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Appello Inammissibile: Quando la Cassazione conferma la pena

La Corte di Cassazione ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale presentato da un imputato, condannato per reati di minaccia e danneggiamento, che contestava la dosimetria della pena. L’imputato chiedeva anche una rimessione in termini. La Suprema Corte ha ritenuto le doglianze generiche e già adeguatamente valutate dai giudici precedenti, confermando la discrezionalità del giudice di merito nella determinazione della pena, se motivata. L’esito finale ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.

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Pubblicato il 3 settembre 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 27263 Anno 2022 (Cass. pen. sez. 7 n. 27263/2022)

La Cassazione e l’Inammissibilità del Ricorso Penale: Cosa Significa per il Cittadino

La Corte di Cassazione ha recentemente ribadito un principio fondamentale del diritto processuale penale: l’inammissibilità del ricorso penale quando le contestazioni sollevate non sono specifiche o ripropongono argomenti già esaminati. Questa decisione chiarisce i limiti entro cui un imputato può impugnare una sentenza di condanna, specialmente per quanto riguarda la determinazione della pena. Capire quando un ricorso è inammissibile è cruciale per chiunque si trovi ad affrontare un procedimento giudiziario.

Il Caso: Minacce, Danneggiamento e la Pena Contestata

Un individuo era stato condannato per reati di minaccia e danneggiamento. La Corte d’Appello aveva confermato questa condanna. L’imputato, tramite il suo difensore, ha deciso di presentare ricorso alla Corte di Cassazione. Il ricorso contestava la “dosimetria della pena”, cioè la quantità della sanzione inflitta, ritenendola eccessiva rispetto al minimo previsto dalla legge. Il difensore chiedeva anche una “rimessione in termini”, ovvero la possibilità di presentare il ricorso oltre la scadenza, a causa di un presunto impedimento.

La Discrezionalità del Giudice nella Dosimetria della Pena

La determinazione della pena è un aspetto delicato e complesso del processo penale. Il giudice di primo grado, e successivamente la Corte d’Appello, ha il compito di stabilire l’ammontare della sanzione. Questa decisione non è arbitraria. Il giudice deve seguire precisi criteri stabiliti dalla legge, come la gravità del reato, la capacità a delinquere dell’imputato e le circostanze aggravanti o attenuanti. La legge richiede che il giudice motivi adeguatamente la sua scelta. Questo significa spiegare perché ha optato per una certa pena, anche se essa è di poco superiore al minimo edittale (la pena minima prevista dalla legge).

Quando il Ricorso Penale non è Ammissibile

La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso penale. Questo accade quando le argomentazioni presentate non sono sufficientemente specifiche o non affrontano nuove questioni. Nel caso specifico, i giudici hanno ritenuto che le contestazioni sulla pena fossero generiche. Esse miravano a una nuova valutazione di aspetti già ampiamente considerati e motivati dai giudici di merito. La Cassazione non può riesaminare il merito della decisione, ma solo verificare se la legge è stata applicata correttamente e se la motivazione della sentenza è logica e completa. Un ricorso che chiede semplicemente di ricalcolare la pena senza evidenziare errori giuridici o illogicità manifeste è destinato a essere dichiarato inammissibile.

Le Motivazioni: Perché l’Inammissibilità del Ricorso Penale è Stata Confermata

La Corte di Cassazione ha spiegato chiaramente le ragioni dell’inammissibilità del ricorso penale. I giudici hanno osservato che la Corte d’Appello aveva già fornito una motivazione dettagliata e logica sulla dosimetria della pena. Aveva considerato la gravità delle condotte delittuose e l’intensità del dolo (l’intenzione di commettere il reato). Le doglianze del ricorrente non introducevano elementi nuovi. Non indicavano vizi specifici nella motivazione o errori nell’applicazione della legge. Si trattava, piuttosto, di una richiesta di rivalutazione del merito, cosa che non rientra nelle competenze della Cassazione. La Corte ha ribadito che la graduazione della pena è una scelta discrezionale del giudice di merito, purché adeguatamente motivata.

Le Conclusioni: Le Conseguenze dell’Inammissibilità del Ricorso Penale

L’esito finale per l’imputato è stato la conferma della condanna e l’inammissibilità del ricorso penale. Questo significa che la sentenza della Corte d’Appello è diventata definitiva. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali. Inoltre, ha dovuto versare una somma di tremila euro a favore della “cassa delle ammende”. La cassa delle ammende è un fondo pubblico che riceve le sanzioni pecuniarie e le utilizza per scopi legati all’amministrazione della giustizia. Questa decisione sottolinea l’importanza di presentare ricorsi ben fondati e specifici, evitando di riproporre argomenti già esaminati, per non incorrere nell’inammissibilità.

Quando un ricorso penale può essere dichiarato inammissibile?
Un ricorso penale è inammissibile quando non rispetta i requisiti di legge, come la specificità dei motivi o il rispetto dei termini, o quando ripropone questioni già adeguatamente esaminate e motivate dai giudici precedenti senza nuovi elementi.

Chi decide l’ammontare della pena in un processo penale?
La determinazione della pena spetta al giudice di merito (Tribunale o Corte d’Appello), che la stabilisce entro i limiti previsti dalla legge (minimo e massimo edittale), tenendo conto della gravità del reato e della condotta dell’imputato, con l’obbligo di motivare la propria scelta.

Quali sono le conseguenze se un ricorso penale viene dichiarato inammissibile?
Se un ricorso penale è dichiarato inammissibile, la decisione impugnata diventa definitiva. Il ricorrente viene inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e, in alcuni casi, al versamento di una somma di denaro a favore della cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Una richiesta o un ricorso è 'inammissibile' quando non rispetta i requisiti formali o sostanziali previsti dalla legge, impedendo al giudice di esaminarne il merito.
Dosimetria della pena
Il processo attraverso il quale il giudice determina la quantità esatta della sanzione (pena) da applicare a un condannato, basandosi su criteri legali e sulla gravità del reato.
Ricorso
Un'istanza presentata a un'autorità superiore (come la Cassazione) per contestare una decisione presa da un'autorità inferiore, chiedendone la revisione o l'annullamento.
Minimo edittale
La pena minima prevista dalla legge per un determinato reato, al di sotto della quale il giudice non può scendere nella sua decisione.
Cassa delle ammende
Un fondo pubblico destinato a scopi di giustizia, alimentato dalle multe e dalle sanzioni pecuniarie inflitte nei processi penali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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