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Mandato d’Arresto Europeo: nuove regole consegna

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro la consegna di un cittadino all’Austria in esecuzione di un Mandato d’Arresto Europeo per il reato di rapina. Il ricorrente lamentava la mancanza di indicazioni sulle fonti di prova e il rischio di trattamenti degradanti nelle carceri austriache. La Suprema Corte ha chiarito che, a seguito della riforma del 2021, non è più necessaria l’indicazione dei gravi indizi di colpevolezza per i mandati processuali. Inoltre, il rischio di trattamenti inumani deve essere concreto e sistemico, non potendo basarsi su criticità isolate di istituti non destinati al soggetto da consegnare.

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Pubblicato il 26 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 6 Num. 48506 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 6 n. 48506/2023)

Mandato d’Arresto Europeo: la Cassazione sulle nuove regole di consegna

Il sistema del Mandato d’Arresto Europeo ha subito profonde trasformazioni normative che hanno semplificato le procedure di consegna tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Una recente sentenza della Corte di Cassazione analizza l’impatto delle riforme del 2021 sulle garanzie difensive e sui requisiti informativi necessari per rendere esecutivo il provvedimento.

Il caso e la procedura di consegna

La vicenda riguarda un cittadino destinatario di un provvedimento emesso dall’autorità giudiziaria austriaca per il reato di rapina. La Corte d’appello aveva inizialmente autorizzato la consegna, ma la difesa ha impugnato la decisione sollevando due questioni principali: la mancanza di dettagli sulle prove raccolte all’estero e il presunto rischio di subire trattamenti inumani o degradanti nelle strutture carcerarie dello Stato richiedente.

La semplificazione del Mandato d’Arresto Europeo

Il punto centrale della decisione riguarda l’evoluzione dell’articolo 6 della Legge 69/2005. Con l’introduzione del D.Lgs. 10/2021, il legislatore italiano ha eliminato l’obbligo di indicare le fonti di prova e i gravi indizi di colpevolezza nei mandati cosiddetti “processuali”. Questa scelta mira a rafforzare il principio di mutuo riconoscimento tra i giudici europei, riducendo i margini di controllo dello Stato di esecuzione sul merito dell’accusa formulata dallo Stato emittente.

Il rischio di trattamenti inumani

Per quanto riguarda la tutela dei diritti fondamentali, la Corte ha ribadito che il rifiuto della consegna basato sul rischio di trattamenti degradanti richiede la prova di carenze sistemiche e generalizzate. Non è sufficiente citare rapporti internazionali che evidenziano criticità in singoli istituti di polizia, specialmente se tali strutture non sono quelle destinate ad accogliere il soggetto ricercato durante la custodia cautelare.

Le motivazioni

La Suprema Corte ha motivato l’inammissibilità del ricorso evidenziando come il principio fissato dalla storica sentenza “Ramoci” del 2007 sia ormai superato dal nuovo quadro normativo. Oggi è sufficiente che il Mandato d’Arresto Europeo contenga una descrizione chiara del fatto, del tempo e del luogo del reato, senza necessità di allegare il compendio indiziario. In merito alle condizioni carcerarie, i giudici hanno rilevato la genericità della doglianza, poiché il rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura citato dalla difesa riguardava esclusivamente centri di espulsione e non il sistema penitenziario ordinario austriaco.

Le conclusioni

La decisione conferma un orientamento rigoroso: la cooperazione giudiziaria europea prevale a meno che non vi siano prove concrete di violazioni dei diritti umani nello Stato richiedente. La mancata indicazione degli indizi di colpevolezza non costituisce più un motivo legittimo per rifiutare la consegna. Il ricorrente è stato inoltre condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria in favore della Cassa delle ammende, a causa della manifesta infondatezza dei motivi di ricorso.

Cosa deve contenere oggi un mandato d’arresto europeo per essere valido?
È sufficiente che il mandato descriva le circostanze del reato, inclusi tempo, luogo e grado di partecipazione del ricercato, senza necessità di indicare le specifiche fonti di prova o i gravi indizi di colpevolezza.

Si può negare la consegna se si temono maltrattamenti in carcere?
Il rifiuto è possibile solo se esiste un pericolo concreto e attuale di trattamenti inumani derivante da carenze sistemiche dello Stato richiedente, non essendo sufficienti criticità isolate di singoli istituti.

Quali sono le conseguenze di un ricorso dichiarato inammissibile?
Oltre alla conferma della consegna all’estero, il ricorrente viene condannato al pagamento delle spese del procedimento e di una somma pecuniaria in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
Vizio dell'atto processuale che impedisce al giudice di esaminare il merito della questione per mancanza di requisiti legali.
Gravi indizi
Elementi probatori dotati di una forza persuasiva tale da rendere altamente probabile la colpevolezza di un soggetto.
Cassa delle ammende
Ente pubblico presso il Ministero della Giustizia che riceve le somme derivanti da sanzioni pecuniarie processuali.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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