LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Nome sbagliato in sentenza? La Cassazione ordina la correzione

Una cittadina si accorge che il suo nome è stato scritto in modo errato nel frontespizio di un’ordinanza della Corte di Cassazione. Invece di ‘Anna Maria’, figurava ‘Angela Maria’. La cittadina ha quindi richiesto la correzione dell’errore. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, riconoscendo la svista e disponendo la modifica del nome. La sentenza stabilisce un principio importante: la procedura di correzione errore materiale, quando l’errore è evidente e non incide sulla sostanza della decisione, è un atto dovuto che non comporta l’addebito di spese legali. La cittadina ha quindi ottenuto la rettifica del documento ufficiale senza alcun costo.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 19 aprile 2026 in Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Aggiungi LexCED alle tue fonti preferite su Google

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 6 Num. 4171 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 6 n. 4171/2023)

Un nome sbagliato, una sentenza da correggere

Un errore di battitura può sembrare una banalità, ma quando compare in un documento ufficiale come un’ordinanza della Corte di Cassazione, la questione diventa seria. La precisione dei dati anagrafici è fondamentale per la certezza del diritto. Questa vicenda illustra perfettamente come la legge fornisca uno strumento rapido ed efficace per rimediare a queste sviste: la correzione errore materiale. Una cittadina, dopo aver vinto una causa contro l’Ente Previdenziale, si è resa conto che il suo nome era stato trascritto in modo errato sulla prima pagina della decisione. Un errore semplice, ma che doveva essere sistemato. La legge le ha dato ragione, permettendole di ottenere la rettifica in modo semplice e senza costi.

I fatti: un errore di battitura nella massima sede giudiziaria

La storia inizia con una precedente decisione della Corte di Cassazione. In quella causa, una cittadina aveva visto riconosciute le sue ragioni contro l’Ente Previdenziale. Tutto sembrava concluso, ma analizzando il testo dell’ordinanza, la signora ha notato un errore nel suo nome. Sul frontespizio del documento, il suo nome di battesimo era stato indicato come ‘Angela Maria’ anziché ‘Anna Maria’. Sebbene l’errore non cambiasse l’esito della causa, era necessario correggerlo per garantire la perfetta corrispondenza tra la decisione e la persona a cui si riferiva. La cittadina, tramite i suoi avvocati, ha quindi presentato un’istanza specifica alla stessa Corte di Cassazione, chiedendo di applicare la procedura di correzione errore materiale.

La procedura di correzione errore materiale spiegata

La legge prevede un meccanismo apposito per sistemare sviste e imprecisioni che non toccano il cuore logico e giuridico di una sentenza. Questo strumento è la correzione errore materiale, disciplinata dall’articolo 391 bis del codice di procedura civile. Non si tratta di riaprire il processo o di discutere nuovamente la decisione. L’obiettivo è molto più semplice: emendare il testo da errori evidenti, come un nome sbagliato, una data errata o un calcolo palesemente sbagliato. La procedura è snella. La parte interessata presenta un ricorso alla stessa corte che ha emesso il provvedimento. La corte valuta se si tratta effettivamente di un errore materiale e, in caso affermativo, emette un’ordinanza di correzione. Questo garantisce che l’atto giudiziario sia formalmente perfetto e inattaccabile.

Le motivazioni: perché la Corte ha accolto la richiesta di correzione

La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta della cittadina senza esitazioni. Le motivazioni sono state semplici e dirette. I giudici hanno verificato che l’errore indicato era palese e inconfutabile. Si trattava di una mera svista di trascrizione, un ‘lapsus calami’ (errore di penna) che non aveva minimamente influenzato il ragionamento giuridico né l’esito della precedente causa. L’identità della parte era comunque chiara dal resto degli atti. Poiché l’errore era oggettivo e non richiedeva alcuna valutazione di merito, la Corte ha applicato la legge e ha ordinato alla cancelleria di correggere il nome sul documento originale. La decisione sottolinea che questo tipo di procedura serve proprio a preservare l’accuratezza formale degli atti giudiziari.

Le conclusioni: vittoria piena e nessun costo aggiuntivo

L’esito finale è stato completamente favorevole alla cittadina. La Corte ha ordinato la correzione errore materiale, stabilendo che il nome ‘Angela Maria’ venisse sostituito con il corretto ‘Anna Maria’. Di conseguenza, l’ordinanza originale è stata ufficialmente rettificata. Un aspetto molto importante della decisione riguarda le spese. La Corte ha stabilito che, data la natura del procedimento, non c’era luogo a provvedere sulle spese. Questo significa che la cittadina non ha dovuto pagare nulla per ottenere la correzione. Questo principio, basato su precedenti sentenze, conferma che il diritto a un atto giudiziario corretto non deve comportare oneri aggiuntivi per il cittadino quando l’errore è imputabile all’ufficio. La cittadina ha quindi ottenuto piena giustizia, sia nella sostanza della causa originaria sia nella forma del documento finale.

Cosa posso fare se trovo un errore di battitura in una sentenza che mi riguarda?
Puoi presentare un’istanza di correzione di errore materiale allo stesso giudice che ha emesso la sentenza, chiedendo di rettificare la svista.

La correzione di un errore materiale può cambiare l’esito della causa?
No, la procedura serve solo a correggere errori formali (nomi, date, calcoli) e non può modificare la sostanza della decisione o il ragionamento giuridico del giudice.

Devo pagare le spese legali per far correggere un errore materiale in una sentenza?
Generalmente, se l’errore è palese e non contestato, la procedura di correzione non prevede l’addebito di spese legali, come confermato in questa sentenza.

Termini giuridici

Errore materiale
Un errore di battitura, di calcolo o una svista che non influenza la decisione del giudice, ma riguarda solo la sua espressione formale.
Ordinanza
Un provvedimento del giudice che risolve questioni procedurali o, come in questo caso, decide su istanze specifiche senza definire l'intera causa nel merito.
Art. 391 bis c.p.c.
La norma del codice di procedura civile che disciplina il procedimento per la correzione degli errori materiali e delle omissioni nei provvedimenti della Corte di Cassazione.
P.Q.M. (Per Questi Motivi)
La parte finale di un provvedimento giudiziario in cui il giudice riassume e comunica la sua decisione finale.
Frontespizio
La prima pagina di un atto o di un documento ufficiale, che contiene le informazioni identificative principali come i nomi delle parti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)