passaggio e rivolgersi direttamente al giudice espone al rischio concreto di veder rigettata la propria istanza e, di conseguenza, la propria domanda di merito per mancato assolvimento dell’onere della prova.

Posso chiedere al giudice di ordinare alla banca di produrre i miei estratti conto se non li ho?
Sì, ma solo a condizione di aver prima richiesto formalmente gli stessi documenti alla banca ai sensi dell’art. 119 del Testo Unico Bancario e che la banca non li abbia forniti senza una valida giustificazione. Non è possibile utilizzare l’ordine di esibizione del giudice come prima opzione per recuperare la documentazione.

Cosa succede se la mia richiesta alla banca non è una chiara richiesta di copia dei documenti?
Se la comunicazione inviata alla banca è generica (ad esempio, una semplice richiesta di ricalcolo degli interessi) e non una specifica richiesta di esibizione di documenti, il giudice può ritenerla non idonea a soddisfare il requisito della richiesta stragiudiziale. Di conseguenza, la successiva istanza di esibizione in giudizio verrebbe respinta.

La richiesta di una CTU contabile può sostituire la produzione dei documenti?
No. Secondo la sentenza, una richiesta di Consulenza Tecnica d’Ufficio (CTU) in assenza di documenti probatori (come il contratto e gli estratti conto) è considerata meramente esplorativa e non può essere accolta. La CTU serve ad analizzare dati tecnici già presenti in atti, non a ricercare le prove per conto della parte.

Termini giuridici

Ordine di esibizione
È il provvedimento con cui il giudice ordina a una delle parti in causa, o a un terzo, di produrre un documento o un altro oggetto ritenuto necessario per la decisione della controversia.
Onus probandi
Espressione latina che indica l'onere della prova. È il principio giuridico secondo cui chi afferma un fatto in giudizio ha il dovere di fornirne le prove.
Art. 119 T.U.B.
Articolo del Testo Unico Bancario che riconosce al cliente il diritto di ottenere dalla banca, a proprie spese, copia della documentazione relativa alle singole operazioni degli ultimi dieci anni.
Anatocismo
La pratica di calcolare interessi su interessi già maturati. In Italia è generalmente vietata, salvo specifiche eccezioni previste dalla legge.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)