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Legge 190/2014 — Anno 2024

Altri anni per Legge 190/2014

Assegno di natalità: Sì anche senza permesso lungo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10449/2024, ha confermato il diritto all'assegno di natalità per una cittadina extracomunitaria sprovvista di permesso di soggiorno di lungo periodo. La decisione si fonda su una precedente sentenza della Corte Costituzionale (n. 54/2022) che ha dichiarato illegittima la norma che escludeva da tale beneficio i cittadini di Paesi terzi regolarmente ammessi in Italia a fini lavorativi, ritenendola discriminatoria. L'ente previdenziale aveva negato la prestazione, ma i giudici hanno ribadito il principio di parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni di sicurezza sociale.
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Sospensione riscossione: i vizi non bloccano tutto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10939/2024, ha chiarito i limiti della procedura di sospensione riscossione e annullamento del debito. La Corte ha stabilito che tale meccanismo si applica solo per vizi imputabili all'ente creditore originario e non per difetti procedurali dell'agente della riscossione, come la mancata notifica della cartella. Inoltre, ha ribadito che per provare la notifica è sufficiente produrre l'estratto di ruolo e le relate, senza necessità dell'originale della cartella.
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Imposta Unica Scommesse: annullate le sanzioni 2010
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10759/2024, ha stabilito che l'Imposta Unica Scommesse è dovuta anche da operatori esteri senza concessione che operano in Italia tramite intermediari. Tuttavia, ha annullato le sanzioni relative all'anno 2010, riconoscendo una condizione di 'obiettiva incertezza normativa' precedente alla legge interpretativa del 2010. Per il 2011 e gli anni successivi, sia l'imposta che le sanzioni sono state confermate.
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Assegno di natalità: diritto anche per autonomi
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10667/2024, ha stabilito che l'assegno di natalità spetta anche ai cittadini stranieri titolari di un permesso di soggiorno per lavoro autonomo. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima l'esclusione dalla prestazione per i lavoratori stranieri non in possesso di un permesso di lungo periodo. Di conseguenza, il tipo specifico di permesso di soggiorno che consente di lavorare diventa irrilevante ai fini del diritto al beneficio, purché il richiedente sia legalmente presente e autorizzato a lavorare in Italia.
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Imposta unica scommesse: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di scommesse estera, confermando l'obbligo di versare l'imposta unica scommesse per le giocate raccolte in Italia tramite centri di trasmissione dati. La Corte ha stabilito che l'imposta è dovuta a prescindere dalla presenza di una concessione statale e non viola il diritto dell'Unione Europea.
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Assegno di natalità: sì anche senza lungo soggiorno
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ente previdenziale, confermando il diritto di un cittadino straniero a ricevere l'assegno di natalità. La decisione si basa sul principio di parità di trattamento stabilito dalla normativa europea e su una precedente sentenza della Corte Costituzionale, che ha dichiarato illegittima la norma che richiedeva il possesso di un permesso di soggiorno di lungo periodo, estendendo il beneficio a tutti i cittadini stranieri legalmente autorizzati a lavorare in Italia.
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Rimborso sisma Sicilia: diritto integrale al credito
Un contribuente, colpito dal terremoto in Sicilia del 1990, ottiene una sentenza definitiva per il rimborso integrale dell'IRPEF. L'Agenzia delle Entrate, tuttavia, paga solo il 50%, invocando una legge successiva sulla limitazione dei fondi statali. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 12495/2024, stabilisce che il diritto al rimborso sisma Sicilia, una volta accertato da un giudicato, non può essere ridotto. Le norme sulla disponibilità dei fondi regolano solo le modalità di pagamento, ma non intaccano il diritto del cittadino. Il giudice dell'ottemperanza deve quindi assicurare il pagamento completo, anche nominando un commissario ad acta se necessario.
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Sgravi contributivi: no se il lavoratore era assunto
La Cassazione ha respinto il ricorso di una cooperativa, confermando la revoca degli sgravi contributivi per l'assunzione di lavoratori. La Corte ha stabilito che i benefici non spettano se i lavoratori risultavano già assunti a tempo indeterminato nei sei mesi precedenti, basandosi sulle comunicazioni ufficiali al Centro per l'Impiego, ritenute prevalenti rispetto alle dichiarazioni dei lavoratori stessi.
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Diniego autotutela: quando l’impugnazione è tardiva
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una contribuente che aveva impugnato tardivamente un diniego di autotutela. La sentenza stabilisce che, una volta emesso un primo provvedimento di rigetto a un'istanza di sgravio, eventuali successivi dinieghi sono meramente confermativi e non riaprono i termini per l'impugnazione. La Corte ha inoltre ribadito i limiti alla possibilità di impugnare l'estratto di ruolo, confermando che il rapporto tributario era ormai divenuto definitivo.
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Rimborso sisma: il Fisco paga anche con fondi esigui
La Corte di Cassazione ha analizzato un caso di rimborso sisma, confermando che l'Amministrazione Finanziaria è tenuta a rimborsare integralmente il contribuente, anche se i fondi stanziati sono insufficienti. Sebbene il pagamento sia avvenuto durante il processo, la Corte ha dichiarato cessata la materia del contendere, condannando l'Agenzia al pagamento delle spese legali per il principio della soccombenza virtuale, avendo riconosciuto infondate le sue ragioni.
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Rimborso sisma: il diritto non si limita dai fondi
Una contribuente, avente diritto a un rimborso fiscale a seguito di un evento sismico, ha ricevuto solo un pagamento parziale dall'Amministrazione Finanziaria. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 19876/2024, ha respinto il ricorso dell'ente, stabilendo che le norme sulla gestione dei fondi per i pagamenti non possono limitare o estinguere il diritto del cittadino al rimborso integrale. La Corte ha confermato che la temporanea incapienza di un fondo non giustifica il mancato pagamento e che il giudice può nominare un commissario per garantire l'esecuzione della sentenza. La parola chiave è rimborso sisma.
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Aiuti di stato: la Cassazione blocca il rimborso fiscale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che obbligava l'Agenzia delle Entrate a rimborsare delle imposte a un contribuente. Il rimborso era basato su agevolazioni fiscali per il sisma in Sicilia del 1990, successivamente qualificate dalla Commissione Europea come aiuti di stato illegali. La Corte ha stabilito che il giudice dell'ottemperanza deve negare il pagamento se questo costituisce un aiuto di stato vietato, anche in presenza di una precedente sentenza nazionale definitiva a favore del contribuente, affermando la supremazia del diritto dell'Unione Europea.
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Rimborso sisma 1990: quando è aiuto di Stato?
La Corte di Cassazione analizza un caso di richiesta di rimborso sisma 1990 per le imposte IRPEF. L'ordinanza accoglie parzialmente il ricorso dell'Agenzia Fiscale, stabilendo che se il contribuente è un imprenditore, l'agevolazione fiscale si configura come aiuto di Stato. Di conseguenza, il giudice di merito avrebbe dovuto verificare, anche d'ufficio, il rispetto dei limiti e delle condizioni imposte dalla normativa europea. La sentenza è stata cassata con rinvio per effettuare tale accertamento.
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Proroga ex lege: la Cassazione sui contratti scaduti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22720/2024, ha stabilito che la proroga ex lege di un rapporto di collaborazione si applica anche se il contratto originario è scaduto il giorno prima dell'entrata in vigore della norma. La Corte ha privilegiato un'interpretazione basata sulla finalità della legge (garantire la continuità del servizio) rispetto a quella letterale, condannando un Ministero al risarcimento del danno per illegittimo recesso anticipato.
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Aiuti di Stato: sisma e rimborso, la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la decisione di una corte territoriale che aveva concesso un rimborso fiscale a un professionista colpito da un terremoto. Il rimborso è stato qualificato come potenziale forma di illeciti aiuti di Stato. La Suprema Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno l'obbligo di verificare la conformità di tali agevolazioni con le normative europee, in particolare con il regolamento "de minimis", prima di poterle concedere a imprese o professionisti. Il caso è stato rinviato per effettuare questa specifica verifica.
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Rimborso sisma impresa: la prova dei danni è cruciale
Un farmacista cerca di ottenere un rimborso fiscale per il sisma di Santa Lucia del 1990. La Corte di Cassazione nega la richiesta di 'rimborso sisma impresa', stabilendo che un imprenditore deve obbligatoriamente provare il nesso causale diretto tra i danni subiti e l'aiuto richiesto, in conformità con le normative UE sugli aiuti di Stato. La sola richiesta, senza dimostrazione delle perdite effettive, non è sufficiente per ottenere il beneficio.
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Raccolta scommesse illecita: licenza sempre necessaria
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore commerciale condannato per il reato di raccolta scommesse illecita. L'operatore agiva per conto di un allibratore straniero sprovvisto della necessaria concessione statale e della licenza di polizia. La Corte ha confermato che il sistema italiano del "doppio binario" (concessione + licenza) è compatibile con il diritto UE e che, per escludere la responsabilità penale, occorre dimostrare un'esclusione discriminatoria dai bandi di gara, circostanza non provata nel caso di specie. Rigettata anche la tesi dell'ignoranza inevitabile della legge in ragione della qualifica professionale dell'operatore.
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Raccolta abusiva di scommesse: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un operatore condannato per raccolta abusiva di scommesse. La sentenza sottolinea che la semplice riproposizione in Cassazione di motivi già rigettati in appello, senza una critica specifica alla decisione impugnata, rende il ricorso inammissibile. La Corte ha ribadito che l'assenza delle necessarie autorizzazioni e l'intermediazione illecita configurano il reato, a prescindere da presunte violazioni del diritto europeo.
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Assegno di natalità: sì a stranieri con permesso lavoro
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26583/2024, ha confermato il diritto di una cittadina extracomunitaria, titolare di un permesso di soggiorno per motivi familiari che le consentiva di lavorare, a ricevere l'assegno di natalità. L'Ente Previdenziale aveva negato il beneficio sostenendo fosse necessario un permesso di soggiorno di lungo periodo. La Corte, richiamando una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ha stabilito che escludere i lavoratori stranieri regolarmente soggiornanti da questa prestazione costituisce una discriminazione. L'assegno di natalità è stato qualificato come una misura di sicurezza sociale e non un semplice bonus demografico. L'ordinanza ha, tuttavia, corretto la sentenza d'appello su un punto: nessuna spesa legale è dovuta alla parte che, pur vincendo, non si è costituita in giudizio.
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Rimborso fiscale sisma: la residenza è decisiva
Un contribuente ha richiesto un rimborso fiscale per le imposte versate, basandosi su agevolazioni previste a seguito di un evento sismico. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il requisito fondamentale per ottenere il beneficio è la residenza in uno dei comuni specificamente elencati in un Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (D.P.C.M.). Poiché il contribuente non risiedeva in una delle aree designate, la richiesta di rimborso fiscale sisma è stata rigettata, confermando la validità del D.P.C.M. anche se il decreto-legge originario non era stato convertito.
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