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Provvigione mediatore: quando è dovuta e come si calcola

La Corte di Cassazione ha confermato l’obbligo dell’acquirente di pagare la provvigione al mediatore immobiliare, anche in assenza di un incarico formale (c.d. mediazione atipica). La sentenza chiarisce che se manca un accordo sulla misura del compenso, il giudice può determinarla secondo equità, valutando l’attività effettivamente svolta. L’accordo tra mediatore e venditore non vincola l’acquirente, per il quale può essere stabilita una provvigione mediatore di importo differente.

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Provvigione mediatore: spetta anche senza incarico? La Cassazione fa chiarezza

L’obbligo di pagare la provvigione mediatore è uno degli aspetti più discussi nelle compravendite immobiliari. Molti credono che, senza un contratto scritto, nulla sia dovuto. Tuttavia, una recente ordinanza della Corte di Cassazione ribadisce un principio consolidato: il diritto al compenso può sorgere anche se l’incarico è stato conferito da una sola delle parti. Analizziamo questa decisione per capire quando e come viene determinata la provvigione.

La vicenda: una compravendita e la richiesta di provvigione

Il caso esaminato dalla Suprema Corte riguarda un agente immobiliare che aveva citato in giudizio l’acquirente di un appartamento per ottenere il pagamento della provvigione. Il mediatore sosteneva di aver svolto un’attività determinante per la conclusione dell’affare, avendo accompagnato l’acquirente a visitare l’immobile, fornito la planimetria catastale e incontrato la figlia della stessa per dare ulteriori informazioni. L’acquisto si era perfezionato alcuni mesi dopo la visita.

Sia il Tribunale che la Corte d’Appello avevano dato ragione all’agente, condannando l’acquirente al pagamento del compenso. I giudici di merito hanno ritenuto provato il nesso causale tra l’attività del mediatore e la conclusione della vendita, affermando che ciò fosse sufficiente a far sorgere il diritto alla provvigione, anche in un contesto di “mediazione atipica”, ossia con incarico proveniente solo dalla parte venditrice.

Il calcolo della provvigione mediatore in assenza di accordo

L’acquirente, non soddisfatta della decisione, si è rivolta alla Corte di Cassazione, contestando non più il diritto al compenso in sé, ma la sua misura. La ricorrente lamentava che i giudici avessero fissato la provvigione al 3% del prezzo di vendita, importo che, a suo dire, non era mai stato concordato. Evidenziava inoltre come, nell’incarico conferito dalla venditrice, la provvigione fosse stata pattuita all’1,5%.

La determinazione secondo equità: le motivazioni della Corte

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ritenendolo infondato. I giudici hanno richiamato l’articolo 1755, secondo comma, del Codice Civile. Questa norma stabilisce che, in mancanza di un patto, di tariffe professionali o di usi locali, la misura della provvigione mediatore e la proporzione in cui questa grava su ciascuna parte sono determinate dal giudice secondo equità.

La Corte ha chiarito due punti fondamentali:
1. Indipendenza degli accordi: L’accordo sulla provvigione stipulato tra il mediatore e una parte (il venditore) non vincola in alcun modo l’altra parte (l’acquirente). La norma stessa prevede che la “proporzione” possa essere diversa, il che implica che anche le percentuali possono differire.
2. Il criterio dell’equità: In assenza di un accordo esplicito con l’acquirente e di prove su usi locali, il giudice di merito ha correttamente applicato il criterio sussidiario dell’equità. Ha ritenuto congrua una percentuale del 3%, definita “standard” per operazioni analoghe, tenendo conto dell’attività concretamente svolta dal mediatore, che non si era limitata alla semplice visita ma includeva ulteriori e decisive attività informative.

Conclusioni: cosa insegna questa ordinanza

Questa decisione rafforza principi importanti in materia di mediazione immobiliare. Anzitutto, conferma che l’attività del mediatore, se causalmente rilevante per la conclusione dell’affare, genera il diritto alla provvigione da entrambe le parti, anche se solo una gli ha conferito un incarico formale. In secondo luogo, chiarisce che la misura del compenso non è automaticamente la stessa per venditore e acquirente. In mancanza di un accordo specifico, spetta al giudice stabilire un importo equo, basandosi sull’effettivo contributo del professionista alla realizzazione della compravendita.

Un mediatore ha diritto alla provvigione dall’acquirente anche se ha ricevuto l’incarico solo dal venditore?
Sì, la Corte conferma che anche in caso di “mediazione atipica” (con incarico da una sola parte), il mediatore ha diritto alla provvigione anche dall’altra parte se la sua attività ha avuto un’efficienza causale nella conclusione dell’affare.

Come viene calcolata la provvigione del mediatore se non c’è un accordo tra le parti?
Secondo l’art. 1755 c.c., in mancanza di un patto, di tariffe professionali o di usi, la misura della provvigione è determinata dal giudice secondo equità, valutando l’attività concretamente svolta.

La provvigione pagata dal venditore è la stessa che deve pagare l’acquirente?
No, non necessariamente. L’accordo tra il mediatore e una parte non vincola l’altra. La Corte chiarisce che la provvigione può gravare sulle parti in proporzioni diverse, e quindi anche con percentuali differenti.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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