Irrilevante la sottoscrizione del delegato della banca sul contratto

È irrilevante la sottoscrizione del delegato della banca sul contratto quadro, quando questo è firmato dall’investitore.


Repubblica Italiana
In nome del Popolo Italiano
il Tribunale di Roma  XVII Sezione

in persona del Giudice onorario Dott., in funzione di giudice unico, ha pronunciato, la seguente

SENTENZA n. 3250/2021 pubblicata il 23/02/2021

 nella causa civile di primo grado iscritta al numero  del ruolo generale degli affari contenziosi dell’anno 2017, vertente

TRA

XXX , in persona del legale rappresentante, YYY, ZZZ, KKK e JJJ con domicilio eletto in, presso lo studio dell’Avvocato, rappresentante e difensore  per procura alle liti a margine dell’atto di citazione notificato

-attori opponenti – E

QQQ SPA , con domicilio eletto in, presso lo Studio dell’Avv.  procuratore e difensore per procura in calce all’atto di costituzione

– convenuta opposta –

OGGETTO:  Mutuo .

Conclusioni come da verbale del  5.11.2020.

Sentenza redatta ai sensi del nuovo testo dell’art. 132 c.p.c.

Ragioni di fatto e di diritto della decisione

L’opposizione deve essere respinta.

In merito all’eccezione relativa all’invalidità del procedimento di mediazione nei confronti della XXX deve rilevarsi che dal verbale di mediazione versato in atti non si rinviene il difetto di procura eccepito né parte opposta ha documentato il predetto difetto non rilevato dal mediatore.

L’eccezione deve pertanto essere disattesa.

Nel merito l’opposizione non può trovare accoglimento.

Va infatti rilevato preliminarmente che la banca ha depositato gli estratti analitici sulla base dei quali è fondata la pretesa creditoria. Sotto tal profilo è abbondantemente superata la questione relativa alla emissione del decreto ingiuntivo.

Come infatti ha chiarito al giurisprudenza il decreto ingiuntivo è un accertamento anticipatorio con attitudine al giudicato e che, instauratosi il contraddittorio a seguito dell’opposizione, si apre un giudizio a cognizione piena caratterizzato dalle ordinarie regole processuali (cfr., secondo comma dell’art. 645 c.p.c.) anche in relazione al regime degli oneri probatori (in tale senso, Cassazione civile, sez. III, 17/11/2003, n. 17371; Cassazione civile, sez. I, 22/04/2003, n. 6421), con la conseguenza che oggetto del giudizio di opposizione non è tanto la valutazione di legittimità e di validità del decreto ingiuntivo opposto, quanto la fondatezza o meno della pretesa creditoria originariamente azionata in via monitoria, con riferimento alla situazione di fatto esistente al momento della pronuncia (in questi esatti termini, cfr., Cassazione civile, sez. III, 15/07/2005, n. 15026; Cassazione civile 12 agosto 2005 n. 16911 sez. II; Cassazione civile, 6 agosto 2004 n. 15186; Cassazione civile, 29 gennaio 2004 n. 1657).

Per conseguenza alla luce della documentazione depositata dalla banca a nulla rileva la precedente emissione  in ragione di un saldaconto.

Rispetto all’eccezione relativa alla nullità delle clausole vessatorie  deve rilevarsi che nei contratti le clausole vessatorie sono sottoscritte specificamente ed esattamente indicate nel loro contenuto e non sono approvate unitamente a clausole non vessatorie.

Rispetto all’ulteriore rilievo sulla nullità dei contratti mono-firma deve darsi atto dell’intervenuta pronunzia Sezioni Unite della Suprema Corte (Cass 898/2018) che ha affermato la piena validità dei predetti contratti.

Ha infatti chiarito la Suprema Corte che con riferimento alla norma di cui all’art. 23 T.U.F (che a pena di nullità prevede che “i contratti relativi alla prestazione di servizi di investimento e accessori sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti…”), si tratterebbe di nullità per difetto di forma posta nell’interesse esclusivo del cliente, intesa ad assicurare a quest’ultimo, da parte dell’Intermediario, la piena indicazione degli specifici servizi forniti, della durata e delle modalità di rinnovo del contratto e di modifica dello stesso, delle modalità proprie con cui si svolgeranno le singole operazioni, della periodicità, contenuti e documentazione da fornire in sede di rendicontazione ed altro come specificamente indicato, considerato che è l’investitore che abbisogna di conoscere e di potere all’occorrenza verificare nel corso del rapporto il rispetto delle modalità di esecuzione e le regole che riguardano la vigenza del contratto. Per tale ragione il vincolo di forma da essa  imposto va inteso secondo quella che è la funzione propria della norma e non automaticamente richiamando la disciplina generale della nullità: la specificità della disciplina consente infatti di scindere i due profili del documento come certezza della regola contrattuale e dell’accordo.

Per  conseguenza secondo la Suprema Corte è irrilevante la sottoscrizione del delegato della banca sul contratto quadro, quando questo è firmato dall’investitore ed una copia gli è stata consegnata ed il contratto ha avuto esecuzione, rimanendo quindi assorbito l’elemento strutturale della sottoscrizione di quella parte, l’intermediario, che, reso certo il raggiungimento dello scopo normativo con la sottoscrizione del cliente sul modulo contrattuale predisposto dall’intermediario e la consegna dell’esemplare della scrittura in oggetto, non verrebbe a svolgere alcuna specifica funzione.

Il principio espresso dalle Sezioni Unite, seppur riferentesi a caso di contratto di intermediazione finanziaria, deve ritenersi applicabile anche ai contratti bancari, attesa la sostanziale identità di disciplina e di ratio di protezione del cliente degli artt. 23 T.U.F. e 117 T.U.B.  a mente del quale “i contratti sono redatti per iscritto e un esemplare è consegnato ai clienti”.

La relativa questione deve pertanto essere superata.

In merito alla questione relativa alla presenza di interessi anatocistici ed usurari non può che rilevarsene la totale genericità in considerazione della circostanza che manca qualsiasi specifico riferimento ai rapporti dedotti in giudizio si dà rendere ogni accertamento contabile meramente esplorativo.

Quanto sopra è assorbente rispetto ad ogni ulteriore rilievo attesa la totale assenza di prova in ordine al comportamento asseritamente scorretto ed in mala fede che avrebbe tenuto la banca nella gestione dei rapporti.

Inoltre rispetto al termine di cui all’art. 1957 c.c. va rilevato che all’art. 5 del contratto di fidejussione è prevista apposita deroga al predetto termine.

Le domande di parte attrice, pertanto, devono essere respinte e deve essere pertanto respinta l’opposizione.

Le spese seguono la soccombenza e vengono liquidate come dispositivo.

Esecutiva per legge.

PER QUESTI MOTIVI

definitivamente pronunciando sulla domanda proposta da XXX , in persona del legale rappresentante, YYY, ZZZ, KKK e JJJ  nei confronti di   QQQ SPA  così provvede

1.- Respinge l’opposizione e per l’effetto conferma l’opposto decreto;

2.- respinge le domande di parte attrice;

3.- Condanna gli attori alla refusione in favore della convenuta delle spese di lite che liquida nella somma di €. 3.500,00 per compenso, oltre spese generali, IVA e CPA come per legge.

Così deciso in Roma il giorno 23/02/2021.

Il Giudice Onorario.