LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Misura Di Prevenzione — Anno 2023

Pagina 17 di 17

Altri anni per Misura Di Prevenzione

Provvedimenti

Ricorso cassazione prevenzione: i limiti al vizio
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un decreto di confisca emesso nell'ambito di una misura di prevenzione. La sentenza ribadisce un principio fondamentale: nel ricorso per cassazione in materia di prevenzione non è possibile contestare l'illogicità della motivazione del giudice di merito, a meno che questa non sia totalmente assente o meramente apparente. Il caso riguardava la contestazione sulla legittimità della confisca di un terreno, ma i motivi addotti dal ricorrente sono stati considerati una mera riproposizione di argomenti di fatto, non ammissibili in sede di legittimità.
Continua »
Informativa interdittiva antimafia: no reato art.316ter
Un imprenditore ha ottenuto un finanziamento garantito dallo Stato durante l'emergenza Covid-19, pur essendo la sua società destinataria di un'informativa interdittiva antimafia. La Cassazione ha annullato il sequestro preventivo, stabilendo che tale misura non rientra tra le cause ostative previste dall'art. 67 del Codice Antimafia, unico riferimento normativo corretto. Pertanto, la dichiarazione resa non era falsa e il reato di indebita percezione non sussiste.
Continua »
Ricorso misure di prevenzione: limiti in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un soggetto contro l'applicazione della misura di prevenzione della sorveglianza speciale. La decisione ribadisce che il ricorso per cassazione contro le misure di prevenzione è consentito solo per violazione di legge, escludendo la possibilità di contestare la manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione, se non nei casi estremi di motivazione assente o meramente apparente.
Continua »
Pericolosità qualificata: limiti ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale per pericolosità qualificata legata a reati di mafia. Il ricorrente contestava la mancanza di 'attualità' della sua pericolosità e la violazione della Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (CEDU). La Corte ha stabilito che la valutazione nel merito della pericolosità non è sindacabile in Cassazione se non per vizi logici evidenti e ha distinto il caso dalla pericolosità 'generica' già censurata dalla Corte EDU, confermando la legittimità della misura.
Continua »
Pericolosità sociale: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso del Procuratore Generale contro la decisione di non applicare misure di prevenzione e confisca a un soggetto. La Corte ha stabilito che la valutazione della durata e dell'attualità della pericolosità sociale è una questione di merito non sindacabile in sede di legittimità, se adeguatamente motivata. In questo caso, la pericolosità è stata ritenuta sporadica e non continuativa, e i beni acquisiti in periodi non correlati all'attività illecita, facendo così mancare i presupposti per la confisca.
Continua »
Sorveglianza speciale: limiti delle prescrizioni
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale, il quale contestava la legittimità di alcune prescrizioni ritenute generiche (come 'vivere onestamente') e la durata della misura. La Corte ha stabilito che tali prescrizioni, pur non integrando reato in caso di violazione, sono legittime come regole di condotta e possono portare a un aggravamento della misura. È stata inoltre confermata la proporzionalità della durata della sorveglianza speciale, in quanto adeguatamente motivata dalla pericolosità sociale del soggetto.
Continua »
Foglio di via obbligatorio: i requisiti di validità
La Cassazione annulla una condanna per violazione del foglio di via obbligatorio. La Corte stabilisce che l'atto è illegittimo se, oltre al divieto di ritorno, manca l'esplicito ordine di rientro nel comune di residenza, elemento essenziale per la validità della misura.
Continua »
Revoca patente e misure prevenzione: chi decide?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10925/2023, ha stabilito che la competenza a decidere sui ricorsi contro la revoca patente, disposta dal Prefetto a seguito di una misura di prevenzione, spetta al giudice civile ordinario e non al giudice della prevenzione. Il caso riguardava un soggetto sottoposto a sorveglianza speciale che, una volta scarcerato, aveva chiesto al giudice della prevenzione la restituzione del titolo di guida per esigenze lavorative. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che l'impugnazione del provvedimento prefettizio attiene alla tutela di un diritto soggettivo e rientra quindi nella giurisdizione del tribunale civile.
Continua »
Pericolosità sociale: l’assoluzione va valutata
La Corte di Cassazione ha annullato un decreto che applicava una misura di prevenzione, stabilendo che la valutazione della pericolosità sociale attuale di un individuo non può ignorare una successiva sentenza di assoluzione. Secondo la Corte, il giudice deve considerare tutti gli elementi recenti, compresa un'assoluzione, e non può basarsi unicamente su condanne passate o sulla presunzione di stabilità di un vincolo associativo, specialmente se smentita da prove contrarie. La decisione sottolinea la necessità di una motivazione puntuale e aggiornata per giustificare l'applicazione di misure restrittive della libertà personale.
Continua »
Regime 41-bis: Costituzionalità e Potere Ministeriale
Un detenuto, ritenuto esponente di vertice di un'associazione mafiosa, ha impugnato l'applicazione del regime 41-bis, sostenendone l'incostituzionalità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo che il regime 41-bis non è una misura di prevenzione ma una modalità esecutiva della pena, la cui adozione da parte del Ministro della Giustizia è legittima, data la successiva garanzia di un reclamo giurisdizionale. La Corte ha confermato la validità della motivazione basata sulla pericolosità e sul ruolo apicale del detenuto.
Continua »
Pericolosità sociale: presunzione e onere della prova
Una donna è stata sottoposta a sorveglianza speciale per presunti legami con un clan mafioso. Ha impugnato la decisione, sostenendo la mancanza di una pericolosità sociale attuale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando il principio della presunzione di pericolosità sociale per i membri di associazioni mafiose. La Corte ha chiarito che solo una dissociazione attiva e provata, e non il semplice trascorrere del tempo o la buona condotta in carcere, può superare tale presunzione, sottolineando l'autonomia del procedimento di prevenzione rispetto a quello penale.
Continua »