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Esenzione IMU: regole per immobili in comodato d’uso

La Corte di Cassazione ha esaminato il diritto all’esenzione IMU per immobili di proprietà universitaria concessi in comodato gratuito a un ente regionale per il diritto allo studio. Sebbene il legame funzionale tra gli enti permetta di superare il limite dell’utilizzo diretto, la Corte ha stabilito che l’agevolazione richiede una verifica rigorosa delle modalità non commerciali dell’attività. Nel caso specifico, i giudici di merito non avevano accertato se i servizi di alloggio e ristorazione fossero prestati a prezzi simbolici o significativamente inferiori a quelli di mercato, rendendo necessaria una nuova valutazione dei fatti.

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Pubblicato il 31 marzo 2026 in Diritto Tributario, Giurisprudenza Tributaria

Riferimento Ordinanza di Cassazione Civile Sez. 5 Num. 27761 Anno 2023 (Cass. civ. sez. 5 n. 27761/2023)

Esenzione IMU e immobili in comodato: i chiarimenti della Cassazione

L’applicazione dell’esenzione IMU per gli immobili appartenenti a enti non commerciali rappresenta spesso un terreno di scontro tra amministrazioni locali e contribuenti. Una recente ordinanza della Corte di Cassazione ha gettato luce su una questione complessa: la spettanza del beneficio fiscale quando il proprietario concede il bene in comodato d’uso gratuito a un altro ente per finalità istituzionali.

Il caso: immobili universitari e servizi agli studenti

La vicenda trae origine dal diniego di rimborso dell’imposta richiesto da un’istituzione universitaria per alcuni immobili adibiti a residenze, mense e biblioteche. Tali beni erano stati concessi in comodato a un’azienda regionale preposta a garantire il diritto allo studio. L’amministrazione comunale contestava il diritto all’agevolazione, sostenendo la mancanza del requisito dell’utilizzo diretto da parte del proprietario e dubitando della natura non commerciale delle attività svolte.

La decisione della Suprema Corte

I giudici di legittimità hanno affrontato due profili cruciali. In primo luogo, hanno confermato che il requisito soggettivo dell’utilizzo diretto può considerarsi soddisfatto anche in caso di comodato, purché tra i due enti sussista un legame di compenetrazione organica e strumentalità. In secondo luogo, hanno però accolto le doglianze dell’ente locale riguardo al requisito oggettivo, annullando la decisione precedente che aveva dato per scontata la natura non commerciale dell’attività basandosi solo sulla legge istitutiva dell’ente gestore.

Le motivazioni

La Corte ha precisato che l’esenzione IMU non può essere riconosciuta automaticamente solo in virtù della natura pubblica o non profit del soggetto che utilizza l’immobile. Secondo le motivazioni espresse, è indispensabile un accertamento rigoroso e concreto delle modalità con cui i servizi vengono erogati. Il riferimento normativo fondamentale è il D.M. n. 200 del 2012, il quale stabilisce che l’attività ricettiva o di ristorazione si considera non commerciale solo se svolta gratuitamente o dietro corrispettivi simbolici. Tali importi non devono superare la metà dei prezzi medi di mercato per servizi analoghi nello stesso ambito territoriale. Nel caso in esame, il giudice di merito aveva omesso di verificare se le tariffe applicate agli studenti rispettassero questi parametri, limitandosi a richiamare la normativa regionale che prevede tariffe differenziate in base al merito e al reddito, senza però confrontarle con i costi effettivi e i prezzi di mercato.

Le conclusioni

In conclusione, la sentenza ribadisce un principio di estremo rigore interpretativo in materia di agevolazioni tributarie. Se da un lato si apre alla possibilità di mantenere l’esenzione IMU anche in presenza di un utilizzo indiretto tramite comodato tra enti funzionalmente collegati, dall’altro si impone un onere probatorio stringente sulla natura non economica delle prestazioni. Le conclusioni della Cassazione evidenziano che la verifica del requisito oggettivo deve basarsi su dati economici certi e non su presunzioni legate alla finalità sociale dell’ente. La causa è stata quindi rinviata per un nuovo esame che dovrà accertare, cifre alla mano, se i servizi di alloggio e mensa possano effettivamente qualificarsi come attività non commerciali ai fini fiscali.

L’esenzione IMU spetta se l’immobile è concesso in comodato?
Sì, l’esenzione può spettare anche in caso di utilizzo indiretto se esiste un rapporto di stretta strumentalità e compenetrazione organica tra l’ente proprietario e il comodatario non commerciale.

Quali sono i requisiti oggettivi per ottenere l’agevolazione?
L’attività deve essere svolta con modalità non commerciali, ovvero a titolo gratuito o con corrispettivi simbolici che non superino la metà dei prezzi medi di mercato per servizi analoghi.

La natura non commerciale dell’ente garantisce sempre l’esenzione?
No, la natura dell’ente non è sufficiente. Occorre un accertamento concreto che verifichi se le attività specifiche siano effettivamente svolte senza scopo di lucro e secondo i parametri economici ministeriali.

Termini giuridici

Comodato
Contratto con cui una parte consegna all'altra un bene affinché se ne serva per un tempo o un uso determinato, con l'obbligo di restituirlo.
Esenzione
Agevolazione fiscale che esonera un soggetto dal pagamento di un'imposta in presenza di determinati requisiti previsti dalla legge.
Strumentalità
Rapporto di stretta connessione funzionale tra due enti che collaborano per il raggiungimento di finalità istituzionali comuni.
Obiter dictum
Considerazione contenuta in una sentenza che non è determinante per la decisione finale ma costituisce un'osservazione incidentale.
Requisito
Condizione necessaria stabilita dalla normativa per poter accedere a un beneficio o a un diritto specifico.

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La selezione delle sentenze e la raccolta delle massime di giurisprudenza è a cura di Carmine Paul Alexander TEDESCO, Avvocato a Milano, Pesaro e Benevento.

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