A seguito del terremoto dell'Aquila del 2009, alcuni terreni privati sono stati occupati e poi espropriati per realizzare moduli abitativi provvisori. I proprietari hanno contestato la quantificazione della indennità di espropriazione, sostenendo che il valore dei terreni dovesse essere calcolato al momento del decreto di esproprio, considerando la nuova destinazione urbanistica edificabile acquisita di fatto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'indennità di espropriazione deve essere determinata in base alla destinazione urbanistica antecedente al sisma (6 aprile 2009). Questa norma eccezionale mira a evitare speculazioni e arricchimenti ingiustificati derivanti da variazioni urbanistiche dettate esclusivamente dall'emergenza abitativa. Vince il Comune dell'Aquila, mentre i proprietari perdono il ricorso e devono farsi carico delle spese processuali.
Continua »