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Remissione di querela e recidiva: le novità della Corte

La Corte di Cassazione ha confermato l’estinzione di un reato di truffa a seguito di remissione di querela, nonostante la contestata recidiva dell’imputato. Il Procuratore Generale aveva impugnato il proscioglimento sostenendo che la recidiva rendesse il reato procedibile d’ufficio. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il D.Lgs. 150/2022 (Riforma Cartabia) ha modificato l’art. 649-bis c.p., escludendo espressamente la recidiva dalle aggravanti che determinano la procedibilità d’ufficio. Essendo una norma più favorevole, essa si applica ai procedimenti pendenti, rendendo inammissibile il ricorso della pubblica accusa.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Penale, Giurisprudenza Penale, Procedura Penale

Riferimento Sentenza di Cassazione Penale Sez. 2 Num. 40321 Anno 2023 (Cass. pen. sez. 2 n. 40321/2023)

Remissione di querela: l’impatto della Riforma Cartabia sulla recidiva

La remissione di querela rappresenta uno strumento fondamentale per la definizione dei procedimenti penali, specialmente alla luce delle recenti evoluzioni normative. Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha chiarito come il mutamento del quadro legislativo influenzi direttamente la procedibilità di reati comuni come la truffa, anche quando l’imputato è gravato da precedenti penali significativi.

Il caso e il conflitto sulla procedibilità

La vicenda trae origine da una sentenza di merito che aveva dichiarato il non doversi procedere nei confronti di un imputato per il reato di truffa. Tale decisione era stata assunta a seguito della remissione della querela da parte della persona offesa e della relativa accettazione. Il Procuratore Generale aveva tuttavia proposto ricorso per saltum, lamentando l’erronea interpretazione dell’art. 649-bis c.p. Secondo l’accusa, la presenza di una recidiva qualificata avrebbe dovuto imporre la procedibilità d’ufficio, rendendo irrilevante il ritiro della querela.

L’intervento della Riforma Cartabia

Il nucleo della decisione della Cassazione risiede nell’analisi dell’impatto del D.Lgs. n. 150 del 2022. Prima di questa riforma, l’orientamento giurisprudenziale prevalente includeva la recidiva qualificata tra le aggravanti ad effetto speciale capaci di trasformare il regime di procedibilità da querela a ufficio. Tuttavia, il legislatore è intervenuto inserendo nell’art. 649-bis c.p. la specifica dicitura “diverse dalla recidiva”. Questo significa che oggi la recidiva è considerata una circostanza neutra ai fini della determinazione del regime di procedibilità per reati come la truffa o l’appropriazione indebita.

Le motivazioni

Le motivazioni della Suprema Corte si fondano sul principio del favor rei e sulla natura mista della querela. Essendo quest’ultima un istituto che tocca sia il diritto sostanziale che quello processuale, le modifiche che ne estendono l’applicabilità devono essere applicate retroattivamente ai processi in corso. I giudici hanno evidenziato che l’intervento normativo del 2022 ha eliso il vizio denunciato dal Procuratore Generale. Poiché la legge attuale esclude che la recidiva possa fondare la procedibilità d’ufficio, l’interesse dell’accusa a impugnare la sentenza di proscioglimento è venuto meno, rendendo il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce la centralità della volontà della persona offesa nei reati patrimoniali, limitando l’intervento d’ufficio dello Stato ai soli casi di gravità oggettiva legata a circostanze diverse dalla storia criminale del reo. Per i cittadini, ciò significa che la remissione di querela torna a essere un’opzione risolutiva anche in situazioni processuali precedentemente considerate bloccate. La corretta applicazione delle nuove norme garantisce che il sistema penale non prosegua inutilmente l’azione quando l’interesse privato è stato soddisfatto e la legge non ravvisa più un interesse pubblico prevalente alla punizione.

La recidiva impedisce l’estinzione del reato per remissione di querela?
No, a seguito della riforma Cartabia, la recidiva non è più una circostanza che rende il reato procedibile d’ufficio, permettendo quindi l’estinzione del procedimento se la querela viene revocata.

Cosa succede se la legge sulla procedibilità cambia durante il processo?
Si applica la norma più favorevole all’imputato, in virtù della natura mista della querela, garantendo l’applicazione retroattiva delle disposizioni che facilitano l’estinzione del reato.

Quali reati sono interessati da questa disciplina sulla procedibilità?
La disciplina riguarda principalmente i delitti contro il patrimonio come la truffa, la truffa aggravata e l’appropriazione indebita, dove la volontà della vittima è centrale.

Termini giuridici

Recidiva
Condizione di chi commette un nuovo reato dopo essere stato condannato con sentenza definitiva per un reato precedente.
Querela
Dichiarazione con cui la persona offesa da un reato manifesta la volontà che si proceda penalmente per il fatto subito.
Procedibilità
Insieme delle condizioni previste dalla legge affinché l'azione penale possa essere validamente esercitata o proseguita.
Novella
Termine tecnico che indica una nuova legge o disposizione che modifica o integra un testo legislativo preesistente.
Remissione
Atto con cui il querelante revoca la querela presentata, determinando l'estinzione del reato se accettata dal querelato.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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