La fattura può costituire un valido elemento di prova

REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
Tribunale di Catania Quarta CIVILE

Il Tribunale, nella persona del giudice unico ha pronunciato la seguente

SENTENZA 814/2019 pubbl. il 22/02/2019

nella causa civile di I Grado iscritta al N. /2013 R.G. promossa da:

XXX (c.f.), con il patrocinio degli avv. e , elettivamente domiciliato in, presso il difensore avv.

ATTORE

contro:

YYY (C.F.), con il patrocinio dell’avv. (c .f.) , elettivamente domiciliato in presso lo studio dell’avv.

CONVENUTO
Posta in decisione all’esito dell’udienza del 5 novembre 2018, sulle conclusioni precisate come in atti, previa assegnazione alle parti dei termini di legge per il deposito delle comparse conclusionali e delle memorie di replica.

MOTIVI IN FATTO E IN DIRITTO

Con atto di citazione notificato in data 8.1.2013 XXX conveniva in giudizio innanzi al Tribunale di Catania- sez distaccata di Adrano –( oggi soppressa) la ditta “YYY” e proponeva opposizione avverso il decreto ingiuntivo n. /2012, reso dal Tribunale di Catania – Sez. Distaccata di Adrano in data 20/11/2012, notificato il 30/11/2012, con il quale, ad istanza di ***, in qualità di titolare della ditta “YYY”, le veniva ingiunto il pagamento della complessiva somma di € 72.045,88, oltre interessi e spese del procedimento, per il mancato pagamento delle forniture di prodotti alimentari eseguite in suo favore.L’opponente contestava l’esistenza di idonea prova scritta nonché la sussistenza e la certezza del credito vantato e chiedeva, pertanto, la revoca del decreto opposto.

Si costituiva l’opposta, contestava in fatto e in diritto il fondamento della proposta opposizione e ne chiedeva il rigetto, con conferma del decreto ingiuntivo opposto.

Ciò premesso l’opposizione è infondata e non può trovare accoglimento.

In primo luogo, giova osservare che il creditore odierno opposto ha provato la regolare esecuzione delle forniture dei prodotti alimentari cui è riferita l’ingiunzione di pagamento ( vedasi in particolare le fatture sottoscritte dalla destinataria e prodotte nel fascicolo monitorio).Va rilevato al riguardo che di nessun pregio pare essere nella specie l’argomentazione difensiva sostenuta dall’opponente circa la natura di mero indizio delle fatture in caso di contestazione del rapporto contrattuale, posto che nessuna eccezione in ordine all’esistenza del predetto rapporto è stata sollevata dall’odierna opponente, la quale, anzi , nell’atto introduttivo del presente giudizio, esponeche “i pagamenti di quanto di volta in volta consegnato, avvenivano al momento dello scarico della merce, ovvero non più di qualche ora più tardi”.Al riguardo, si evidenzia che “quando il rapporto contrattuale non sia contestato tra le parti, la fattura può costituire un valido elemento di prova e non un mero indizio quanto alla prestazione ivi eseguita,specie nell’ipotesi in cui il debitore abbia accettato senza contestazioni le fatture stesse nel corso dell’esecuzione del rapporto” ( Cass. civ. Sez. III, 15/05/2018, n. 11736).In ogni caso, non può non essere evidenziato che nella scrittura di riconoscimento di debito del 20/5/2010 (vedasi all. 6 al fascicolo monitorio), XXX, senza svolgere alcuna contestazione in ordine alla spettanza del credito ovvero alla sua insussistenza per intervenuto pagamento (totale oparziale), ha espressamente dichiarato di essere debitrice nei confronti dell’odierno opposto della“complessiva somma di € 72.045,88 a titolo di corrispettivo per le forniture fino ad oggi ricevute, oltre interessi ai sensi della L. 231/2002”.Appare evidente il valore confessorio delle suddetta dichiarazione, atteso che la stessa costituisce –oltre che una ricognizione di debito – una dichiarazione di scienza avente ad oggetto fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli all’altra parte, a cui si applicano le limitazioni probatorie previste dagli artt. 2732 c.c. e ss. Ne deriva, pertanto, che risulta, provato il mancato adempimento dell’obbligazione pecuniaria da parte dell’opponente, la quale, a fronte delle forniture di prodotti puntualmente eseguite dalla ditta odierna opposto, non ha inteso provvedere al relativo pagamento. Peraltro rileva il decidente che l’odierna opponente si è limitata ad affermare, solo labialmente, di aver pagato le forniture al momento delle singole consegne, senza, tuttavia, supportare tali affermazioni con alcun mezzo probatorio. Alla luce di siffatte argomentazione l’opposizione va rigettata e va pertanto confermato il DI opposto.

Le spese di lite seguono la soccombenza e sono liquidate nella misura indicata in dispositivo secondo i parametri di cui al dm n. 37/2018, avuto riguardo alla natura ed al valore della causa nonché all’attività difensiva concretamente espletata .

P.Q.M.

Il Tribunale, definitivamente pronunciando nella causa iscritta al n. /2013 RG, ogni diversa istanza disattesa o assorbita, rigetta l’opposizione proposta da XXX e per l’effetto conferma il DI opposto.

Condanna parte opponente a rimborsare alla convenuta le spese di lite, che si liquidano in € 3.800,00 per compensi di avvocato, oltre IVA, CPA e rimborso forfetario 15%.

Catania, 22/02/2019 .

il Giudice

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