LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Servitù di passaggio coattiva: chiede il diritto ma rinuncia in causa

Una proprietaria cita in giudizio il vicino per ottenere una servitù di passaggio coattiva, sostenendo che il suo terreno fosse intercluso e senza accesso alla via pubblica. La sua richiesta era anche di veder riconosciuto un passaggio già esistente per usucapione. Dopo aver perso nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ricorre in Cassazione. A sorpresa, però, rinuncia al ricorso e il vicino accetta la rinuncia. La Corte Suprema, di conseguenza, non decide nel merito della questione, ma si limita a dichiarare l’estinzione del giudizio. La sentenza stabilisce un importante principio procedurale: in caso di rinuncia accettata, non vi è condanna alle spese legali.

Prenota un appuntamento

Per una consulenza legale o per valutare una possibile strategia difensiva prenota un appuntamento.

La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza.

02.37901052
8:00 – 20:00
(Lun - Sab)
Pubblicato il 10 maggio 2026 in Diritto Immobiliare, Giurisprudenza Civile

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 2 Num. 12618 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 2 n. 12618/2023)

La servitù di passaggio coattiva: un diritto per chi non ha via d’uscita

Quando un terreno è completamente circondato da altre proprietà e non ha accesso alla strada pubblica, la legge prevede uno strumento fondamentale per garantirne l’utilizzo: la servitù di passaggio coattiva. Si tratta di un diritto, imposto dal giudice, che obbliga il proprietario di un fondo vicino a concedere il passaggio, dietro pagamento di un’indennità. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, pur non decidendo sul merito di una richiesta di servitù, offre spunti interessanti su un aspetto procedurale cruciale: la rinuncia al ricorso e le sue conseguenze sulle spese legali.

I fatti all’origine della controversia

La vicenda inizia quando una proprietaria terriera cita in giudizio il suo vicino. L’obiettivo era duplice. In primo luogo, chiedeva al giudice di riconoscere di aver già acquisito per usucapione (cioè per uso continuato nel tempo) il diritto di passare su una stradina larga due metri presente sul terreno del vicino. In secondo luogo, chiedeva la costituzione di una servitù di passaggio coattiva per allargare tale passaggio fino a due metri e mezzo, sostenendo che il suo fondo fosse intercluso e avesse bisogno di un accesso più agevole.

Il vicino si è opposto a tutte le richieste, contestando l’usucapione e, soprattutto, l’interclusione del fondo della proprietaria. A suo dire, esisteva un percorso alternativo che rendeva non necessaria l’imposizione di un peso sulla sua proprietà. Sia il Tribunale che la Corte d’Appello hanno dato ragione al vicino, respingendo le domande della proprietaria.

La svolta inaspettata in Corte di Cassazione

Nonostante le due sconfitte, la proprietaria decide di tentare l’ultima carta, presentando ricorso in Corte di Cassazione. Tuttavia, prima che i giudici potessero esaminare il caso nel merito, accade qualcosa di inaspettato. La stessa ricorrente presenta un atto formale di rinuncia al ricorso. Il suo avversario, il vicino, accetta questa rinuncia. A questo punto, il destino del processo cambia completamente. La Corte non deve più stabilire se la proprietaria avesse o meno diritto alla servitù, ma solo prendere atto della volontà delle parti di chiudere la controversia.

Le motivazioni: le conseguenze della rinuncia alla servitù di passaggio coattiva

La Corte di Cassazione dichiara estinto il giudizio. La motivazione è puramente procedurale ma di grande importanza pratica. I giudici applicano l’articolo 391 del codice di procedura civile, il quale stabilisce che se alla rinuncia al ricorso aderiscono le altre parti (in questo caso, il vicino), la Corte non pronuncia condanna alle spese. In parole semplici, la parte che ha rinunciato non deve pagare le spese legali dell’avversario per la fase di giudizio in Cassazione. La Corte ha inoltre ribadito un principio consolidato: la rinuncia non comporta nemmeno il pagamento del doppio contributo unificato, una sorta di sanzione prevista solo per i casi in cui il ricorso viene respinto, dichiarato inammissibile o improcedibile.

Le conclusioni: chi vince e cosa insegna questa vicenda

L’esito finale è la chiusura definitiva del contenzioso. Con la rinuncia al ricorso, le sentenze precedenti che negavano alla proprietaria la servitù di passaggio coattiva diventano definitive. Quindi, pur non essendoci una condanna alle spese in Cassazione, la proprietaria ha di fatto perso la sua battaglia legale. Questa ordinanza dimostra che un processo può concludersi non solo con una sentenza di merito, ma anche per volontà delle parti. Sancisce inoltre un principio di civiltà giuridica: se le parti si accordano per porre fine a una lite, lo Stato non infligge sanzioni o costi aggiuntivi, favorendo la deflazione del contenzioso.

Cosa succede se il mio terreno non ha accesso alla strada pubblica?
Se un terreno è ‘intercluso’, cioè non ha accesso alla via pubblica, la legge consente di chiedere a un giudice di costituire una servitù di passaggio coattiva sul fondo del vicino, pagando a quest’ultimo una giusta indennità.

È possibile rinunciare a un ricorso in Cassazione dopo averlo presentato?
Sì, la parte che ha fatto ricorso può rinunciarvi in qualsiasi momento. Se la controparte accetta la rinuncia, il giudizio si estingue, cioè si chiude definitivamente senza una decisione nel merito.

Chi paga le spese legali in caso di rinuncia al ricorso accettata dalla controparte?
In caso di rinuncia al ricorso accettata dall’altra parte, la regola generale è che il giudice non condanna il rinunciante al pagamento delle spese legali sostenute dalla controparte in quella fase del giudizio.

Termini giuridici

Servitù di passaggio coattiva
È il diritto, imposto da un giudice, di passare sul terreno di un vicino per accedere alla propria proprietà, quando questa non ha un accesso diretto alla strada pubblica (fondo intercluso).
Fondo intercluso
Un terreno completamente circondato da altre proprietà private, senza alcuna via d'uscita su una strada pubblica.
Usucapione
Un modo per diventare proprietari di un bene o per acquisire un diritto reale (come una servitù) attraverso il possesso continuato e ininterrotto per un determinato periodo di tempo stabilito dalla legge.
Rinuncia al ricorso
L'atto con cui la parte che ha presentato un'impugnazione (ad esempio, in Cassazione) decide di ritirarla, abbandonando la causa.
Estinzione del giudizio
La chiusura definitiva di un processo prima che si arrivi a una sentenza sul merito della questione, a causa di eventi come la rinuncia agli atti o l'inattività delle parti.

Provvedimenti correlati

La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

Desideri approfondire l'argomento ed avere una consulenza legale?

Prenota un appuntamento. La consultazione può avvenire in studio a Milano, Pesaro, Benevento, oppure in videoconferenza / conference call e si svolge in tre fasi.

Prima dell'appuntamento: analisi del caso prospettato. Si tratta della fase più delicata, perché dalla esatta comprensione del caso sottoposto dipendono il corretto inquadramento giuridico dello stesso, la ricerca del materiale e la soluzione finale.

Durante l’appuntamento: disponibilità all’ascolto e capacità a tenere distinti i dati essenziali del caso dalle componenti psicologiche ed emozionali.

Al termine dell’appuntamento: ti verranno forniti gli elementi di valutazione necessari e i suggerimenti opportuni al fine di porre in essere azioni consapevoli a seguito di un apprezzamento riflessivo di rischi e vantaggi. Il contenuto della prestazione di consulenza stragiudiziale comprende, difatti, il preciso dovere di informare compiutamente il cliente di ogni rischio di causa. A detto obbligo di informazione, si accompagnano specifici doveri di dissuasione e di sollecitazione.

Il costo della consulenza legale è di € 150,00.
02.37901052
8:00 – 20:00 (Lun - Sab)