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Rinvio A Nuovo Ruolo

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Provvedimenti

Sospensione per definizione agevolata: stop alla lite doganale
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione favorevole a una società di spedizioni e a una società importatrice in merito a rettifiche doganali e sanzioni per dazi antidumping. Durante il giudizio in Cassazione, lo spedizioniere ha chiesto la sospensione del processo avvalendosi della tregua fiscale. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione per definizione agevolata del giudizio ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Il processo è temporaneamente bloccato in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
Un ex socio e liquidatore di una società estinta ha impugnato gli avvisi di accertamento per maggiori imposte emessi dall'Agenzia delle Entrate. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la presentazione della domanda e il pagamento degli importi dovuti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Un contribuente, ex socio di una società estinta, ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte non pagate relative all'anno 2009. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il cittadino ha presentato un'istanza per chiedere la sospensione del processo. La richiesta è stata formulata per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e concedendo il tempo necessario per presentare la domanda di sanatoria e pagare le somme dovute.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alle liti
Una società di gioielleria e i suoi soci hanno impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte relative all'anno 2007. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta dei ricorrenti, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, i contribuenti dovranno depositare la prova della presentazione della domanda e del pagamento degli importi dovuti o della prima rata per perfezionare la sanatoria fiscale.
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Rottamazione ter: la Cassazione ferma il giudizio per il pagamento
Una società contribuente ha impugnato alcune cartelle di pagamento relative all'IRAP. Nelle more del giudizio di Cassazione, la società ha chiesto il rinvio dell'udienza per poter rinunciare al ricorso. La contribuente ha infatti aderito alla rottamazione ter per estinguere i propri debiti con il fisco. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, ricordando che la definizione agevolata sospende il giudizio e che la sua estinzione dipende dal pagamento integrale delle rate. Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a una data successiva alla scadenza dell'ultima rata, fissata al 30 novembre 2023, per consentire il deposito dei documenti di pagamento.
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Riproporzionamento part-time: ore effettive contro ore teoriche
Alcuni dipendenti part-time di una società aeroportuale hanno contestato il calcolo della propria retribuzione. Il contratto collettivo aveva aumentato l'orario dei lavoratori full-time a 38 ore e 30 minuti settimanali, di cui 38 ore effettive e 30 minuti convenzionali. L'azienda calcolava la paga dei part-time basandosi sulle 38,5 ore convenzionali, riducendo di fatto la loro retribuzione proporzionale. I giudici di merito hanno dato ragione ai lavoratori, ritenendo discriminatorio tale calcolo e imponendo il riproporzionamento part-time sulle 38 ore effettive. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'importanza della questione sul principio di non discriminazione, ha disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Ricostituzione della pensione: la Cassazione frena l’INPS
Due pensionati hanno richiesto la ricostituzione della pensione all'Ente Previdenziale, lamentando l'erroneo accredito dei contributi nell'Assicurazione Generale Obbligatoria anziché nel Fondo Marittimi per i periodi di navigazione svolti. La Corte d'Appello aveva respinto la domanda ritenendo decisivo l'inquadramento aziendale del datore di lavoro nel settore del trasporto acque interne. I lavoratori hanno proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che l'iscrizione alla gestione marittimi dipenda dalla natura della nave e non dall'inquadramento formale dell'azienda. La Suprema Corte, ritenendo la questione di particolare rilevanza e complessità, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Riunione dei ricorsi: stop alla causa se il difensore è deceduto
Un Ente di previdenza ha impugnato gli avvisi di accertamento ICI emessi dal Comune, lamentando la mancata esenzione d'imposta. In secondo grado, il Comune ha vinto l'appello, ma l'Ente ha contestato la decisione in Cassazione, sostenendo che la notifica dell'appello fosse inesistente in quanto eseguita presso il difensore domiciliatario nel frattempo deceduto. Parallelamente, l'Ente ha avviato un giudizio di revocazione contro la medesima sentenza d'appello. Di fronte alla pendenza di due diversi ricorsi in Cassazione (uno contro la sentenza d'appello e uno contro la decisione sulla revocazione), l'Ente ha chiesto la loro trattazione congiunta. La Suprema Corte, accogliendo l'istanza, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo per consentire la riunione dei ricorsi, data la stretta connessione tra le due procedure e l'influenza che l'esito di una può avere sull'altra.
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Regolamento di competenza: lite tra enti e imprese ma la Corte rinvia
L'ordinanza interlocutoria numero 10941 del 2022 della Corte di Cassazione affronta un procedimento per regolamento di competenza che vede contrapposti un Comune, un'impresa di costruzioni e una compagnia assicurativa. La controversia nasce dall'impugnazione di una sentenza del Tribunale di Teramo. Tuttavia, la Suprema Corte non ha potuto decidere la questione a causa dell'impedimento del magistrato relatore designato per la trattazione del caso. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, posticipando la decisione a una successiva udienza senza entrare nel merito della competenza territoriale o materiale.
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Procura speciale alle liti: la Cassazione frena lo scontro con la banca
Una risparmiatrice ha avviato un pignoramento presso terzi contro un istituto bancario. La banca si è opposta chiedendo la compensazione con un proprio controcredito per spese legali. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la questione è giunta in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo. La decisione è stata presa in attesa che le Sezioni Unite chiariscano i requisiti di validità della procura speciale alle liti. In particolare, si deve stabilire se la procura firmata su un foglio separato ma allegato al ricorso sia valida anche senza riferimenti specifici alla sentenza impugnata o se debba contenere formule precise per il giudizio di legittimità.
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Rinvio a nuovo ruolo: l’attesa della decisione in Cassazione
Una società ha proposto ricorso in Cassazione contro un'altra impresa per impugnare una sentenza d'appello. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa. La decisione si è resa necessaria a causa dell'impedimento del Consigliere relatore designato per la trattazione del caso. Di conseguenza, il processo è stato temporaneamente sospeso in attesa della fissazione di una nuova udienza con un collegio pienamente operativo.
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Contenzioso tributario: stop ai giudici se manca la notifica
Nel contesto di un complesso contenzioso tributario, l'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che escludeva la responsabilità di un presunto socio di fatto per i debiti fiscali di una società. Tuttavia, la Corte di Cassazione, rilevando che l'avviso di fissazione dell'adunanza camerale non era stato comunicato all'Agenzia delle Entrate, ha riscontrato una grave violazione delle norme procedurali. Di conseguenza, i giudici hanno disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per garantire il regolare svolgimento del processo e il rispetto del contraddittorio.
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Notifica del ricorso incompleta: la Cassazione blocca il processo
Un acquirente agisce in giudizio per ottenere il trasferimento forzato di un immobile promesso in vendita, ma la società venditrice fallisce. Dopo alterne vicende nei gradi precedenti, l'acquirente propone ricorso in Cassazione. Tuttavia, la Suprema Corte rileva un vizio procedurale preliminare: manca la prova del perfezionamento della notifica del ricorso a due soggetti co-interessati, rimasti contumaci in appello ma ritenuti litisconsorti necessari. Mancano infatti agli atti le cartoline di ritorno delle raccomandate. Di conseguenza, la Corte ordina il rinvio a nuovo ruolo, concedendo sessanta giorni per depositare le ricevute o rinnovare la notifica del ricorso, pena l'inammissibilità del giudizio.
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Maggior danno da svalutazione: lo scontro tra Stato ed Eredi
Gli Eredi di un'imprenditrice hanno chiesto al Ministero l'indennizzo per la confisca di due aziende in Libia nel 1970. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha rideterminato le somme dovute. Il Ministero ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo del maggior danno da svalutazione, sostenendo che i pagamenti erano già avvenuti. Anche gli Eredi hanno presentato ricorso incidentale sulla decorrenza degli interessi. La Corte di Cassazione, rilevando un errore procedurale nella fissazione dell'adunanza in camera di consiglio anziché in udienza pubblica, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per la fissazione della corretta udienza pubblica, senza ancora decidere nel merito.
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Definizione agevolata delle controversie: stop alla lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole alla Società Contribuente riguardante accertamenti IRAP e IVA per presunte operazioni inesistenti. Durante il giudizio di Cassazione, la Società Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, ai sensi della Legge di Bilancio 2023. Verificata la sussistenza dei presupposti di legge, in particolare la soccombenza dell'Amministrazione finanziaria nei precedenti gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha accolto l'istanza. Di conseguenza, i giudici hanno disposto la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo, in attesa del completamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende il giudizio tributario
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a una società e ai suoi soci una plusvalenza sulla vendita di un immobile, calcolando un maggior reddito di partecipazione. Il Contribuente ha impugnato l'atto e, durante il giudizio di Cassazione, ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti ai sensi del D.L. n. 119/2018. Avendo optato per un pagamento dilazionato in venti rate con scadenza finale nel febbraio 2024, il ricorrente ha chiesto la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare l'effettivo pagamento di tutte le rate necessarie al perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane e due società, l'importatrice e lo spedizioniere, erano in causa per il recupero di maggiori dazi doganali e IVA non versati su merci importate. Durante il giudizio di Cassazione, le società hanno richiesto di accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Onere della prova nel processo tributario: fisco contro prove
Un contribuente, titolare di una ditta di commercio auto, riceveva cinque avvisi di accertamento dall'Amministrazione Finanziaria per costi non documentati e fatture soggettivamente false. Il giudice di secondo grado accoglieva il ricorso del contribuente basandosi solo sulla regolarità formale delle scritture e su un'assoluzione penale non definitiva. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Poiché il contribuente risiede in Germania, la Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, assegnando all'ufficio sessanta giorni per depositare l'avviso di ricevimento della notifica internazionale. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto delle regole procedurali di notifica e richiama implicitamente il principio sull'onere della prova nel processo tributario.
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Fisco battuto: stop con definizione agevolata delle liti pendenti
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso contro La Contribuente per contestare una sentenza favorevole a quest'ultima riguardante tasse non pagate (Ires, Iva, Irap) per l'anno 2007. La Contribuente ha chiesto la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, La Contribuente dovrà depositare la domanda di sanatoria e la prova del pagamento della prima rata o dell'intero importo dovuto per chiudere definitivamente la controversia.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop ai dazi doganali
Lo Spedizioniere Doganale impugna due avvisi di accertamento per dazi antidumping non versati su merci cinesi falsamente dichiarate come provenienti da Taiwan. L'Agenzia delle Dogane lo ritiene responsabile in solido con l'importatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, lo Spedizioniere presenta istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione accoglie la richiesta, dispone la sospensione del processo e rinvia la causa a nuovo ruolo, consentendo al contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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