Fornitura gratuita energia: quando l’obbligo di legge prevale sulle fatture
In una recente e significativa pronuncia, la Corte d’Appello di Venezia ha affrontato il tema della fornitura gratuita energia legata alle concessioni idroelettriche. La controversia è nata dalla pretesa di una società cessionaria del credito di ottenere il pagamento di oltre 145.000 euro per consumi elettrici fatturati a un ente di bonifica.
Il caso: la pretesa di pagamento delle fatture elettriche
I fatti traggono origine dall’azione legale promossa da una società che, avendo acquistato dei crediti da un fornitore di energia, ha citato in giudizio un ente pubblico per il mancato pagamento di diverse fatture. La società sosteneva che l’ente fosse inserito nel regime di salvaguardia e che pertanto fosse tenuto al pagamento dei consumi secondo le tariffe correnti. L’ente, dal canto suo, si è opposto fermamente, invocando il proprio diritto storico e legale alla gratuità della fornitura.
La decisione della Corte sulla fornitura gratuita energia
Il giudice di secondo grado ha confermato integralmente la sentenza del Tribunale, rigettando le richieste della società fornitrice. Il fulcro della decisione risiede nell’applicazione del Testo Unico sulle acque (R.D. 1775/1933). Secondo la normativa, chi ottiene una concessione per una nuova derivazione d’acqua che pregiudica utilizzi preesistenti è obbligato a indennizzare i titolari originari. Questo indennizzo, nel caso di impianti di sollevamento, deve avvenire proprio attraverso la fornitura gratuita energia elettrica necessaria al funzionamento degli impianti stessi.
L’incompatibilità con il regime di salvaguardia
Uno dei punti più interessanti della sentenza riguarda il rapporto tra le norme speciali sulla sottensione e la disciplina del mercato libero dell’energia. La Corte ha chiarito che il passaggio dell’ente al servizio di salvaguardia non cancella il diritto alla gratuità. Poiché l’obbligo di indennizzo grava sul soggetto che distribuisce l’energia come successore nel servizio, quest’ultimo non può pretendere un pagamento per un servizio che la legge impone di erogare gratuitamente.
Le motivazioni
Le motivazioni della Corte si fondano sulla natura del debito ex lege. I giudici hanno spiegato che l’obbligo di fornire energia senza corrispettivo non è un contratto di fornitura ordinario, ma una misura compensativa prevista dalla legge per tutelare i diritti acquisiti dei vecchi concessionari d’acqua. Tale obbligo si trasferisce automaticamente a ogni società che subentra nella gestione o distribuzione dell’energia elettrica in quel determinato punto di consegna. Non conta se il fornitore sia cambiato nel tempo o se l’energia venga erogata in regime di salvaguardia: il diritto dell’ente alla gratuità rimane intatto e prevale sulle regole ordinarie di mercato, poiché la normativa del 1933 non è stata mai abrogata né derogata dalle leggi sulla liberalizzazione del mercato elettrico.
Le conclusioni
Le conclusioni tratte dal provvedimento confermano la protezione rafforzata per i titolari di diritti di sottensione. La Corte ha rigettato l’appello, stabilendo che nessuna somma è dovuta per le fatture azionate, in quanto il credito non è mai venuto ad esistenza. Di conseguenza, la società appellante è stata condannata al pagamento delle spese di lite, quantificate in quasi 10.000 euro. Questa sentenza ribadisce un principio fondamentale: le norme speciali a tutela degli utenti preesistenti sono resistenti ai mutamenti normativi del settore energetico, garantendo che l’equilibrio tra nuove concessioni e vecchi diritti d’uso dell’acqua sia sempre preservato attraverso la gratuità della fornitura elettrica.
Chi ha diritto alla fornitura gratuita di energia elettrica per sottensione?
Hanno diritto i titolari di concessioni d’acqua preesistenti che subiscono un pregiudizio da una nuova derivazione idroelettrica, come stabilito dagli articoli 45 e 46 del Testo Unico sulle acque.
Il fornitore in regime di salvaguardia può richiedere il pagamento dei consumi se esiste un diritto alla gratuità?
No, il regime di salvaguardia non deroga all’obbligo di legge di fornitura gratuita, poiché tale obbligo si trasferisce in progressione a ogni soggetto che subentra nel servizio di erogazione.
Cosa succede se una società acquista un credito elettrico verso un ente che ha diritto all’energia gratuita?
La società cessionaria non può riscuotere il credito perché esso è considerato inesistente per legge, e rischia la condanna al pagamento delle spese processuali in caso di lite.