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Tempo di vestizione: chi deve provare le assenze?

Un gruppo di dipendenti pubblici ha agito in giudizio per ottenere il pagamento del tempo di vestizione, stimato in dieci minuti per ogni turno. La Corte d’Appello aveva rigettato la domanda ritenendo che i lavoratori non avessero provato i giorni di effettivo servizio. La Corte di Cassazione ha annullato tale decisione, stabilendo che, una volta provato il rapporto di lavoro, spetta al datore di lavoro dimostrare eventuali assenze per ridurre il calcolo della retribuzione dovuta.

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 34151 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 34151/2023)

Tempo di vestizione: la prova delle assenze spetta al datore ## Il diritto alla retribuzione per il tempo di vestizione Il riconoscimento del tempo di vestizione come orario lavorativo effettivo rappresenta un pilastro della tutela del lavoratore. Quando l’azienda impone l’uso di una divisa specifica, i minuti impiegati per indossarla e toglierla devono essere pagati. In questo caso, quasi cento dipendenti di un’azienda di servizi hanno richiesto il pagamento di dieci minuti giornalieri per l’attività di vestizione e svestizione svolta negli anni. ### Analisi dei fatti e iter giudiziario Inizialmente, la Corte d’Appello aveva negato il diritto al compenso. Il motivo del rigetto risiedeva nel presunto mancato assolvimento dell’onere probatorio da parte dei lavoratori: secondo i giudici di merito, i dipendenti non avevano dimostrato con precisione i giorni di effettivo lavoro svolti. Questa carenza documentale rendeva, secondo la Corte territoriale, impossibile determinare la somma totale dovuta. ## La decisione della Corte di Cassazione La Suprema Corte ha ribaltato l’orientamento dei giudici d’appello, accogliendo il ricorso dei lavoratori. Il punto centrale della decisione riguarda la corretta distribuzione dell’onere della prova. La Cassazione ha chiarito che non si può pretendere dal lavoratore una prova analitica di ogni singola giornata di presenza quando il rapporto di lavoro è pacifico e continuativo. ## Le motivazioni La Corte ha stabilito che, una volta accertato il periodo di impiego, spetta al datore di lavoro l’onere di provare se, quali e quante siano state le eventuali assenze del dipendente. Si tratta di una eccezione che deve essere dimostrata da chi la solleva. Inoltre, l’azienda non aveva ottemperato all’ordine del giudice di esibire i prospetti orari e i registri di presenza, documenti che sono in suo esclusivo possesso. Tale comportamento processuale rafforza la posizione dei lavoratori, poiché il datore di lavoro è tenuto ai doveri di correttezza e buona fede nella conservazione della documentazione aziendale. ## Le conclusioni La sentenza riafferma che il tempo di vestizione deve essere retribuito sulla base dei giorni lavorativi standard, a meno che il datore non provi specifiche assenze. Questa decisione protegge i lavoratori dalla difficoltà di reperire vecchi registri presenze, ponendo la responsabilità documentale in capo all’organizzazione aziendale. Le implicazioni pratiche sono immediate: le aziende devono monitorare con precisione le presenze se intendono contestare i conteggi dei dipendenti relativi alle differenze retributive.

Il tempo per indossare la divisa deve essere sempre pagato?
Sì, se l’obbligo di indossare la divisa sul luogo di lavoro è imposto dal datore di lavoro, tale periodo è considerato tempo di lavoro effettivo.

Cosa succede se il lavoratore non ricorda i giorni esatti di presenza?
Se il rapporto di lavoro è accertato, spetta al datore di lavoro dimostrare le eventuali giornate di assenza per ridurre l’ammontare della retribuzione richiesta.

Qual è il valore dei registri presenze in una causa di lavoro?
I registri sono documenti fondamentali che il datore deve conservare; la loro mancata esibizione in giudizio può favorire le pretese del lavoratore.

Termini giuridici

onere della prova
Obbligo legale di una parte di dimostrare i fatti che costituiscono il fondamento della propria pretesa o eccezione.
tempo di vestizione
Periodo necessario al lavoratore per indossare la divisa aziendale, considerato orario di lavoro se imposto dal datore.
giudicato interno
Effetto di una decisione su un punto specifico della causa che non può più essere contestato nelle fasi successive.
quantum debeatur
Termine latino che indica l'esatta misura o l'ammontare economico di quanto dovuto a una parte.
an debeatur
Termine latino che indica l'accertamento dell'esistenza stessa del diritto a ricevere una prestazione.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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