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Danno Di Speciale Tenuità

Definizione

È una circostanza attenuante (art. 62 n. 4 c.p.) che si applica quando il danno patrimoniale causato dal reato è di valore economico quasi irrilevante. Non va confuso con un danno semplicemente 'modesto' o 'lieve'.

Orientamento della Cassazione

Su LexCED 328 provvedimenti della Corte di cassazione su questo tema (2022–2026). Nel 88% dei casi il ricorso è stato dichiarato inammissibile.

Esito del ricorso

  • Accolto, anche in parte 5%
  • Rigettato 6%
  • Inammissibile 88%
  • Altro 0%

Provvedimenti per anno

2022 2023 2024 2025 2026

Sezioni

  • Penale Sez. 783%
  • Penale Sez. 59%
  • Penale Sez. 28%

Precedenti più richiamati

  • Cass. 6635/2017in 92 provvedimenti
  • Cass. 5049/2021in 19 provvedimenti
  • Cass. 5049/2020in 43 provvedimenti
  • Cass. S.U. 28243/2013in 27 provvedimenti
  • Cass. 39703/2019in 11 provvedimenti

Dati LexCED, aggiornati ogni giorno. L'esito è letto dal dispositivo dei provvedimenti pubblicati; sono esclusi quelli senza dispositivo leggibile.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

Provvedimenti

Danno di speciale tenuità: ricorso respinto e sanzione
Un imputato condannato per un reato contro il patrimonio ha proposto ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa lamentava l'errata applicazione della norma penale e un vizio nella motivazione dei giudici d'appello. I Supremi Giudici hanno respinto l'istanza evidenziando come l'atto di impugnazione non si confrontasse affatto con la decisione precedente, la quale aveva spiegato chiaramente che il pregiudizio economico subito dalla persona offesa era tutt'altro che trascurabile. L'inammissibilità del ricorso ha precluso anche la possibilità di far valere la prescrizione del reato maturata successivamente alla sentenza di secondo grado. Il ricorrente ha subito la condanna al pagamento delle spese di giudizio e a versare una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto tentato e danno di speciale tenuità: niente sconto sul valore
L'imputato ha tentato di rubare bottiglie di alcolici in un supermercato in due diverse occasioni, per un valore rispettivo di 168 e 151 euro. I giudici di merito lo hanno condannato per tentato furto, negando la circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. L'uomo ha proposto ricorso per cassazione lamentando la mancata concessione dello sconto di pena, sostenendo l'assenza di un danno economico effettivo poiché la merce non era uscita dal punto vendita. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Nel tentato furto il danno potenziale si misura sul valore dei beni presi di mira, che nella vicenda superava la soglia del pregiudizio irrisorio o lievissimo.
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Tentato furto e danno di speciale tenuità: ricorso respinto
La Corte d'appello ha confermato la condanna di un'imputata per tentato furto, negandole lo sconto di pena previsto per i reati che causano un pregiudizio minimo. L'accusata ha presentato ricorso per cassazione, lamentando il mancato riconoscimento della circostanza per danno di speciale tenuità. I giudici supremi hanno dichiarato il ricorso manifestamente infondato e inammissibile. L'attenuante si applica solo quando la lesione patrimoniale è lievissima e di valore economico quasi irrisorio, calcolando sia il prezzo del bene sia le complessive conseguenze negative subite dalla vittima. Non conta invece la solidità economica del derubato.
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Danno di speciale tenuità: stop allo sconto per le false fatture
Un intermediario ha favorito l'emissione di fatture per operazioni inesistenti per oltre venticinquemila euro, intascando una modesta provvigione. I giudici di merito lo hanno condannato a un anno di reclusione per concorso in frode fiscale, negando l'attenuante comune del danno di speciale tenuità. L'uomo ha presentato ricorso per Cassazione, sostenendo che il profitto da lui ricavato era minimo e che l'offesa all'Erario risultava contenuta. Nella stessa vicenda, due complici sono stati condannati per la cessione di cocaina all'interno di un bar, contestando la validità dei filmati investigativi. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibili tutti i ricorsi. I giudici hanno chiarito che il danno di speciale tenuità non si applica ai reati fiscali: l'evasione non colpisce il patrimonio dello Stato, ma vìola il dovere costituzionale di contribuire alle spese pubbliche.
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Danno di speciale tenuità negato anche se la refurtiva torna
Un uomo subisce una condanna per furto aggravato dalla destrezza, furto con strappo di uno zaino e tentata rapina ai danni di due passanti. L'imputato presenta ricorso davanti alla Corte di Cassazione lamentando vari vizi, tra cui il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo che le vittime avevano recuperato la refurtiva o che l'azione predatoria non si era perfezionata. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. I giudici confermano integralmente la sentenza penale a carico dell'aggressore, stabilendo che il danno di speciale tenuità richiede una lesione patrimoniale lievissima, calcolata esclusivamente sul valore del bene preso di mira e non sulla successiva restituzione del maltolto alla vittima. L'imputato deve inoltre versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Furto continuato e aggravato: condanna confermata
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un uomo condannato per furto continuato e aggravato commesso ai danni di una società. Il responsabile contestava la validità della querela presentata da chi gestiva di fatto i beni e chiedeva la concessione delle attenuanti per il valore esiguo delle cose sottratte e la revoca della recidiva. I Supremi Giudici hanno rigettato il ricorso dichiarandolo inammissibile. La Corte ha chiarito che chiunque utilizzi o tragga un vantaggio economico legittimo dalla cosa possiede il diritto di sporgere querela. Inoltre, la sottrazione di molteplici beni esclude l'attenuante del danno modico, mentre i precedenti dell'imputato giustificano pienamente la recidiva e il mancato sconto di pena.
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Tentato furto aggravato: niente tenuità se l’atto non è isolato
I giudici hanno confermato la condanna verso un soggetto ritenuto responsabile del delitto di tentato furto aggravato. Il ricorrente invocava la speciale causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto e l'attenuante del danno patrimoniale minimo. La Corte ha bocciato queste censure perché richiedevano una rivalutazione dei fatti, attività vietata ai giudici di legittimità. Il comportamento serbato dall'autore rivelava una concreta gravità: la persona offesa aveva infatti riconosciuto il soggetto come autore di un altro furto avvenuto il giorno precedente e il bene preso di mira non possedeva affatto un valore esiguo. L'eventuale restituzione del bene sottratto rappresenta un avvenimento successivo irrilevante ai fini della riduzione di pena. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile con condanna dell'imputato alle spese processuali e al pagamento di tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Dichiarazioni indizianti: la condanna resta valida
L'imputato ha presentato ricorso per contestare la propria condanna per un reato patrimoniale. La difesa ha sostenuto che i giudici di merito hanno errato nell'utilizzare le dichiarazioni rese dalla persona offesa, ritenendole dichiarazioni indizianti prive di valore legale. Inoltre, il difensore ha lamentato il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno patrimoniale di speciale tenuità, a fronte di un pregiudizio economico pari a ottocento euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile l'impugnazione. I giudici hanno chiarito che le dichiarazioni non possono essere usate soltanto contro chi le ha rese, mentre restano pienamente utilizzabili nei confronti degli altri soggetti coinvolti. Inoltre, i giudici hanno confermato che una perdita patrimoniale di ottocento euro non costituisce affatto una somma irrisoria. L'imputato perde la causa e deve pagare le spese legali oltre a tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Furto con strappo: il valore dello smartphone nega l’attenuante
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per un uomo responsabile del reato di furto con strappo di uno smartphone. Il difensore dell'imputato lamentava la mancata concessione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità e la misura della pena ridotta per le attenuanti generiche. I giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione. La Corte ha chiarito che il valore economico del telefono cellulare sottratto impedisce di qualificare il danno patrimoniale patito dalla persona offesa come lievissimo. Inoltre, la quantificazione della pena costituisce una valutazione di merito non contestabile davanti ai giudici di legittimità se sostenuta da una motivazione logica e coerente. Il ricorrente deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Danno di speciale tenuità: ricorso respinto e sanzione pecuniaria
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un uomo condannato per furto tentato e furto consumato. L'imputato lamentava la mancata concessione dell'attenuante del danno di speciale tenuità e contestava il calcolo dell'aumento di pena per i reati satellite legati alla continuazione, sostenendo l'assenza di spiegazioni dei giudici di merito. La Suprema Corte ha verificato che la corte territoriale aveva già motivato in modo logico e puntuale entrambi gli aspetti. I giudici hanno respinto l'impugnazione dichiarandola inammissibile e hanno condannato l'uomo al pagamento delle spese di giudizio oltre a tremila euro in favore della Cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: quando la quantità esclude la clemenza
Un Lavoratore è stato condannato per reati di contraffazione e ricettazione. Il suo difensore ha presentato ricorso in Cassazione, lamentando che la Corte d'Appello non aveva riconosciuto l'attenuante del danno di speciale tenuità, nonostante l'ingente quantità di merce contraffatta (oltre 10.000 etichette e 192 paia di scarpe). La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha stabilito che la valutazione sulla speciale tenuità del danno è un giudizio di merito insindacabile, se motivato logicamente. La grande quantità di merce giustificava il mancato riconoscimento dell'attenuante. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Rapina e danno lieve: la Cassazione chiarisce l’attenuante
Un individuo è stato condannato per rapina, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale. Ha presentato ricorso in Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che per la rapina, questa attenuante non si basa solo sul valore economico del bene rubato. È fondamentale considerare anche gli effetti dannosi sulla persona aggredita, inclusi i danni fisici e morali. La valutazione complessiva del pregiudizio, non ritenuto modesto nel caso specifico, è essenziale per applicare l'attenuante.
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Fucile da Rottamare: il Danno di Speciale Tenuità nel Peculato
La Corte di Cassazione ha chiarito i criteri per riconoscere il "danno di speciale tenuità" nel reato di peculato. Un Funzionario si era appropriato di un fucile destinato alla rottamazione e in pessimo stato. La Corte d'Appello aveva negato l'attenuante, ritenendo il fucile di "notorio valore". La Suprema Corte ha annullato questa decisione. Ha stabilito che per il "danno di speciale tenuità" conta solo il valore oggettivo e irrisorio del bene al momento del fatto, non la sua potenziale valenza storica o di collezionismo non dimostrata. Il caso tornerà in Appello per ricalcolare la pena, riconoscendo l'attenuante.
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Danno di speciale tenuità: stop allo sconto di pena per la rapina
L'Imputato ha subito una condanna per il reato di tentata rapina. Successivamente ha proposto ricorso in Cassazione per contestare il mancato riconoscimento dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa ha sostenuto che il valore economico della merce fosse modesto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici supremi hanno confermato che la merce oggetto di sottrazione non aveva un valore infimo o trascurabile. Pertanto l'attenuante del danno di speciale tenuità non trova applicazione. L'inammissibilità del ricorso preclude la possibilità di far valere l'eventuale prescrizione del reato maturata dopo la sentenza di secondo grado. L'Imputato deve pagare le spese del processo e versare tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Rapina e danno di speciale tenuità: le lesioni bloccano lo sconto
L'Imputato ha proposto ricorso per cassazione contro la condanna per rapina, contestando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante per danno di speciale tenuità. Il ricorrente riteneva rilevante il modesto valore economico del bene sottratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la rapina tutela contemporaneamente il patrimonio e la persona. Per valutare il danno di speciale tenuità, il giudice deve esaminare il complessivo pregiudizio arrecato alla vittima, includendo le lesioni fisiche provocate durante l'aggressione e non solo il danno patrimoniale. La Corte ha condannato il ricorrente alle spese e a una sanzione pecuniaria.
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Furto aggravato: destrezza o mezzo fraudolento? La Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Lavoratore condannato per furto aggravato. Il Lavoratore si era introdotto in un'abitazione arrampicandosi su un balcone. La Corte d'Appello aveva riqualificato l'aggravante da "destrezza" a "mezzo fraudolento". Il Lavoratore ha contestato questa modifica, ritenendola una nuova contestazione. La Cassazione ha respinto il ricorso, affermando che se l'imputazione descrive chiaramente i fatti della condotta aggravata, la riqualificazione giuridica in "furto aggravato con mezzo fraudolento" non viola il diritto di difesa. La Corte ha anche confermato la recidiva e negato le attenuanti, considerando il danno complessivo e la personalità dell'imputato.
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Rapina e danno di speciale tenuità: conta l’impatto complessivo
L'Imputato, condannato per rapina aggravata, ha impugnato la sentenza chiedendo l'applicazione dell'attenuante del danno di speciale tenuità. La difesa sosteneva che il giudice dovesse valutare esclusivamente il modesto valore economico della refurtiva, tralasciando ogni altro effetto sulla vittima. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il giudice di legittimità ha stabilito che la concessione dell'attenuante richiede un pregiudizio economico lievissimo e quasi irrisorio. La valutazione globale non si limita al prezzo di mercato del bene rubato, ma include tutti gli effetti pregiudizievoli subiti dalla persona offesa a causa della condotta violenta. L'Imputato perde definitivamente la causa e subisce la condanna al pagamento delle spese legali e di una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: quando il furto non ottiene sconti
Un imputato subisce la condanna per furto aggravato e presenta ricorso per Cassazione contestando il mancato riconoscimento dell'attenuante per danno di speciale tenuità, l'applicazione della recidiva e il giudizio di equivalenza sulle attenuanti. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile. L'attenuante patrimoniale richiede un pregiudizio economico lievissimo, valutando sia il valore intrinseco della refurtiva sia gli effetti ulteriori subiti dalla vittima. La ricchezza o la tolleranza economica della persona offesa non contano. I giudici hanno accertato la recidiva collegando i fatti precedenti all'inclinazione criminale attuale. L'imputato perde il giudizio e deve versare le spese legali oltre a una sanzione di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Danno di speciale tenuità: perché 50 euro rubati non bastano
L'Imputata è stata condannata per il reato di furto di una banconota da 50 euro, aggravato dalla destrezza. La difesa ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità, sostenendo l'esiguità dell'importo sottratto. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'attenuante del danno di speciale tenuità richiede un pregiudizio economico di valore pressoché irrisorio. I giudici hanno chiarito che la somma di 50 euro non può considerarsi un danno irrilevante. Inoltre, la capacità economica della vittima di sopportare la perdita è del tutto irrilevante ai fini della concessione del beneficio. L'Imputata perde la causa ed è stata condannata al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Banconote Contraffatte: 320 Euro non è Danno di Speciale Tenuità
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato condannato per detenzione di banconote contraffatte per un valore di 320 euro. L'Imputato chiedeva l'applicazione della circostanza attenuante del danno di speciale tenuità. La Corte ha ribadito che la valutazione del danno non considera solo l'importo, ma anche il disvalore sociale complessivo del fatto. Ha ritenuto che 320 euro non fosse un importo irrisorio. Per questo motivo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese processuali e al pagamento di una somma alla Cassa delle ammende.
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