Definizione
Provvedimento con cui il giudice rinvia la trattazione della causa a una data futura da destinarsi.
Orientamento della Cassazione
Su LexCED 53 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 10% dei casi il ricorso è stato accolto, almeno in parte.
Esito del ricorso
- Accolto, anche in parte 10%
- Rigettato 2%
- Inammissibile 4%
- Estinto 8%
- Altro 76%
Provvedimenti per anno
2022
2023
2024
2025
2026
Sezioni
- Civile Sez. 587%
- Penale Sez. 17%
- Penale Sez. 27%
Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.
Norme più ricorrenti in questi provvedimenti
Provvedimenti
La proprietaria di una casa ha riscontrato fessurazioni e infiltrazioni imputabili all'impresa costruttrice e al direttore dei lavori. Dopo una perizia tecnica, la committente ha promosso una causa civile per ottenere il risarcimento per i gravi difetti dell'immobile e, in subordine, a titolo di responsabilità extracontrattuale generale. Il Tribunale ha dichiarato prescritta l'azione specifica di appalto ma ha condannato i responsabili sulla base della norma generale. La Corte d'Appello ha ribaltato l'esito: se ricorrono i presupposti della garanzia edilizia, la prescrizione annuale impedisce di invocare la responsabilità ordinaria. La proprietaria ha proposto ricorso in Cassazione evidenziando il contrasto tra l'orientamento tradizionale, favorevole alla coesistenza delle tutele, e l'indirizzo recente più rigido. La Suprema Corte ha rimesso il caso alla pubblica udienza per dirimere il conflitto nomofilattico.
Continua »
Un ente assistenziale senza scopo di lucro gestisce una residenza per anziani erogando servizi sia in convenzione con l'azienda sanitaria locale sia per ospiti privati. Il Comune contesta il mancato pagamento dell'imposta municipale per oltre 165 mila euro, negando l'esenzione IMU enti non commerciali a causa delle rette allineate ai prezzi di mercato. L'ente impugna l'atto sostenendo la natura meritevole della propria attività e l'assenza di un reale pareggio di bilancio. I giudici di merito danno ragione al Comune, qualificando l'attività come commerciale per l'onerosità dei servizi resi. La Corte di Cassazione, rilevata la recente approvazione di norme di interpretazione autentica sulle attività socio-sanitarie accreditate, sospende il giudizio e rinvia la decisione in attesa della trattazione della questione di diritto in udienza pubblica.
Continua »
Una società di gestione turistica e un Comune si sono contrapposti in giudizio per un avviso di accertamento relativo all'imposta municipale sugli immobili del 2015. La controversia riguarda l'applicazione dell'IMU sulle aree portuali date in concessione. Dopo la decisione della Commissione Tributaria Regionale della Sardegna, che ha dato atto dell'annullamento parziale del debito in autotutela da parte dell'ente locale, la società ha proposto ricorso per cassazione. Prima dell'adunanza camerale, entrambe le parti hanno presentato un'istanza congiunta di rinvio per consentire la conclusione di trattative per un componimento bonario della lite, analogamente a quanto già avvenuto per la tassa sui rifiuti. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta concorde e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, congelando il processo.
Continua »
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento relativo all'imposta municipale propria emesso da un Comune per l'annualità 2014. Dopo una decisione di secondo grado che dichiarava cessata in parte la lite a seguito dell'annullamento parziale in autotutela dell'atto impositivo, la contribuente ha promosso ricorso per cassazione. Poco prima dell'adunanza camerale, entrambe le parti hanno depositato un'istanza congiunta per chiedere una sospensione procedurale: le amministrazioni e i privati stavano portando a termine un componimento bonario per definire l'intera imposizione fiscale sulle aree portuali, ricalcando l'esito già raggiunto sui tributi sui rifiuti. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta formulata di comune accordo e ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo.
Continua »
Una società di gestione portuale ha impugnato un avviso di accertamento per il pagamento dell'IMU emesso dal Comune. La vicenda è arrivata davanti alla Corte di Cassazione dopo una parziale cancellazione del debito in autotutela. Poco prima della decisione finale dei giudici di legittimità, l'ente locale e l'impresa hanno comunicato di essere vicini a un'intesa amichevole. Le parti hanno quindi presentato una richiesta congiunta per congelare la causa. La Suprema Corte ha accolto la domanda e ha disposto il rinvio dell'udienza a nuovo ruolo. Questo stop processuale permette alle parti di perfezionare il componimento bonario tributario già felicemente avviato.
Continua »
Un ente locale ha notificato un avviso di accertamento IMU a una società concessionaria per la gestione di un porto turistico, di cui lo stesso Comune deteneva una quota societaria. La pretesa impositiva riguardava gli immobili e gli spazi dell'area portuale per l'anno 2012. La commissione tributaria di primo grado ha accolto l'opposizione della società, ma la corte di secondo grado ha ribaltato l'esito, dichiarando dovuta l'imposta sulle aree commerciali e operative. La concessionaria ha impugnato la sentenza dinanzi alla Corte di Cassazione con sei diversi motivi di ricorso. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno raggiunto un'intesa transattiva sui rifiuti e avviato trattative per un componimento globale anche sul tributo immobiliare. Rilevata la concreta volontà conciliativa, i Supremi Giudici hanno accolto l'istanza congiunta dei difensori e hanno rinviato la causa a nuovo ruolo per favorire l'accordo.
Continua »
Una società concessionaria di un porto turistico ha impugnato l'avviso di accertamento relativo all'IMU su aree portuali per l'anno 2017 emesso dal Comune. I giudici tributari di merito hanno respinto il ricorso, confermando che il concessionario di beni demaniali marittimi è soggetto passivo d'imposta per gli immobili censiti nella categoria catastale D/8. La società ha quindi promosso ricorso per Cassazione contro la pronuncia sfavorevole. Nelle more del giudizio di legittimità, le parti hanno avviato trattative avanzate per raggiungere un accordo transattivo generale su IMU e tributi locali sui rifiuti, dopo aver già conciliato una parte della vertenza. Accogliendo l'istanza congiunta dei difensori, la Suprema Corte ha sospeso la decisione e ha rinviato la causa a nuovo ruolo per consentire la definizione bonaria della lite.
Continua »
La società concessionaria di un porto turistico ha impugnato l'avviso di accertamento con cui l'amministrazione comunale richiedeva il versamento dell'imposta municipale per l'anno 2016. I giudici di merito hanno confermato la debenza del tributo, chiarendo che il concessionario dell'area demaniale marittima riveste la qualifica di soggetto passivo e che la classificazione catastale degli immobili esclude esenzioni fiscali. Giunta la causa dinanzi alla Corte di Cassazione, le parti hanno congiuntamente richiesto una sospensione del giudizio: a seguito di una precedente intesa su altre vertenze tariffarie, è infatti emersa la volontà di definire bonariamente l'intero contenzioso riguardante l'IMU su aree portuali e le tasse sui rifiuti. Accogliendo l'istanza congiunta di rinvio, la Suprema Corte ha sospeso la decisione sul ricorso disponendo il rinvio a nuovo ruolo per permettere il perfezionamento della transazione.
Continua »
Un Comune richiede a una casa di riposo oltre cinquantamila euro per omesso pagamento del tributo comunale. L'ente assistenziale contesta l'atto eccependo la decadenza dei poteri del Comune e rivendicando l'esenzione ICI enti non commerciali per le attività sociali svolte. Dopo decisioni discordanti nei gradi di merito sui termini di accertamento e sui corrispettivi richiesti agli ospiti, la controversia giunge alla Corte di Cassazione. I giudici rilevano che la disciplina sui requisiti dell'agevolazione per gli enti assistenziali richiede un approfondimento nomofilattico già calendarizzato in udienza pubblica. Pertanto, la Suprema Corte sospende il giudizio e dispone il rinvio a nuovo ruolo in attesa degli indirizzi interpretativi generali sul beneficio fiscale.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un contribuente maggiori imposte per costi non deducibili. La commissione di primo grado ha accolto il ricorso del contribuente, annullando la pretesa fiscale. L'ente impositore ha proposto impugnazione e i giudici regionali hanno ribaltato l'esito, condannando il cittadino rimasto contumace. Il contribuente si è rivolto alla Corte di Cassazione, contestando la validità della notifica dell'atto di appello, spedito tramite plico postale privo di timbri di partenza e di avviso di ricevimento rituale. La Suprema Corte ha disposto un rinvio a nuovo ruolo, ordinando l'acquisizione dei fascicoli dei gradi di merito per verificare l'effettiva regolarità della notificazione postale.
Continua »
Il Contribuente scopre casualmente l'esistenza di un debito per imposte non versate e richiede la documentazione al Fisco. Dalle verifiche emerge che la notifica avviso di accertamento era avvenuta con la procedura per temporanea assenza del destinatario. Il messo notificatore aveva depositato l'atto in Comune e spedito la raccomandata informativa, omettendo però di allegare la ricevuta di ritorno. I giudici di primo grado annullano la pretesa, mentre l'appello dichiara rituale la notifica. La Corte di Cassazione sospende la decisione e dispone la trattazione in pubblica udienza a causa di un contrasto giurisprudenziale. Un orientamento considera perfezionata la notifica dieci giorni dopo la spedizione, mentre un diverso indirizzo esige la prova della ricezione effettiva tramite la cartolina di ritorno.
Continua »
Un medico specialista ha prestato servizio per nove anni presso una struttura sanitaria pubblica tramite contratti di collaborazione coordinata e continuativa. Il professionista ha agito in tribunale per ottenere la riqualificazione del rapporto di lavoro in impiego subordinato a tempo pieno, con il pagamento delle differenze stipendiali e la regolarizzazione dei contributi. I giudici territoriali hanno accolto la domanda, condannando l'ente al pagamento delle somme e al versamento contributivo. La struttura sanitaria ha impugnato la decisione davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'esistenza della subordinazione e l'assenza dell'ente di previdenza nel giudizio. La Suprema Corte ha congelato la pronuncia e rinviato la causa a nuovo ruolo. Il collegio attende la risoluzione di un contrasto giurisprudenziale sulla partecipazione obbligatoria dell'ente pensionistico nella richiesta di pagamento dei contributi.
Continua »
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società il superamento dei limiti annuali previsti per la compensazione crediti IVA negli anni 2019 e 2020, chiedendo il recupero delle somme e le relative sanzioni. I giudici di secondo grado hanno cancellato le sanzioni, ritenendo che il successivo innalzamento legislativo del tetto a due milioni di euro operasse retroattivamente a favore del contribuente. Il Fisco ha impugnato tale pronuncia davanti alla Corte di Cassazione, contestando l'applicazione del principio del favor rei. La Suprema Corte ha rilevato l'esistenza di un contrasto interpretativo sulla portata retroattiva della soglia e ha sospeso il giudizio in attesa della decisione chiarificatrice delle Sezioni Unite.
Continua »
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a una società petrolifera oltre 200.000 euro per l'omesso versamento delle imposte su oli combustibili. La società ha usato il combustibile per riscaldare prodotti densi e conservarne la fluidità all'interno di un deposito commerciale di stoccaggio. Secondo il Fisco, l'esenzione accisa oli minerali spetta solo all'interno degli stabilimenti di produzione veri e propri. I giudici di primo e secondo grado hanno invece dato ragione alla società, considerando il riscaldamento un'operazione tecnica connessa alla produzione. La Corte di Cassazione, rilevando il dubbio di compatibilità tra la legge italiana e la direttiva europea sulle imposte energetiche, non ha chiuso la lite. I giudici hanno invece rinviato il verdetto alla pubblica udienza per la particolare rilevanza della questione.
Continua »
Un ente di bonifica richiede a una contribuente il pagamento di contributi per opere irrigue. La contribuente impugna l'atto e i giudici tributari di primo grado le danno ragione, annullando la richiesta per difetto di motivazione. L'ente impugna la decisione in appello, ma i giudici regionali dichiarano il ricorso inammissibile ritenendo l'ente soppresso per legge regionale. L'ente ricorre quindi in Cassazione. La contribuente eccepisce la tardività dell'appello originario, avendo notificato la prima sentenza a mano per l'assenza di un indirizzo PEC ufficiale dell'ente. La Corte di Cassazione rileva un forte contrasto giurisprudenziale sulle modalità di notifica necessarie a far decorrere il termine breve per l'impugnazione nel processo tributario. I giudici sospendono la decisione e rinviano la causa a nuovo ruolo in attesa che la questione sia risolta in pubblica udienza.
Continua »
Una società in amministrazione straordinaria e diversi istituti di credito hanno portato davanti ai giudici di legittimità una controversia incentrata sulle regole processuali. Il nodo centrale riguarda l'intervento del terzo nel processo, avvenuto dopo la scadenza dei termini per depositare domande e prove. La Suprema Corte ha rilevato che la stessa questione pende in un altro giudizio tra le medesime parti, già fissato per una trattazione approfondita in udienza pubblica data la sua rilevanza interpretativa. Per evitare sentenze contrastanti e garantire uniformità di giudizio, la Corte ha scelto di non decidere subito, disponendo il rinvio della causa in attesa della risoluzione del procedimento parallelo.
Continua »
Un professionista riceve tre avvisi di addebito dall'ente previdenziale per contributi omessi relativi a una dipendente. Il professionista contesta la pretesa eccependo una compensazione con crediti vantati verso l'erario. I giudici di merito rigettano la richiesta. L'interessato difende se stesso e propone ricorso per cassazione, ma decede prima dell'udienza. La cancelleria notifica l'avviso di trattazione ai suoi eredi senza rispettare i sessanta giorni di anticipo previsti dalla legge. La Suprema Corte blocca la causa e dispone un nuovo rinvio. I giudici tutelano il pieno termine a difesa per gli eredi, consentendo loro di nominare un nuovo difensore, depositare memorie e decidere se proseguire il contenzioso previdenziale con adeguate garanzie procedurali.
Continua »
Un cittadino ha promosso ricorso davanti alla Corte di Cassazione contro una compagnia di assicurazione per contestare l'esito di una sentenza emessa dal Tribunale. La società assicurativa ha resistito con apposito controricorso per chiedere la conferma del provvedimento precedente. Durante l'adunanza camerale, il magistrato incaricato di illustrare la causa al collegio giudicante non ha potuto partecipare ai lavori per un legittimo impedimento personale. Di conseguenza, i giudici supremi non hanno esaminato le domande di risarcimento né hanno emesso alcun giudizio sul fondo della controversia. La Suprema Corte ha disposto formalmente il rinvio a nuovo ruolo del fascicolo, congelando temporaneamente la vertenza e rinviando ogni determinazione a una successiva udienza da calendarizzare.
Continua »
Nel corso di un giudizio di risarcimento davanti alla Corte di Cassazione, la cancelleria ha commesso un errore materiale nell'invio degli avvisi. Il decreto di fissazione della camera di consiglio è giunto per sbaglio al difensore della parte ricorrente anziché a quello della compagnia assicurativa controricorrente. I giudici hanno accertato la mancata comunicazione dell'udienza al legale legittimato a difendersi. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per permettere la corretta notifica e tutelare il diritto di difesa.
Continua »
La società concessionaria per la riscossione comunale ha notificato un avviso di accertamento per la tassa sui rifiuti a una società contribuente. La contribuente ha impugnato l'atto ottenendo l'annullamento sia in primo grado sia in appello. L'ente creditore ha quindi proposto impugnazione davanti ai giudici di legittimità trasmettendo l'atto tramite posta elettronica certificata. La società contribuente ha scelto di non costituirsi in giudizio. La Suprema Corte ha rilevato che nella decisione di secondo grado non figuravano la sede sociale, il domicilio eletto né la casella telematica della destinataria. I giudici hanno quindi sospeso la pronuncia per verificare la ritualità della notifica del ricorso, ordinando alla cancelleria l'acquisizione del fascicolo del giudizio di primo grado e rinviando la controversia a nuovo ruolo.
Continua »