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Inammissibilità ricorso penale: la Cassazione conferma

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità di un ricorso penale relativo a una condanna per truffa, poiché i motivi erano una semplice ripetizione di argomentazioni già respinte dalla Corte d’Appello, mancando quindi di specificità. La decisione sottolinea il principio di inammissibilità del ricorso penale quando non presenta una critica nuova e argomentata alla sentenza impugnata. La ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese e di un’ammenda.

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Pubblicato il 1 febbraio 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 18927 Anno 2024 (Cass. pen. sez. 7 n. 18927/2024)

Inammissibilità Ricorso Penale: Quando l’Appello è Solo una Copia

L’ordinanza della Corte di Cassazione in esame offre uno spunto fondamentale sul corretto modo di impugnare una sentenza penale, chiarendo le ragioni che portano a una dichiarazione di inammissibilità del ricorso penale. Quando i motivi di ricorso si limitano a ripetere argomentazioni già esaminate e respinte, il rischio di vedersi chiudere le porte del giudizio di legittimità è concreto. Analizziamo nel dettaglio questa decisione per comprendere le sue implicazioni pratiche.

I Fatti del Caso

Una persona, condannata in primo e secondo grado per il reato di truffa ai sensi dell’art. 640 del codice penale, ha presentato ricorso per Cassazione avverso la sentenza della Corte d’Appello. Nel suo ricorso, ha contestato la correttezza della motivazione che aveva portato alla sua condanna. Tuttavia, le argomentazioni presentate erano, di fatto, le stesse già discusse e rigettate nel precedente grado di giudizio.

La Decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha emesso un’ordinanza con cui ha dichiarato il ricorso inammissibile. Di conseguenza, non solo la condanna è diventata definitiva, ma la ricorrente è stata anche condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro in favore della Cassa delle ammende. La decisione si fonda su principi consolidati della procedura penale che mirano a garantire l’efficienza e la funzione propria del giudizio di Cassazione.

Le Motivazioni: Il Principio di Inammissibilità del Ricorso Penale

Il cuore della decisione risiede nella motivazione con cui i giudici hanno respinto il ricorso. La Corte ha stabilito che tutti i motivi presentati erano inammissibili perché costituivano una “pedissequa reiterazione” di quelli già dedotti in appello e puntualmente disattesi dalla corte di merito.

La Mancanza di Specificità dei Motivi

Un ricorso per Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle stesse difese. Deve, invece, contenere una critica specifica e argomentata contro la decisione impugnata, evidenziando vizi logici o violazioni di legge. Nel caso di specie, i motivi sono stati considerati “non specifici ma soltanto apparenti”, poiché omettevano di svolgere questa funzione critica, limitandosi a ripetere ciò che il giudice d’appello aveva già valutato e motivatamente respinto.

Adeguatezza della Motivazione sui Punti Controversi

La Cassazione ha inoltre confermato che il giudice di merito aveva adeguatamente motivato su tutti i punti chiave:

  1. Sussistenza del reato di truffa: La Corte d’Appello aveva spiegato in modo esauriente perché tutti gli elementi costitutivi del reato fossero presenti.
  2. Diniego delle attenuanti generiche: La decisione di non concedere le attenuanti generiche e di non applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto (art. 131-bis c.p.) era stata giustificata in modo congruo e non illogico. I giudici avevano fatto riferimento alla “non occasionalità dell’agire illecito”, alla “riprovevole condotta processuale” dell’imputata e all'”entità assolutamente rilevante del danno”.

Le Conclusioni: L’Importanza della Specificità nei Ricorsi

Questa ordinanza ribadisce un principio cruciale per chiunque intenda adire la Corte di Cassazione. Non è sufficiente essere in disaccordo con una sentenza; è indispensabile strutturare un ricorso che attacchi specificamente le fondamenta logico-giuridiche della decisione precedente con argomenti pertinenti al giudizio di legittimità. Un ricorso che si limita a ripetere le doglianze già esaminate è destinato all’inammissibilità, con conseguente condanna alle spese e a una sanzione pecuniaria. La decisione serve da monito: il giudizio di Cassazione non è un terzo grado di merito, ma un controllo sulla corretta applicazione della legge, e come tale richiede un approccio tecnico e mirato.

Perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile?
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché i motivi presentati erano una mera ripetizione di quelli già dedotti e respinti nel giudizio d’appello, risultando quindi non specifici e privi di una reale critica argomentata contro la sentenza impugnata.

Quali sono le conseguenze economiche di un ricorso inammissibile?
La dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende, che in questo caso è stata fissata in tremila euro.

Su quali basi la Corte ha ritenuto giustificato il diniego delle attenuanti generiche?
Il diniego è stato considerato correttamente motivato sulla base di tre elementi: la non occasionalità della condotta illecita, la riprovevole condotta processuale tenuta dall’imputata e l’entità assolutamente rilevante del danno patrimoniale causato.

Termini giuridici

pedissequa reiterazione
Indica la riproposizione identica e meccanica di argomenti già presentati in una precedente fase del giudizio, senza aggiungere nuovi elementi critici.
circostanze attenuanti generiche
Fattori non specificamente previsti dalla legge che il giudice può considerare per diminuire la pena, tenendo conto delle particolarità del caso concreto.
inammissibile
Atto giuridico, come un ricorso, che non può essere esaminato nel merito perché privo dei requisiti formali o sostanziali richiesti dalla legge.
Cassa delle ammende
Ente statale che gestisce i fondi derivanti da sanzioni pecuniarie e ammende, destinandoli a progetti di miglioramento del sistema penitenziario.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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