Dosimetria della Pena: La Cassazione Conferma la Condanna e Spiega l’Inammissibilità del Ricorso
La corretta determinazione della pena è uno dei momenti più delicati del processo penale. Con la recente ordinanza qui in esame, la Corte di Cassazione torna a pronunciarsi sulla dosimetria della pena, chiarendo i limiti del sindacato di legittimità e le conseguenze di un ricorso manifestamente infondato. Il caso riguarda un imputato condannato per reati legati agli stupefacenti, che aveva impugnato la sentenza d’appello lamentando un’errata quantificazione della sanzione e il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche.
Il Contesto del Ricorso in Cassazione
Il ricorrente era stato condannato in primo grado dal Tribunale di Parma, decisione poi confermata dalla Corte di Appello di Bologna. La condanna riguardava un reato in materia di stupefacenti, commesso in concorso con altre persone. L’imputato, non soddisfatto della decisione, ha proposto ricorso per cassazione, affidandosi a un unico motivo: l’erronea applicazione della legge nella determinazione della pena e il mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche.
La Valutazione della Dosimetria della Pena da Parte della Suprema Corte
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ritenendolo manifestamente infondato. Secondo gli Ermellini, la Corte territoriale aveva fornito una motivazione congrua e priva di vizi logici o giuridici riguardo alla dosimetria della pena. I giudici di merito avevano correttamente valorizzato elementi specifici e concreti per giustificare la pena inflitta. Questi elementi includevano:
- Il tipo di sostanza stupefacente oggetto del reato.
- Le specifiche modalità di confezionamento della droga.
- Il numero di cessioni accertate.
Questi fattori, nel loro complesso, hanno giustificato la severità della pena applicata, rendendo la decisione del giudice d’appello incensurabile in sede di legittimità.
Il Diniego delle Attenuanti Generiche e la Condotta Processuale
Anche la censura relativa al mancato riconoscimento delle circostanze attenuanti generiche è stata respinta. La Cassazione ha sottolineato come la Corte d’Appello avesse correttamente evidenziato l’assenza di elementi positivi da valutare a favore dell’imputato. Anzi, a pesare negativamente è stato il suo contegno processuale: l’imputato aveva violato la misura cautelare che gli era stata applicata, dimostrando una scarsa adesione alle prescrizioni dell’autorità giudiziaria. Tale condotta è stata considerata un elemento ostativo alla concessione di un trattamento sanzionatorio più mite.
Le Motivazioni della Decisione
Il fulcro della decisione della Suprema Corte risiede nel principio secondo cui il giudice di legittimità non può effettuare una nuova valutazione dei fatti, ma deve limitarsi a un controllo sulla coerenza logica e sulla correttezza giuridica della motivazione della sentenza impugnata. Nel caso di specie, la motivazione della Corte d’Appello è stata ritenuta completa ed esauriente. La decisione di quantificare la pena in una certa misura e di negare le attenuanti era basata su argomentazioni solide e non contraddittorie, ancorate agli atti processuali. Pertanto, il ricorso è stato giudicato come manifestamente infondato, non essendo in grado di scalfire la logicità del provvedimento impugnato.
Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità
La declaratoria di inammissibilità ha comportato, come previsto dall’articolo 616 del codice di procedura penale, conseguenze economiche per il ricorrente. La Corte ha condannato l’imputato al pagamento delle spese processuali e al versamento di una somma di 3.000,00 euro in favore della Cassa delle ammende. Questa pronuncia ribadisce un principio fondamentale: il ricorso per cassazione non è un terzo grado di giudizio sul merito, ma uno strumento di controllo della legalità. Proporre un ricorso palesemente infondato non solo non porta a una riforma della sentenza, ma espone a sanzioni economiche che ne aggravano gli effetti.
Quando un ricorso sulla dosimetria della pena può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso sulla dosimetria della pena è dichiarato inammissibile quando la motivazione della sentenza impugnata è considerata congrua, logica e priva di vizi giuridici. La Corte di Cassazione non riesamina i fatti, ma si limita a controllare la correttezza della motivazione.
Quali elementi considera il giudice per negare le circostanze attenuanti generiche?
Il giudice può negare le attenuanti generiche in assenza di elementi positivamente valutabili e tenendo conto del contegno processuale dell’imputato. Nel caso specifico, la violazione di una misura cautelare è stata un fattore decisivo.
Cosa comporta la dichiarazione di inammissibilità di un ricorso in Cassazione?
Ai sensi dell’art. 616 c.p.p., la dichiarazione di inammissibilità comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, il cui importo è fissato equitativamente dalla Corte.