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Compenso aggiuntivo: negato al presidente facente funzioni

Un Presidente di sezione di una Commissione tributaria ha richiesto un compenso aggiuntivo per aver svolto temporaneamente le funzioni di Presidente della Commissione stessa. La Corte d’Appello aveva parzialmente accolto la domanda, distinguendo tra compiti amministrativi e giurisdizionali. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso del Ministero dell’Economia e delle Finanze, negando qualsiasi compenso aggiuntivo. I giudici di legittimità hanno chiarito che la sostituzione del presidente rientra già nei doveri e nella qualifica del presidente di sezione, le cui funzioni sono omogenee. Pertanto, l’attività di supplenza non dà diritto a indennità extra, in quanto già coperta dal trattamento economico ordinario previsto per il ruolo di provenienza. La Cassazione ha così rigettato definitivamente la domanda del magistrato tributario.

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Pubblicato il 13 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 1 Num. 20522 Anno 2026 (Cass. civ. sez. 1 n. 20522/2026)

Il caso del compenso aggiuntivo negato al presidente facente funzioni

Un magistrato tributario, con la qualifica di Presidente di sezione, ha esercitato temporaneamente il ruolo di capo dell’intera Commissione tributaria provinciale. Per questa attività di supplenza, il professionista ha richiesto un compenso aggiuntivo al Ministero dell’Economia e delle Finanze. La controversia è giunta fino alla Corte di Cassazione. I giudici di legittimità hanno dovuto stabilire se la reggenza temporanea di un ufficio giudiziario tributario comporti o meno il diritto a una retribuzione extra rispetto a quella ordinaria già percepita.

La sostituzione temporanea nella magistratura tributaria

La vicenda nasce dalla delibera del Consiglio di Presidenza della Giustizia Tributaria. Questo organo ha nominato il Presidente di sezione come reggente temporaneo della Commissione. Il magistrato ha svolto tali funzioni apicali per circa nove mesi. Successivamente, egli ha chiesto il pagamento delle indennità fisse e variabili spettanti al Presidente titolare. La Corte d’Appello ha accolto in parte la richiesta. I giudici di secondo grado hanno distinto tra funzioni amministrative e funzioni giurisdizionali (relative all’attività di giudizio). Secondo la Corte d’Appello, le funzioni giurisdizionali svolte in sostituzione meritavano una remunerazione ulteriore per evitare un ingiustificato arricchimento della Pubblica Amministrazione.

Perché non spetta il compenso aggiuntivo per la reggenza

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha impugnato questa decisione davanti alla Corte di Cassazione. L’amministrazione statale ha evidenziato l’assenza di una norma di legge che autorizzi un simile esborso. La legge esclude espressamente la cumulabilità di indennità per i presidenti di sezione che sostituiscono il presidente della commissione. La sostituzione rappresenta un dovere istituzionale già compreso nei compiti ordinari della qualifica di provenienza.

Le motivazioni della Cassazione sul compenso aggiuntivo

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del Ministero basandosi su una rigorosa interpretazione ermeneutica (interpretativa) delle norme vigenti. I giudici hanno chiarito che la legge disciplina in modo automatico la sostituzione del presidente assente o impedito. Il presidente di sezione più anziano assume le funzioni presidenziali senza bisogno di un conferimento formale di un nuovo rapporto di lavoro. Le funzioni giurisdizionali del presidente di commissione e del presidente di sezione sono pienamente omogenee (simili). Entrambi i ruoli svolgono attività di coordinamento, assegnazione dei ricorsi e decisione delle controversie. Il presidente di sezione che sostituisce il superiore non svolge mansioni estranee alla propria qualifica. Egli esercita poteri già impliciti nel proprio ruolo professionale. Per questo motivo, la legge prevede già un trattamento economico fisso e variabile che remunera interamente queste attività. Riconoscere un compenso aggiuntivo creerebbe una duplicazione ingiustificata della retribuzione per compiti già coperti dallo stipendio base.

Le conclusioni sul diritto al compenso aggiuntivo

La Suprema Corte ha cassato (annullato) la sentenza della Corte d’Appello e ha deciso la causa nel merito. Il collegio ha rigettato definitivamente la domanda del magistrato tributario. La decisione stabilisce un principio chiaro per la pubblica amministrazione. La supplenza temporanea di cariche direttive non attribuisce automaticamente il diritto a un compenso aggiuntivo se le mansioni rientrano nell’alveo dei compiti istituzionali della qualifica posseduta. Il dipendente pubblico o il magistrato che sostituisce il titolare assente adempie a un preciso dovere di servizio. Questo dovere trova la sua remunerazione nella retribuzione ordinaria stabilita dalla legge per il proprio livello. La Cassazione ha inoltre disposto la compensazione delle spese di lite (la divisione dei costi del processo tra le parti) a causa della recente evoluzione degli orientamenti giurisprudenziali sul tema.

Il presidente di sezione che sostituisce il presidente di commissione ha diritto a indennità extra?
No, la sostituzione temporanea rientra nei doveri ordinari della qualifica e non dà diritto a retribuzioni ulteriori.

Qual è la differenza tra funzioni giurisdizionali e amministrative in questo caso?
La Cassazione ha chiarito che entrambe le funzioni sono omogenee a quelle già svolte dal presidente di sezione, escludendo rimborsi aggiuntivi per entrambe.

Cosa succede se la reggenza viene formalizzata con una delibera ufficiale?
Anche in presenza di una delibera formale di reggenza, il trattamento economico resta quello ordinario del ruolo di provenienza.

Termini giuridici

Facente funzioni
Soggetto che esercita temporaneamente le mansioni e i poteri del titolare di un ufficio in caso di sua assenza o impedimento.
Reggenza
La direzione provvisoria di un ufficio o di un organo pubblico in attesa della nomina del titolare definitivo.
Giurisdizionale
Relativo all'attività del giudice volta ad applicare le norme di legge per decidere una controversia.
Ermeneutica
L'attività e la tecnica di interpretazione dei testi normativi per comprenderne il corretto significato giuridico.
Cassa senza rinvio
Decisione con cui la Cassazione annulla la sentenza precedente e decide direttamente la causa nel merito, senza rimandarla a un altro giudice.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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