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Specificità

Definizione

Con il termine specificità, in medicina, si indica la capacità di un test di dare un risultato normale ("negativo") nei soggetti sani. In termini chimici: La specificità è la capacità di un metodo analitico di svelare e/o quantificare una determinata sostanza in presenza di altre aventi proprietà molto simili. Uno strumento è poco specifico quando il valore che si ottiene dopo una misurazione è influenzato dai valori di altre sostanze.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 383 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 92% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 5%
  • Rigettato 2%
  • Inammissibile 92%
  • Altro 1%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 794%
  • Civile Sez. 53%
  • Civile Sez. 12%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 11951/2014in 10 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Furto da 40mila euro: inammissibilità del ricorso per cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione per L'Imputata, colpevole di un furto aggravato di gioielli del valore di circa quarantamila euro. L'Imputata aveva proposto ricorso contestando l'identificazione, la recidiva e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche. I giudici hanno dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione poiché i motivi presentati erano del tutto generici e non contestavano in modo specifico le motivazioni della sentenza d'appello. Inoltre, la questione sulla recidiva non era stata sollevata correttamente nei motivi d'appello principali. Di conseguenza, L'Imputata perde la causa e deve pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria alla Cassa delle ammende.
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Furto consumato o tentato: quando scatta la condanna piena
L'Imputato è stato condannato a tre anni di reclusione per il furto di due motocicli. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato dovesse essere qualificato come semplice tentativo, poiché le forze dell'ordine avevano intercettato il mezzo prima che raggiungesse la destinazione finale. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito il confine tra furto consumato o tentato: il reato è consumato non appena i colpevoli ottengono l'autonoma disponibilità del bene, anche se la perdono subito dopo. Inoltre, il ruolo dell'imputato, che ha fatto da palo e fornito supporto logistico, esclude l'attenuante della minima partecipazione.
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Particolare tenuità del fatto: negata per furto ripetuto
Un cittadino, condannato per tentato furto di beni del valore di circa 117 euro, ha proposto ricorso in Cassazione. L'imputato lamentava la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno evidenziato che l'azione non era occasionale, in quanto il soggetto aveva subito un'altra condanna per un fatto analogo commesso solo due mesi prima. Di conseguenza, la Cassazione ha confermato la condanna e ha sanzionato il ricorrente con il pagamento delle spese processuali e di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Futili motivi e lesioni: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per lesioni personali, confermando l'aggravante dei futili motivi. La difesa contestava la sussistenza di tale aggravante, ma la Suprema Corte ha rilevato che i motivi di ricorso erano privi di specificità, limitandosi a riproporre argomentazioni già vagliate e correttamente respinte nei gradi di merito. La condotta è stata definita abnorme e sproporzionata rispetto alla causa scatenante, giustificando pienamente il rigetto dell'impugnazione.
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Inammissibilità del ricorso: i rischi della genericità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una condanna per furto aggravato. Il ricorso è stato giudicato privo di specificità poiché si limitava a riprodurre doglianze già esaminate e correttamente respinte nei precedenti gradi di giudizio. La decisione ribadisce che l'inammissibilità del ricorso scatta quando i motivi non contestano puntualmente il ragionamento del giudice di merito, portando alla condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Specificità dei motivi nell’appello tributario
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile il suo appello per un presunto difetto di specificità dei motivi. La CTR sosteneva che l'atto mancasse di una distinzione formale tra la narrazione dei fatti e le ragioni di diritto. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso, ribadendo che la specificità dei motivi non richiede l'uso di formule sacramentali o partizioni rigide. È sufficiente che l'appellante individui chiaramente i punti contestati e offra una parte argomentativa che confuti le ragioni del primo giudice, garantendo così il diritto alla difesa e il principio della libertà delle forme.
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Specificità dei motivi nel ricorso per Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato per difetto di specificità dei motivi. Il ricorrente non ha analizzato criticamente le argomentazioni del giudice dell'esecuzione, limitandosi a lagnanze generiche. La decisione impugnata aveva correttamente rideterminato la pena per una rapina aggravata e otto reati satellite in continuazione, applicando i criteri del rito abbreviato. La Suprema Corte ha ribadito che l'assenza di una correlazione diretta tra le ragioni della decisione e i motivi di impugnazione determina l'inammissibilità del ricorso, con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato condannato per aver violato il divieto di rientro nel territorio nazionale. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso deriva dalla mancanza di specificità dei motivi, i quali si limitavano a riproporre censure già esaminate nel merito senza una critica puntuale alla sentenza di appello. La Corte ha inoltre escluso l'applicabilità della particolare tenuità del fatto, evidenziando la consapevolezza del divieto da parte dell'imputato e la presenza di precedenti penali per traffico di stupefacenti.
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Continuazione dei reati: errore nel calcolo pena
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un condannato che chiedeva l'applicazione della continuazione dei reati tra diverse sentenze irrevocabili riguardanti il traffico di stupefacenti. Il giudice dell'esecuzione aveva accolto la richiesta ma era incorso in un errore materiale nel calcolo della pena finale, aggiungendo un periodo di reclusione superiore a quello effettivamente stabilito nelle sentenze di merito. La Suprema Corte ha annullato l'ordinanza limitatamente al trattamento sanzionatorio, confermando invece l'inammissibilità delle altre doglianze, tra cui quella relativa al principio del ne bis in idem, poiché formulate in modo troppo generico.
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Inammissibilità ricorso: la Cassazione sulla genericità
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso presentato da un imputato che contestava la propria identificazione in un procedimento penale. La difesa sosteneva l'erroneità del riconoscimento effettuato dalle forze dell'ordine durante un controllo stradale. Tuttavia, i giudici di legittimità hanno rilevato che i motivi di doglianza erano meramente ripetitivi di quanto già discusso e respinto nei gradi di merito. La Corte ha sottolineato che la testimonianza del pubblico ufficiale, che aveva riconosciuto il soggetto senza incertezze, non era stata scalfita da argomentazioni specifiche, rendendo il ricorso privo di fondamento giuridico e portando alla condanna al pagamento delle spese e della sanzione pecuniaria.
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Inammissibilità del ricorso: i limiti della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto condannato per estorsione e usura. Il ricorrente lamentava un'errata determinazione del trattamento sanzionatorio, contestando l'aumento per la continuazione e la misura delle attenuanti generiche. La Suprema Corte ha stabilito che i motivi erano generici e privi di specificità, in quanto non si confrontavano con la motivazione logica e coerente fornita dalla Corte d'Appello. La decisione ribadisce che l'inammissibilità del ricorso scatta inevitabilmente quando la difesa non articola critiche puntuali alla sentenza impugnata.
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Evasione: inammissibilità del ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per il reato di evasione. La decisione si fonda sulla mancanza di specificità dei motivi di ricorso, i quali si limitavano a riprodurre censure già esaminate e respinte nei gradi di merito. Inoltre, la Corte ha confermato il diniego delle attenuanti generiche, motivato dalla presenza di numerosi precedenti penali e dalla gravità delle modalità dell'azione, elementi che rendono il ricorso non meritevole di accoglimento.
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Inammissibilità ricorso per cassazione: motivi generici
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso per cassazione presentato da un soggetto condannato per ricettazione. La decisione scaturisce dalla natura generica dei motivi di impugnazione, i quali non indicavano in modo puntuale gli errori logici o giuridici della sentenza di appello. Il ricorrente non ha assolto l'onere di specificità previsto dal codice di procedura penale, limitandosi a contestazioni vaghe che non hanno permesso alla Corte di esercitare il proprio sindacato di legittimità. Di conseguenza, oltre al rigetto, è stata comminata una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricettazione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un soggetto condannato per il reato di Ricettazione. La decisione si fonda sulla manifesta infondatezza dei motivi di ricorso, i quali censuravano genericamente la sentenza di appello senza apportare elementi di novità. La Suprema Corte ha rilevato che i giudici di merito avevano già analizzato e risposto in modo esaustivo a tutte le questioni sollevate dalla difesa, sia in merito alla responsabilità penale che al trattamento sanzionatorio. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per il reato di ricettazione a carico di un soggetto che aveva presentato un ricorso giudicato inammissibile. La Suprema Corte ha rilevato che le doglianze proposte erano del tutto generiche, limitandosi a contestare il vizio di motivazione e la determinazione della pena senza indicare elementi specifici di censura. Poiché il ricorrente non ha rispettato l'onere di specificità dei motivi previsto dal codice di procedura penale, il ricorso è stato rigettato con conseguente condanna al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Specificità motivi appello: guida alla Cassazione 2023
Una società contribuente ha impugnato un atto di recupero relativo a un credito d'imposta ritenuto inesistente dall'Amministrazione Finanziaria. Dopo il rigetto in primo grado, la Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello, sostenendo la mancanza di specificità dei motivi. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, evidenziando che la **specificità motivi appello** era sussistente in quanto l'impugnazione contestava puntualmente i pilastri della sentenza di primo grado, inclusi i profili di tempestività dell'azione di recupero e l'indicazione del credito in dichiarazione. La sentenza è stata cassata con rinvio per un nuovo esame nel merito.
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Specificità dei motivi di appello: guida alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un'azienda sanitaria pubblica confermando l'inammissibilità del gravame per difetto di specificità dei motivi di appello. La controversia riguardava il pagamento di prestazioni sanitarie effettuate da un centro religioso in regime di accreditamento. La Suprema Corte ha chiarito che la giurisdizione appartiene al giudice ordinario trattandosi di diritti soggettivi patrimoniali. Tuttavia, l'appello è stato dichiarato nullo poiché l'ente non ha confutato analiticamente le ragioni della sentenza di primo grado, limitandosi a riproporre le difese precedenti senza la necessaria parte critico-argomentativa.
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Inammissibilità appello: motivi specifici obbligatori
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità appello presentato da un imputato contro una sentenza di condanna. Il ricorso è stato rigettato poiché i motivi proposti risultavano generici e privi della necessaria specificità richiesta dall'art. 581 c.p.p. La Suprema Corte ha ribadito che l'impugnazione deve contenere l'indicazione precisa delle ragioni di diritto e degli elementi di fatto. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: i limiti del giudizio
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità ricorso Cassazione presentato da alcuni imputati condannati per reati fallimentari. I ricorrenti avevano proposto motivi generici, limitandosi a citare le norme di legge senza specificare le violazioni concrete o i vizi motivazionali. La Suprema Corte ha chiarito che, in presenza di una doppia conforme tra primo e secondo grado, non è ammessa una rivalutazione dei fatti o delle prove. Il giudizio di legittimità deve concentrarsi esclusivamente sulla tenuta logica della decisione e sulla corretta applicazione delle norme giuridiche, rendendo nullo ogni tentativo di trasformare la Cassazione in un terzo grado di merito.
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Tentato furto pluriaggravato: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un imputato condannato per concorso in tentato furto pluriaggravato. La decisione conferma la sentenza della Corte d'Appello, rilevando che i motivi di ricorso erano generici e privi di una critica specifica alle argomentazioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha sottolineato come la mera riproposizione di censure già esaminate e respinte nei gradi precedenti non soddisfi i requisiti di legge per l'accesso al giudizio di legittimità. Oltre alla conferma della condanna, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle Ammende.
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