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Rinvio A Nuovo Ruolo

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Provvedimenti

Definizione agevolata delle liti fiscali: stop al ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente l'omessa compilazione dei quadri RW per gli anni dal 2006 al 2009. Dopo l'annullamento dell'atto da parte della Commissione tributaria regionale, l'ente pubblico ha proposto ricorso in Cassazione. Il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop ma non estinzione
Una società commerciale ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Durante il giudizio in Cassazione, la contribuente ha richiesto la sospensione del processo e la successiva estinzione della causa, invocando la definizione agevolata delle liti pendenti prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione del giudizio, ma ha rigettato la richiesta di estinzione immediata. I giudici hanno rilevato che non vi è ancora la prova del definitivo perfezionamento della sanatoria, anche a causa del ricorso incidentale presentato dall'Agenzia delle Entrate. La causa è stata quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa delle verifiche necessarie.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la causa col fisco
Una società contribuente ha impugnato gli avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per il recupero dell'IVA su fatture ritenute soggettivamente inesistenti. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la società ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi del D.L. n. 119/2018, pagando integralmente quanto dovuto per estinguere il debito. La Corte di Cassazione, rilevata la necessità di verificare la regolarità della sanatoria e la conseguente estinzione della pretesa tributaria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, ordinando all'Amministrazione Finanziaria di fornire chiarimenti entro sessanta giorni.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma il ricorso del Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società commerciale la partecipazione a una frode carosello tramite operazioni soggettivamente inesistenti, negando la detrazione IVA. Dopo che i giudici di merito hanno accolto le ragioni della contribuente escludendone la consapevolezza, l'Amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando elementi di inammissibilità della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop alla Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a un'azienda contribuente riguardante un vecchio diniego di condono. Durante il giudizio in Cassazione, l'azienda ha chiesto la sospensione del processo per poter usufruire della definizione agevolata delle liti fiscali, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta della società. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, ordinando il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire all'azienda di perfezionare la sanatoria con il pagamento delle somme dovute.
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Fascicolo telematico: la Cassazione salva l’appello smarrito
Un'azienda e un cittadino hanno impugnato un'ordinanza-ingiunzione prefettizia. Il Tribunale ha dichiarato inammissibile l'appello poiché i ricorrenti non avevano restituito il proprio fascicolo cartaceo, impedendo la verifica della sentenza impugnata. I ricorrenti si sono rivolti alla Cassazione, sostenendo di aver depositato tutti i documenti in formato digitale. La Suprema Corte ha constatato l'assenza del fascicolo telematico dei gradi precedenti nei propri sistemi. Di conseguenza, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa disponendo l'acquisizione d'ufficio dei documenti digitali per verificare l'effettivo deposito degli atti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop lite
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato un'azienda per l'omessa comunicazione telematica di alcune dichiarazioni d'intento relative all'anno 2010. Durante il giudizio davanti alla Corte di Cassazione, l'azienda ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando cause di inammissibilità, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Indennità dei magistrati onorari: scontro sul doppio compenso
Un vice procuratore onorario ha chiesto al Ministero della Giustizia il pagamento di una seconda indennità giornaliera per le udienze svolte tra il 2001 e il 2008. Il nodo riguarda l'interpretazione del concetto di udienza: se lo svolgimento di diverse tipologie di procedimenti nello stesso giorno da parte dello stesso giudice dia diritto a un doppio compenso. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda. La Cassazione, rilevando che sulla questione dell'indennità dei magistrati onorari pende già un altro ricorso di rilievo nomofilattico presso la Prima Sezione, ha deciso di rinviare la causa a nuovo ruolo in attesa della decisione principale.
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Fisco vs società: la definizione agevolata blocca la Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro una società in fallimento, contestando costi per provvigioni sovrafatturate e operazioni oggettivamente inesistenti nel mercato dell'energia elettrica. Dopo alterne decisioni nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo della causa per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: stop della Cassazione
Il Contribuente ha impugnato quattro avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva le tasse su capitali detenuti all'estero. Dopo aver vinto nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Prima dell'udienza, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle liti fiscali, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, sospendendo il giudizio per consentire al cittadino di presentare la domanda e pagare le somme dovute, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite fiscale sull’energia
L'Agenzia delle Entrate e una società in fallimento, attiva nel commercio di energia elettrica, hanno impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale riguardante avvisi di accertamento per Ires, Irap e Iva (anni 2010-2012). Le contestazioni riguardavano presunte sovrafatturazioni, consulenze inesistenti e operazioni circolari di trading energetico. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il curatore fallimentare della società ha presentato istanza di sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata prevista dalla tregua fiscale (Legge di Bilancio 2023). La Suprema Corte, preso atto della richiesta, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di avviare la procedura di sanatoria.
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Scambio di sentenze: via alla correzione di errore materiale
Una società ha impugnato per revocazione un'ordinanza della Cassazione che, a causa di un clamoroso errore di assemblaggio digitale, conteneva l'intestazione corretta ma il testo e la decisione di un'altra causa. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso per revocazione, stabilendo che lo scambio integrale del testo di una decisione costituisce un errore evidente rilevabile a colpo d'occhio. Di conseguenza, lo strumento idoneo da utilizzare è la procedura di correzione di errore materiale. La Corte ha quindi disposto il rinvio della causa al collegio originario per procedere alla correzione di errore materiale del provvedimento, compensando le spese di giudizio tra le parti.
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Accordo transattivo salva gli immobili: stop alla Cassazione
I Soci Assegnatari di una cooperativa edilizia hanno impugnato la sentenza d'appello che confermava l'inefficacia dell'assegnazione di due appartamenti e relativi garage, decisa a seguito di un'azione revocatoria promossa dal Consorzio Creditore. Nelle more del giudizio di Cassazione, le parti hanno raggiunto un'intesa di massima. I ricorrenti, d'accordo con il Consorzio Creditore, hanno quindi chiesto alla Suprema Corte il rinvio della causa per perfezionare formalmente un accordo transattivo già autorizzato dal Ministero dello Sviluppo Economico, al fine di rinunciare successivamente al ricorso. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio a nuovo ruolo del procedimento.
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Prezzo massimo di cessione: scontro tra vincoli e mercato
Un acquirente ha acquistato un appartamento in edilizia convenzionata pagando un prezzo di molto superiore a quello stabilito dalla convenzione comunale. L'acquirente ha quindi citato in giudizio i venditori chiedendo la restituzione della differenza, invocando il rispetto del prezzo massimo di cessione. La Corte d'Appello ha accolto la domanda, dichiarando la nullità parziale del contratto e disponendo la restituzione di oltre 128.000 euro. I venditori hanno fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la normativa sopravvenuta sull'affrancazione dei vincoli avesse estinto il diritto dell'acquirente. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per valutare l'impatto delle nuove norme.
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Definizione agevolata: stop alla lite su dazi e royalties
L'Agenzia delle Dogane ha contestato a una società importatrice il mancato inserimento delle royalties nel valore doganale delle merci, richiedendo maggiori dazi, IVA e sanzioni. Durante il giudizio in Cassazione, la società e lo spedizioniere hanno richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, non ravvisando cause di inammissibilità, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop ai dazi
L'Amministrazione Doganale ha contestato a una Società Importatrice il mancato inserimento delle royalties nel valore delle merci dichiarato in dogana, richiedendo maggiori dazi e sanzioni. Dopo le vittorie della società nei primi due gradi di giudizio, l'Amministrazione ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della richiesta, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla lite
L'Amministrazione Doganale ha contestato a una Società Importatrice il mancato inserimento delle royalties nel valore delle merci dichiarate in dogana, richiedendo maggiori dazi e IVA. Lo Spedizioniere Doganale è stato chiamato a rispondere in solido. Dopo diversi gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, le società hanno richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, non riscontrando elementi di inammissibilità, ha accolto la richiesta, sospeso il giudizio e rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Correzione errore materiale: la Cassazione frena per mancata notifica
Il difensore di una società ha richiesto la correzione errore materiale di una precedente ordinanza della Corte di Cassazione, la quale aveva omesso di disporre la distrazione delle spese legali in suo favore. Tuttavia, l'istanza di correzione e il relativo decreto presidenziale non erano stati notificati alla controparte. La Suprema Corte, rilevata tale mancanza, ha ordinato alla cancelleria di provvedere alla notifica degli atti a tutte le parti costituite entro trenta giorni, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il regolare svolgimento del contraddittorio.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: tregua col Fisco
L'Associazione Sportiva e i suoi soci hanno impugnato gli avvisi di accertamento con cui il Fisco ha disconosciuto la natura non commerciale dell'ente, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, i contribuenti hanno presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta di avvalersi della tregua fiscale, ha disposto la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo, in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Rottamazione-quater: la domanda non basta a fermare i giudici
Il Contribuente impugnava diverse cartelle esattoriali per difetto di notifica. Durante il giudizio in Cassazione, il Contribuente dichiarava di voler rinunciare agli atti avendo aderito alla Rottamazione-quater. La Corte di Cassazione ha stabilito che la sola presentazione della domanda di adesione non basta a estinguere il giudizio. È infatti necessario dimostrare l'effettivo pagamento della prima rata o dell'intero importo dovuto. Di conseguenza, la Corte ha rinviato la causa a nuovo ruolo per verificare l'avvenuto versamento entro i termini di legge.
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