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Inammissibilità del ricorso: i criteri di rigetto

La Corte di Cassazione ha confermato l’inammissibilità del ricorso presentato da due soggetti condannati per il reato di riciclaggio in concorso. I giudici di legittimità hanno rilevato che le doglianze proposte erano generiche e prive della necessaria correlazione con le motivazioni della sentenza d’appello. La Corte ha inoltre ribadito la validità della motivazione ‘per relationem’, sottolineando che il giudice di secondo grado può legittimamente recepire le conclusioni del primo grado se queste hanno già fornito risposte esaustive alle critiche della difesa. L’inammissibilità del ricorso ha comportato la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 48351 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 48351/2023)

Inammissibilità del ricorso: i criteri di specificità in Cassazione

L’inammissibilità del ricorso rappresenta uno dei filtri più rigorosi nel sistema giudiziario italiano, specialmente dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione. Una recente ordinanza ha chiarito come la mancanza di una critica puntuale e specifica alle motivazioni della sentenza impugnata renda l’impugnazione del tutto inefficace, portando al rigetto immediato senza l’esame del merito.

I fatti e il contesto processuale

Il caso trae origine dalla condanna di due individui per il reato di riciclaggio, previsto dall’art. 648-bis del codice penale, in relazione alla gestione di un capannone industriale utilizzato per attività illecite. Dopo la conferma della condanna in secondo grado, i difensori hanno proposto ricorso per Cassazione lamentando vizi di motivazione e violazione di legge. Tuttavia, l’analisi dei magistrati di legittimità si è concentrata preliminarmente sulla forma e sulla struttura dei motivi presentati, evidenziando gravi lacune tecniche.

La decisione della Corte di Cassazione

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per entrambi gli imputati. Il fulcro della decisione risiede nell’applicazione dell’art. 581 del codice di procedura penale, che impone al ricorrente l’enunciazione specifica delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto che giustificano l’impugnazione. Nel caso di specie, i motivi sono stati giudicati generici e meramente riproduttivi di quanto già esposto in appello, senza un reale confronto critico con le nuove argomentazioni fornite dai giudici di secondo grado.

La validità della motivazione per relationem

Un punto di particolare interesse riguarda la conferma della legittimità della motivazione “per relationem”. La Cassazione ha stabilito che la sentenza d’appello è valida anche quando si limita a recepire criticamente la sentenza di primo grado, purché approfondisca gli aspetti contestati dalla difesa. Se le doglianze dell’atto di appello hanno già trovato una risposta esaustiva nella prima sentenza, il giudice di secondo grado non è tenuto a ripetere le medesime argomentazioni.

Le motivazioni

Le motivazioni del rigetto si fondano sulla natura stessa del giudizio di legittimità. Il ricorso non può limitarsi a una generica contestazione della responsabilità, ma deve individuare con precisione il vizio logico o giuridico della sentenza impugnata. La Corte ha rilevato che i ricorrenti hanno ignorato le esplicitazioni fornite dai giudici di merito, cadendo nel vizio di mancanza di specificità. Tale difetto non riguarda solo l’indeterminatezza dei motivi, ma anche la mancanza di correlazione tra le ragioni della decisione e quelle poste a fondamento dell’impugnazione.

Le conclusioni

In conclusione, l’ordinanza ribadisce che il diritto di difesa deve essere esercitato nel rispetto di rigorosi canoni tecnici. L’inammissibilità del ricorso non solo preclude la revisione della condanna, ma comporta anche oneri economici gravosi per i ricorrenti. Oltre al pagamento delle spese processuali, la Corte ha disposto la condanna di ciascun ricorrente al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende, sanzionando così l’attivazione di un’impugnazione manifestamente infondata.

Cosa comporta la mancanza di specificità in un ricorso?
La mancanza di specificità impedisce al giudice di individuare i rilievi mossi alla sentenza e determina l’inammissibilità del ricorso, impedendo l’esame del merito della causa.

È legittimo che una sentenza d’appello richiami quella di primo grado?
Sì, la motivazione per relationem è considerata legittima quando il giudice di secondo grado recepisce in modo critico e valutativo la sentenza impugnata, approfondendo solo i punti necessari.

Quali sono le sanzioni per un ricorso dichiarato inammissibile?
Oltre al pagamento delle spese del procedimento, i ricorrenti possono essere condannati a versare una somma di denaro, solitamente tra i mille e i tremila euro, alla Cassa delle Ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Condizione processuale che impedisce l'esame nel merito di un atto a causa del mancato rispetto di requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge.
Specificità
Obbligo per il ricorrente di indicare con precisione i punti della decisione impugnata e le ragioni di diritto e di fatto della contestazione.
Per relationem
Tecnica di motivazione di un provvedimento che richiama integralmente le argomentazioni contenute in un altro atto precedentemente emesso.
Riciclaggio
Delitto che consiste nel compiere operazioni volte a ostacolare l'identificazione della provenienza illecita di denaro, beni o altre utilità.
Cassa delle Ammende
Ente istituito presso il Ministero della Giustizia che gestisce le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e spese processuali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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