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Anzianità di servizio apprendistato: azienda rinuncia e perde

Una società di trasporti ha impugnato la sentenza d’appello che riconosceva ad alcuni dipendenti il diritto al computo dell’intero periodo di apprendistato ai fini degli scatti di anzianità, dichiarando nulle le clausole contrattuali collettive contrarie. Tuttavia, prima della decisione della Cassazione, la società ha presentato formale rinuncia al ricorso, accettata dai lavoratori. La Suprema Corte ha quindi dichiarato l’estinzione del giudizio. Di conseguenza, rimane valida la decisione precedente favorevole ai lavoratori, confermando l’importanza del riconoscimento dell’anzianità di servizio apprendistato per il calcolo degli aumenti salariali.

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Pubblicato il 20 luglio 2026 in Diritto del Lavoro, Giurisprudenza Civile

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. Lavoro Num. 20528 Anno 2023 (Cass. civ. sez. lavoro n. 20528/2023)

Il valore dell’anzianità di servizio apprendistato nel rapporto di lavoro

L’anzianità di servizio apprendistato costituisce un diritto prezioso per ogni lavoratore che inizia il proprio percorso con un contratto di formazione. Molti contratti collettivi nazionali tendono a escludere questo periodo dal calcolo degli aumenti periodici di stipendio. Questo meccanismo penalizza ingiustamente chi ha svolto un periodo di formazione interna prima di ottenere la stabilizzazione definitiva. La tutela del lavoratore passa attraverso il riconoscimento di ogni giorno di attività prestata all’interno dell’azienda. La giurisprudenza difende con forza questo principio di parità di trattamento.

L’origine della controversia e il contratto collettivo

La vicenda nasce dal ricorso di diversi lavoratori contro un’importante azienda di trasporti. I dipendenti lamentavano la perdita di diversi mesi di anzianità a causa di una clausola del contratto collettivo nazionale. Questa clausola non calcolava il periodo di apprendistato ai fini degli scatti salariali. I contratti collettivi applicati escludevano ben diciotto mesi di apprendistato su quarantasei totali. Questa forte riduzione incideva pesantemente sulla busta paga mensile dei dipendenti. I giudici di primo grado e la Corte d’Appello hanno dato ragione ai lavoratori. I magistrati hanno stabilito che la legge del 1955 protegge l’apprendista e impone il computo totale del periodo formativo. Le clausole contrarie firmate dai sindacati sono state dichiarate nulle per violazione di norme imperative. L’azienda ha deciso di impugnare la decisione davanti alla Corte di Cassazione per difendere la validità degli accordi collettivi.

La rinuncia al ricorso e la fine del processo

Il processo davanti alla Suprema Corte non è arrivato a una sentenza di merito. L’azienda ricorrente ha depositato un atto formale di rinuncia al ricorso. I lavoratori hanno accettato la rinuncia senza opporre resistenza. Questo accordo processuale ha spento la controversia sul nascere. La rinuncia è stata presentata ai sensi dell’articolo 390 del codice di procedura civile. Questo articolo permette di chiudere il processo prima della discussione in udienza. La rinuncia al ricorso rappresenta uno strumento utile per chiudere i contenziosi quando le parti trovano un accordo stragiudiziale o valutano inutile proseguire la battaglia legale. La Cassazione ha dovuto semplicemente registrare questa concorde volontà delle parti.

Le motivazioni della decisione sull’estinzione del giudizio

Le motivazioni della decisione sull’estinzione del giudizio si basano sul rispetto delle regole procedurali. I giudici hanno verificato la regolarità della firma della rinuncia e della relativa accettazione. Quando questi requisiti formali sono soddisfatti, il collegio giudicante non può entrare nel merito della causa. La dichiarazione di estinzione cancella il ricorso ma lascia intatta la sentenza d’appello favorevole ai lavoratori. La Corte ha ritenuto opportuno compensare le spese di lite, stabilendo che ognuno paghi i propri avvocati per questa fase del giudizio. Questa scelta evita ulteriori aggravi economici per le parti coinvolte nel processo.

Le conclusioni sull’anzianità di servizio apprendistato

Le conclusioni sull’anzianità di servizio apprendistato evidenziano la vittoria dei lavoratori. La sentenza d’appello che dichiara nulle le clausole del contratto collettivo è ormai definitiva. Questo significa che l’azienda deve pagare tutti gli arretrati dovuti per gli scatti di anzianità non riconosciuti. Il principio di diritto emerso nei gradi precedenti rimane un punto di riferimento per tutto il settore dei trasporti. I contratti collettivi non possono derogare in peggio ai diritti minimi stabiliti dalla legge a tutela dei giovani lavoratori. Il periodo di formazione iniziale deve essere sempre calcolato come anzianità di servizio ordinaria se il rapporto prosegue.

Il periodo di apprendistato deve essere calcolato per gli scatti di anzianità?
Sì, se il rapporto di lavoro prosegue dopo il periodo di formazione, l’intero periodo di apprendistato deve essere computato ai fini dell’anzianità di servizio.

Cosa succede se il contratto collettivo esclude l’apprendistato dal calcolo dell’anzianità?
Le clausole del contratto collettivo o degli accordi sindacali che escludono o limitano questo computo sono considerate nulle perché violano norme imperative di legge.

Cosa comporta l’estinzione del giudizio in Cassazione per rinuncia?
L’estinzione del giudizio rende definitiva la sentenza del grado precedente, confermando la decisione favorevole ottenuta dai lavoratori in Corte d’Appello.

Termini giuridici

Estinzione del giudizio
La conclusione anticipata di una causa senza che i giudici decidano sul merito della questione, spesso dovuta alla rinuncia delle parti.
Apprendistato
Un contratto di lavoro a causa mista, finalizzato alla formazione professionale del lavoratore e al suo inserimento in azienda.
Anzianità di servizio
Il periodo complessivo di lavoro svolto presso lo stesso datore di lavoro, utile per calcolare scatti di stipendio e altri benefici.
Rinuncia al ricorso
L'atto formale con cui la parte che ha avviato il giudizio in Cassazione decide di ritirare la propria domanda.
Norma imperativa
Una regola di legge inderogabile, che i privati o i contratti collettivi non possono modificare o ignorare.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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