Un’ordinanza della Corte di Cassazione affronta due questioni di rilevante interesse pratico: i requisiti per la remissione tacita della querela e l’applicabilità dell’attenuante per danno di speciale tenuità in caso di furto di un portafoglio. Questa decisione chiarisce che il valore del danno non si limita al solo denaro contante sottratto, ma include il pregiudizio, non sempre quantificabile, derivante dalla perdita di documenti e carte di pagamento.
Il Caso in Esame
Due individui venivano condannati in primo grado e in appello per il reato di furto aggravato in concorso, per aver sottratto un portafoglio. Gli imputati, non accettando la decisione della Corte d’Appello, proponevano ricorso per Cassazione, basandolo su due motivi principali. In primo luogo, sostenevano che la mancata presentazione in udienza della persona offesa dovesse essere interpretata come una remissione tacita della querela, con conseguente improcedibilità dell’azione penale. In secondo luogo, lamentavano la mancata applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, argomentando che l’unico valore certo era la somma di 40 euro contenuta nel portafogli.
Il primo motivo di ricorso viene immediatamente rigettato dalla Suprema Corte. I giudici chiariscono che la remissione tacita della querela non può essere desunta automaticamente dalla semplice assenza della persona offesa all’udienza. Per poter configurare una volontà di rimettere la querela, è necessario che vi sia la prova certa che la persona offesa sia stata regolarmente citata e che la sua assenza sia ingiustificata. In assenza di tali prove, non si possono ritenere sussistenti i presupposti previsti dall’art. 152, terzo comma, n. 1 del codice penale.
L’Applicabilità dell’Attenuante per Danno di Speciale Tenuità
Il cuore della pronuncia risiede nell’analisi del secondo motivo di ricorso. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito di non concedere l’attenuante del danno di speciale tenuità. La motivazione si fonda su un principio consolidato: la valutazione del danno non può essere limitata al solo valore venale degli oggetti sottratti o alla quantità di denaro contante.
Le motivazioni
La Corte spiega che il furto di un portafoglio contenente non solo una piccola somma di denaro, ma anche documenti di identità, carte di pagamento (come bancomat) e altri documenti personali, causa un pregiudizio ben più ampio. Il danno, in questi casi, comprende anche il valore non determinabile, ma comunque di non speciale tenuità, dei documenti stessi. Inoltre, si devono considerare gli ulteriori effetti pregiudizievoli subiti dalla vittima, come il tempo e i costi necessari per le pratiche di duplicazione e blocco delle carte. Citando un precedente specifico (Sez. 4, n. 37795/2021), la Corte ribadisce che il valore di un documento non si esaurisce nel costo del supporto materiale (lo stampato), ma include la sua funzione e l’utilità che esso rappresenta. Pertanto, la perdita di tali oggetti genera un danno complessivo che non può essere qualificato come ‘specialmente tenue’.
Le conclusioni
In conclusione, la Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili, condannando i ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende. La decisione rafforza un orientamento giurisprudenziale importante: nella valutazione del danno per l’applicazione dell’attenuante ex art. 62 n. 4 c.p., il giudice deve considerare la totalità degli effetti pregiudizievoli per la vittima, inclusi quelli non immediatamente quantificabili economicamente. Il furto di un portafoglio con documenti, anche se con poco contante, non integra quasi mai i requisiti per il riconoscimento del danno di speciale tenuità.
La mancata comparizione della persona offesa in udienza costituisce sempre remissione tacita della querela?
No, secondo la Corte non è sufficiente. È necessario che vi sia la prova che la persona offesa sia stata regolarmente citata per l’udienza e che la sua assenza sia ingiustificata. In mancanza di queste prove, non si può desumere una volontà di ritirare la querela.
Perché l’attenuante del danno di speciale tenuità non si applica al furto di un portafoglio contenente documenti e carte di pagamento?
Perché il danno non si limita al valore del denaro contante sottratto (in questo caso 40 euro). La Corte considera anche il valore non determinabile ma significativo dei documenti (carta d’identità, bancomat) e gli ulteriori effetti pregiudizievoli per la vittima, come i costi e le procedure per ottenere i duplicati.
Quali sono le conseguenze per chi presenta un ricorso in Cassazione dichiarato inammissibile?
La parte che ha presentato il ricorso viene condannata al pagamento delle spese del procedimento e, come in questo caso, al versamento di una somma di denaro in favore della Cassa delle ammende, il cui importo viene fissato equitativamente dalla Corte.