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Lieve entità del fatto: niente sconti con 157 bustine di droga

L’Imputato è stato condannato per spaccio di sostanze stupefacenti (ketamina e shaboo). Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata concessione della circostanza attenuante della lieve entità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che la lieve entità del fatto può essere riconosciuta solo in presenza di una minima offensività penale della condotta. Nel caso specifico, la presenza di 157 bustine di droga, l’elevato principio attivo delle sostanze, l’abitualità della condotta e i contatti con esponenti della criminalità organizzata escludono categoricamente l’applicazione dell’attenuante. Di conseguenza, l’Imputato perde il ricorso e viene condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle Ammende.

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Pubblicato il 12 luglio 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 25419 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 25419/2023)

La valutazione della lieve entità del fatto nel reato di spaccio

La disciplina penale sugli stupefacenti prevede un trattamento sanzionatorio più mite quando il reato presenta una offensività minima. Questa ipotesi, definita come lieve entità del fatto, richiede una valutazione complessiva di diversi elementi da parte del giudice. Non basta considerare solo la quantità della sostanza sequestrata. Occorre analizzare anche i mezzi utilizzati, le modalità dell’azione e le circostanze del caso concreto. Una recente decisione della Corte di Cassazione ha chiarito i confini rigidi di questa attenuante speciale. I giudici hanno respinto la richiesta di un uomo sorpreso con un ingente quantitativo di droghe sintetiche.

Il caso concreto e il sequestro delle sostanze

La vicenda nasce dal controllo di un soggetto trovato in possesso di un numero elevato di dosi di droga. Le forze dell’ordine hanno sequestrato ben centocinquantasette bustine pronte per lo smercio. Le sostanze rinvenute non erano droghe leggere, ma sostanze sintetiche ad alto impatto nocivo come la ketamina (un potente anestetico usato come stupefacente) e lo shaboo (una metanfetamina purissima dagli effetti devastanti). Oltre al numero di dosi, gli inquirenti hanno accertato la purezza elevata del principio attivo. Questo elemento dimostra la pericolosità della sostanza e la capacità di produrre un numero elevato di singole dosi per il mercato illegale. I giudici di merito hanno condannato l’uomo a una pena severa, escludendo qualsiasi riduzione legata alla minore gravità del reato.

Quando si esclude la lieve entità del fatto

La giurisprudenza ha stabilito regole molto severe per l’applicazione di questa attenuante. La lieve entità del fatto non può essere concessa se anche uno solo degli indici previsti dalla legge risulta negativo. Se il comportamento del soggetto dimostra una organizzazione strutturata o una condotta abituale, il beneficio decade immediatamente. Nel caso esaminato, l’imputato manteneva contatti stabili con fornitori di alto livello criminale. Questi soggetti erano in grado di garantire un flusso costante di droghe pesanti e costose. La frequenza dei contatti e la disponibilità di canali di approvvigionamento qualificati escludono lo spaccio occasionale o di strada. La condotta rientra quindi in una attività di spaccio professionale e strutturata.

Le motivazioni della Cassazione sul diniego dell’attenuante

I giudici della Suprema Corte hanno confermato la decisione dei gradi precedenti con argomenti lineari. La sentenza ribadisce che la lieve entità del fatto presuppone una minima offensività penale. Questa minima offensività deve riguardare sia l’aspetto qualitativo sia quello quantitativo della condotta. Nel caso specifico, la presenza di molteplici indici negativi rende impossibile l’applicazione della norma di favore. L’abitualità della condotta criminosa e il possesso di centocinquantasette bustine indicano una attività commerciale stabile. Inoltre, la natura stessa delle sostanze sequestrate, caratterizzate da un elevato principio attivo, aumenta la gravità del reato. I rapporti con la criminalità organizzata locale confermano l’inserimento stabile del soggetto in un circuito criminale di spessore. Di conseguenza, il ricorso proposto dal difensore è stato dichiarato inammissibile perché riproponeva argomenti già ampiamente superati nei precedenti gradi di giudizio.

Le conclusioni della sentenza e le sanzioni pecuniarie

La decisione finale della Corte di Cassazione comporta conseguenze severe per il ricorrente. La dichiarazione di inammissibilità del ricorso rende definitiva la condanna inflitta nei precedenti gradi di giudizio. L’imputato deve scontare la pena detentiva e pagare la multa stabilita. Oltre a queste sanzioni, la legge impone il pagamento delle spese del procedimento giudiziario. La Corte ha inoltre condannato il ricorrente al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende (l’ente che gestisce le sanzioni pecuniarie destinate a progetti sociali). Questa sanzione aggiuntiva scatta automaticamente quando il ricorso viene presentato senza motivi validi o con argomentazioni manifestamente infondate.

Quando si applica la lieve entità nel reato di spaccio?
Questa attenuante si applica solo quando l’offesa al bene giuridico è minima, valutando la qualità e la quantità della sostanza, i mezzi usati e le modalità dell’azione.

Il possesso di molte bustine di droga esclude lo spaccio di lieve entità?
Sì, il possesso di un numero elevato di dosi confezionate e pronte per la vendita dimostra una condotta organizzata e non occasionale, escludendo l’attenuante.

Cosa rischia chi presenta un ricorso in Cassazione palesemente infondato?
Oltre al rigetto del ricorso, il ricorrente rischia la condanna al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di denaro alla Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Lieve entità
Fattispecie attenuata del reato che prevede pene inferiori quando l'offesa al bene giuridico è minima per qualità, quantità e modalità del fatto.
Inammissibilità
Impossibilità di esaminare nel merito un ricorso o un atto a causa del mancato rispetto di requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Dato ponderale
Il peso complessivo della sostanza stupefacente sequestrata, utilizzato come parametro per valutare la gravità del reato.
Cassa delle Ammende
Ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia che raccoglie le sanzioni pecuniarie e finanzia progetti di reinserimento dei detenuti.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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