I liberi professionisti iscritti agli albi senza una cassa autonoma versano la contribuzione alla cassa previdenziale pubblica. La decorrenza del termine per la prescrizione contributi Gestione Separata segue regole temporali molto rigide. Molti debitori ritengono che il diritto dell’ente si estingua esattamente dopo cinque anni dalla scadenza ordinaria di versamento del saldo fiscale. Tuttavia, i decreti governativi possono disporre proroghe generali dei calendari di pagamento. Queste proroghe modificano direttamente il momento di inizio del conteggio dei termini di legge.
La vicenda e il contrasto sui termini di versamento
Un ingegnere iscritto all’albo professionale non ha raggiunto la soglia di reddito per l’iscrizione alla cassa di categoria per l’anno 2008. L’Ente di previdenza ha quindi preteso i versamenti dovuti al fondo pubblico. L’istituto ha notificato la richiesta formale di pagamento in data 17 giugno 2014. Il professionista ha contestato la richiesta in tribunale. Egli ha sostenuto che il versamento originario scadeva il 16 giugno 2009. Secondo questa tesi, il diritto di riscossione risultava prescritto per un solo giorno di ritardo.
Il dies a quo e gli effetti delle proroghe fiscali
La legge stabilisce che il termine di prescrizione inizia a decorrere solo dal momento in cui il creditore può far valere il proprio diritto. Per i contributi previdenziali, questo momento coincide con il giorno esatto di scadenza del debito e non con la successiva dichiarazione dei redditi. Quando un decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri sposta in avanti il termine generale dei versamenti unificati, la nuova data diventa il giorno iniziale effettivo. Il differimento si applica a tutti gli operatori economici che svolgono attività per le quali esistono studi di settore, a prescindere dal loro specifico regime contabile.
Le motivazioni: la tempestività e la prescrizione contributi Gestione Separata
I giudici di legittimità hanno accolto le ragioni dell’Ente previdenziale e hanno riformato la decisione precedente. Il governo aveva prorogato la scadenza dei versamenti relativi all’anno 2008 dal 16 giugno 2009 al 6 luglio 2009. Tale proroga non prevedeva alcuna maggiorazione economica e vincolava l’intero settore economico di riferimento. Di conseguenza, il termine quinquennale di estinzione decorreva dal 6 luglio 2009 e scadeva il 6 luglio 2014. La notifica recapitata al professionista il 17 giugno 2014 ha interrotto la prescrizione in modo del tutto tempestivo ed efficace.
Le conclusioni: regole certe per i contributi previdenziali
La sentenza stabilisce un principio chiaro a tutela della riscossione previdenziale. I professionisti e gli enti devono verificare con estrema precisione i calendari fiscali dell’anno di competenza prima di considerare estinto un credito. Il rinvio normativo dei versamenti fiscali sposta automaticamente in avanti anche i termini per richiedere i contributi obbligatori. L’Ente creditore conserva intatto il proprio diritto se recapita l’atto interruttivo entro cinque anni dalla data prorogata.
Da quale momento decorre la prescrizione per i contributi previdenziali dei professionisti?
La prescrizione inizia a decorrere dal giorno di scadenza fissato per il versamento dei contributi e non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi.
Le proroghe fiscali estive incidono sul termine di prescrizione contributiva?
Sì, se un decreto differisce la data di pagamento delle imposte e dei contributi, anche il termine quinquennale di prescrizione decorre dalla nuova data prorogata.
Chi rientra nella proroga dei pagamenti disposta per gli studi di settore?
Rientrano nella proroga tutti i contribuenti che esercitano attività per le quali sono previsti gli studi di settore, anche se hanno scelto regimi fiscali agevolati.