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Borsa di studio medici: no all’adeguamento triennale

Un gruppo di medici specializzandi aveva richiesto la rideterminazione della propria borsa di studio. Dopo una vittoria in appello, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, stabilendo che per gli anni accademici fino al 2005/2006 non spettava alcun adeguamento triennale né indicizzazione. La Suprema Corte ha basato la sua decisione su una serie di ‘blocchi’ legislativi che hanno sospeso tali meccanismi di aggiornamento, respingendo definitivamente le pretese dei medici.

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Pubblicato il 30 dicembre 2025 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile, Procedura Civile

Borsa di studio medici: la Cassazione esclude adeguamento e indicizzazione fino al 2006

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha messo un punto fermo su una questione che ha interessato per anni numerosi professionisti: la borsa di studio medici specializzandi iscritti ai corsi antecedenti l’anno accademico 2006/2007 non è soggetta né a rideterminazione triennale né a indicizzazione annuale. Questa decisione, allineandosi a un precedente intervento delle Sezioni Unite, chiarisce definitivamente il quadro normativo e respinge le richieste di adeguamento economico avanzate da un gruppo di medici.

I fatti del caso

La vicenda giudiziaria ha origine nel 2011, quando un gruppo di medici specializzati ha citato in giudizio la Presidenza del Consiglio dei Ministri e altri ministeri competenti. I medici, che avevano frequentato i corsi di specializzazione percependo una borsa di studio di circa 11.113,00 euro annui, chiedevano il risarcimento del danno per la mancata attuazione della direttiva europea in materia di adeguata retribuzione.

In subordine, domandavano la condanna delle amministrazioni al pagamento delle somme non percepite a titolo di rideterminazione triennale e di indicizzazione annuale della borsa di studio, come previsto dall’art. 6 del d.lgs. n. 257 del 1991.

Il Tribunale di primo grado aveva respinto integralmente le loro domande. La Corte d’Appello, invece, aveva parzialmente riformato la sentenza, riconoscendo ai medici il diritto alla rideterminazione triennale della borsa, seppur al netto della prescrizione. Contro questa decisione, la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha proposto ricorso in Cassazione.

L’impatto sulla borsa di studio medici

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell’amministrazione statale, cassando la sentenza d’appello e, decidendo nel merito, ha rigettato le domande originarie dei medici. La Suprema Corte ha fondato la sua decisione su un principio di diritto recentemente affermato dalle Sezioni Unite (sentenza n. 20006/2024).

Secondo la Corte, l’importo della borsa di studio medici per gli anni accademici compresi tra il 1992/1993 e il 2005/2006 non era soggetto a nessun tipo di adeguamento economico. Questa conclusione si basa su un’analisi della complessa successione di leggi in materia.

Le motivazioni

Il fulcro del ragionamento della Cassazione risiede nell’esistenza di un “blocco di tali aggiornamenti” imposto da una serie di provvedimenti legislativi a partire dal 1992. Queste norme, emanate per esigenze di finanza pubblica, hanno di fatto congelato qualsiasi meccanismo di adeguamento automatico delle borse di studio.

La Corte ha specificato che una serie di leggi, tra cui il d.l. n. 384 del 1992, la legge n. 537 del 1993, la n. 662 del 1996 e così via fino alla legge n. 289 del 2002, hanno creato un effetto convergente e senza soluzione di continuità nel bloccare gli adeguamenti.

Inoltre, il d.lgs. n. 257 del 1991, che originariamente prevedeva la rideterminazione triennale, è stato abrogato dal d.lgs. n. 368 del 1999. Quest’ultimo, pur disponendo che le vecchie regole si applicassero fino all’anno accademico 2005-2006, non ha “resuscitato” i meccanismi di adeguamento, che rimanevano sospesi dalla legislazione speciale. Di conseguenza, non esiste alcun periodo in cui i medici avrebbero potuto legittimamente invocare il diritto all’indicizzazione o alla rideterminazione triennale.

Le conclusioni

L’ordinanza della Corte di Cassazione chiude definitivamente la porta alle richieste di adeguamento economico per le borse di studio percepite dai medici specializzandi negli anni accademici dal 1992/1993 al 2005/2006. La decisione conferma che la volontà del legislatore, espressa attraverso una serie continua di provvedimenti, era quella di sospendere tali meccanismi per ragioni di bilancio. Per i professionisti coinvolti, ciò significa l’impossibilità di ottenere somme aggiuntive rispetto a quanto originariamente percepito, consolidando un orientamento giurisprudenziale che pone fine a un lungo contenzioso.

La borsa di studio per i medici specializzandi iscritti tra il 1993 e il 2006 doveva essere adeguata al costo della vita?
No. La Corte di Cassazione, richiamando una decisione delle Sezioni Unite, ha stabilito che per gli anni accademici compresi tra il 1992/1993 e il 2005/2006, l’importo della borsa di studio non è soggetto a incrementi legati alla variazione del costo della vita.

Ai medici specializzandi di quegli anni spettava la rideterminazione triennale della borsa di studio prevista dal d.lgs. 257/1991?
No. La sentenza chiarisce che, a causa di una serie di leggi che hanno disposto un ‘blocco degli aggiornamenti’, anche la rideterminazione triennale prevista dall’art. 6 del d.lgs. n. 257/1991 non era applicabile per il periodo in questione.

Perché le richieste dei medici sono state definitivamente respinte?
Le richieste sono state respinte perché la normativa che prevedeva gli adeguamenti (d.lgs. 257/1991) è stata prima sospesa da una serie di leggi successive e poi definitivamente abrogata dal d.lgs. 368/1999. Le disposizioni del vecchio decreto sono rimaste applicabili solo fino all’anno accademico 2005-2006, ma senza i meccanismi di adeguamento.

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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