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Ricorso per cassazione tardivo: la condanna diventa definitiva

La Ricorrente, condannata per invasione di edifici e furto aggravato, ha proposto ricorso in Cassazione. Tuttavia, il deposito dell’atto è avvenuto il 29 marzo 2022, oltre il termine di quarantacinque giorni scaduto il 26 marzo 2022. La Suprema Corte ha dichiarato l’inammissibilità del ricorso per cassazione tardivo, condannando la parte al pagamento delle spese processuali e di quattromila euro alla Cassa delle ammende.

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Pubblicato il 9 giugno 2026 in Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

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Riferimento Ordinanza di Cassazione Penale Sez. 7 Num. 26588 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 7 n. 26588/2023)

Il rispetto dei termini processuali e il ricorso per cassazione tardivo

La giustizia ha regole rigide e i tempi per presentare le impugnazioni non ammettono ritardi. Nel caso in esame, una cittadina ha subito una condanna per i reati di invasione di edifici e furto aggravato. La difesa ha tentato di ribaltare la decisione presentando ricorso in Cassazione. Tuttavia, il deposito dell’atto è avvenuto oltre la scadenza stabilita dalla legge. Questo errore ha reso inevitabile la dichiarazione di un ricorso per cassazione tardivo, impedendo ai giudici di esaminare i motivi del ricorso nel merito.

Il caso concreto e la scadenza non rispettata

La vicenda nasce da una condanna pronunciata dalla Corte di Appello per reati gravi come l’invasione di edifici e il furto. Il giudice di secondo grado ha usufruito della facoltà di riservarsi un termine di novanta giorni per il deposito della motivazione dettagliata della sentenza. In queste specifiche situazioni, il codice di procedura penale prevede che il termine per proporre la successiva impugnazione sia stabilito in quarantacinque giorni. Questo lasso di tempo inizia a decorrere esattamente dal giorno in cui scade il periodo fissato dal giudice per il deposito del provvedimento. La difesa della ricorrente ha depositato l’atto di ricorso in data 29 marzo 2022. I calcoli precisi effettuati dalla Corte di Cassazione hanno invece dimostrato che l’ultimo giorno utile per evitare la decadenza era il 26 marzo 2022. Tre giorni di ritardo hanno vanificato del tutto l’intera strategia difensiva.

Le conseguenze del ricorso per cassazione tardivo

Quando un atto processuale viene presentato fuori dal tempo massimo consentito, il collegio giudicante non ha il potere di valutare se le ragioni di merito espresse dal ricorrente siano fondate o meritevoli di accoglimento. La tardività determina infatti una sanzione processuale insuperabile che prende il nome di inammissibilità automatica del ricorso. Il sistema processuale penale italiano tutela con estremo rigore la certezza del diritto e la stabilità delle decisioni giudiziarie ormai consolidate. Per questa precisa ragione, il mancato rispetto dei termini definiti come perentori comporta conseguenze molto pesanti per la parte inadempiente. Oltre alla perdita definitiva del diritto di far valere le proprie ragioni nel merito, si applicano sanzioni economiche accessorie.

Le motivazioni della decisione sul ricorso per cassazione tardivo

I giudici della Suprema Corte hanno applicato rigorosamente le norme del codice di procedura penale. L’articolo 544 stabilisce i tempi per la redazione della sentenza, mentre l’articolo 585 disciplina i termini per l’impugnazione. Nel caso specifico, la combinazione di queste regole imponeva la scadenza invalicabile del 26 marzo 2022. Poiché il deposito è avvenuto il 29 marzo, la Corte ha dovuto applicare l’articolo 610 del codice di rito. Questa norma permette di dichiarare l’inammissibilità senza formalità di procedura quando il ricorso è palesemente fuori termine. I magistrati non hanno potuto fare altro che prendere atto del ritardo oggettivo.

Le conclusioni sul rigetto del ricorso per cassazione tardivo

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della condannata. Oltre alla perdita della possibilità di riforma della sentenza, la ricorrente ha subito pesanti conseguenze economiche. La legge impone infatti il pagamento delle spese del procedimento in caso di rigetto o inammissibilità. Inoltre, i giudici hanno condannato la donna al versamento di una somma pari a quattromila euro in favore della Cassa delle ammende. Questa sanzione pecuniaria serve a scoraggiare la presentazione di ricorsi manifestamente infondati o tardivi che sovraccaricano inutilmente il sistema giudiziario. La condanna originaria per invasione di edifici e furto aggravato diventa così definitiva.

Cosa succede se si presenta un ricorso in Cassazione oltre la scadenza?
Il ricorso viene dichiarato inammissibile senza che i giudici possano esaminare i motivi dell’impugnazione, rendendo definitiva la condanna precedente.

Qual è il termine per impugnare una sentenza se il giudice si riserva novanta giorni per la motivazione?
Il termine per presentare il ricorso è di quarantacinque giorni, che iniziano a decorrere dalla scadenza del termine fissato per il deposito della motivazione.

Quali sono le sanzioni economiche per un ricorso dichiarato inammissibile?
La parte ricorrente viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende.

Termini giuridici

Inammissibilità
La condizione che impedisce al giudice di esaminare il merito di una domanda o di un ricorso a causa della mancanza di requisiti formali o temporali previsti dalla legge.
Tardività
La presentazione di un atto giudiziario oltre il termine perentorio stabilito dalla legge, che comporta la perdita del diritto di compiere quell'atto.
Cassa delle ammende
Un ente pubblico istituito presso il Ministero della Giustizia che riceve le somme derivanti da sanzioni pecuniarie e le destina a finalità di utilità sociale e penitenziaria.
Impugnazione
Il rimedio giuridico con cui una parte chiede a un giudice superiore di modificare o annullare un provvedimento ritenuto errato o ingiusto.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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