Particolare tenuità del fatto, denunzie e precedenti di polizia non possono ritenersi preclusive al riconoscimento della causa di non punibilità

Il comportamento è abituale quando l’autore ha commesso, anche successivamente, più reati della stessa indole, oltre quello oggetto del procedimento.

La pluralità di reati può concretarsi non solo in presenza di condanne irrevocabili, ma anche nel caso in cui gli illeciti si trovino al cospetto del giudice che, dunque, è in grado di valutarne l’esistenza. In ogni caso, non può farsi riferimento a mere ipotesi, quali sono, a ben vedere, le denunzie ed i precedenti di polizia, prospettazioni unilaterali, cioè, tutte da verificare, e che, isolatamente considerate, non forniscono nemmeno la prova della iscrizione di una compiuta notitia criminis nel registro delle notizie di reato.

L’osservazione trova conferma in una recente pronunzia a Sezioni semplici nella quale si è escluso che il mero precedente giudiziario possa essere, di per sé, ostativo al riconoscimento dell’art. 131-bis c.p.

Nella porta motiva di Sez. 2, n. 41774 del 11.07.2018, si è posto in luce che “la stessa Relazione illustrativa dello schema di decreto legislativo predisposta dal Governo segnala che la legge delega utilizza un concetto in certa misura diverso rispetto a quello più usuale di occasionalità del fatto e che, ferma restando la necessità che il concetto di non abitualità del comportamento venga precisato in via interpretativa, esso implichi che la presenza di un precedente giudiziario non sia di per sé sola ostativa al riconoscimento della particolare tenuità del fatto, in presenza ovviamente degli altri presupposti. Ne consegue che, a maggior ragione, la sola evidenziazione dell’esistenza di identiche condotte (oggetto di denuncia) di cui si sconosce quali esiti processuali abbiano determinato non può, di per sé, ritenersi preclusiva al riconoscimento della particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.”

Può dunque affermarsi il seguente principio di diritto: “la mera presenza di denunzie nei confronti dell’imputato o di precedenti di polizia, di cui si ignora l’esito, non può, di per sé, costituire elemento ostativo al riconoscimento dell’applicabilità della causa di non punibilità di cui all’art. 131-bis c.p.; il giudice, quindi, ove risultino in atti denunzie e precedenti di polizia, ove sollecitato dalla difesa o anche d’ufficio, deve verificare l’esito di tali segnalazioni, per trarne l’esistenza di eventuali concreti elementi fattuali che dimostrino, in ipotesi, la abitualità del comportamento dell’imputato”

Cassazione Penale, Sezione Quarta, Sentenza n. 51526 ud. 04/10/2018 – deposito del 15/11/2018

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