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D.P.R. 917/1986 — Anno 2026

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Altri anni per D.P.R. 917/1986

Costi black list: prova dell’imposizione ordinaria
La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una società in merito alla deducibilità di costi per prestazioni rese da una stabile organizzazione in Svizzera. Sebbene la normativa sui costi black list preveda oneri probatori stringenti, la Corte ha stabilito che la certificazione fiscale estera che attesta l'assoggettamento a imposte ordinarie (federali, cantonali e comunali) è sufficiente a escludere il regime fiscale privilegiato, rendendo i costi deducibili.
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Transfer pricing: onere della prova e costi inerenti
La Corte di Cassazione interviene in materia di transfer pricing chiarendo la ripartizione dell'onere probatorio. L'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare l'esistenza di transazioni a prezzi non di mercato, ma se utilizza metodi comparativi (TNMM) deve garantire l'omogeneità dei campioni. La sentenza accoglie inoltre i motivi relativi alla deducibilità di costi legali non sufficientemente motivati come inerenti e all'omessa pronuncia su operazioni in regimi fiscali privilegiati.
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Tassazione rendimenti fondi pensione: le nuove regole
La Corte di Cassazione ha stabilito che la tassazione rendimenti fondi pensione con aliquota agevolata al 12,5% spetta solo se il contribuente prova che tali somme derivano da effettivi investimenti del capitale sul mercato finanziario o immobiliare. Nel caso in esame, il ricorso di un ex dirigente è stato rigettato poiché la documentazione prodotta non dimostrava un reale investimento, basandosi invece su semplici calcoli matematici e sulla redditività generale dell'azienda.
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Plusvalenza cessione fabbricati: stop alla tassazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la plusvalenza cessione fabbricati non può essere applicata se l'oggetto della vendita è un edificio, anche se destinato alla demolizione. Il fisco non può riqualificare l'atto come vendita di terreno edificabile basandosi sulle intenzioni future dell'acquirente, annullando così l'accertamento fiscale emesso contro il contribuente.
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Tassazione dividendi esteri: rimborso per soci UE
La Corte di Cassazione ha sancito il diritto di una banca europea al rimborso delle ritenute fiscali operate in Italia sui dividendi percepiti tra il 2004 e il 2007. La decisione chiarisce che la tassazione dividendi esteri non può essere più gravosa di quella applicata alle società residenti, in quanto ciò violerebbe il principio di libera circolazione dei capitali garantito dai trattati dell'Unione Europea.
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Sanzioni tributarie: quando l’aumento è illegittimo
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti all'applicazione delle sanzioni tributarie aggravate. In un caso di frode IVA tramite operazioni inesistenti, la Corte ha confermato la responsabilità della società, ma ha annullato l'aumento del 40% per recidiva, poiché mancavano precedenti violazioni accertate in modo definitivo.
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Tassazione zainetto pensionistico: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un ex dipendente bancario in merito alla tassazione zainetto pensionistico erogato da un fondo di previdenza complementare. Il contribuente richiedeva il rimborso dell'IRPEF, sostenendo la deducibilità dei contributi versati al fondo durante gli anni di servizio. La Corte ha confermato che tale prestazione in capitale, equiparata a una pensione integrativa, deve essere tassata sull'intero ammontare, senza possibilità di scomputare i contributi volontari, poiché solo i contributi obbligatori per legge sono esclusi dalla formazione del reddito.
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Azione revocatoria separazione: quando è possibile?
La Corte di Cassazione ha confermato la validità di un'azione revocatoria separazione promossa dall'amministrazione finanziaria contro un contribuente. Quest'ultimo aveva trasferito l'intero patrimonio immobiliare alla moglie e alle figlie nell'ambito di un accordo di separazione, subito dopo aver ricevuto un accertamento fiscale milionario. La Corte ha stabilito che la pendenza di un giudizio sul debito non sospende la revocatoria e che gli accordi di separazione non scudano i trasferimenti fraudolenti.
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Detraibilità interessi mutuo: novità per l’abitazione
La Corte di Cassazione ha stabilito che la detraibilità interessi mutuo spetta anche per l'acquisto del solo diritto di abitazione, equiparandolo alla proprietà. Inoltre, il contribuente non è responsabile in solido se il sostituto d'imposta non versa le ritenute d'acconto già effettuate.
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Contributi INPS utili non distribuiti: base imponibile
L'ordinanza esamina se i contributi INPS utili non distribuiti di una società di capitali debbano concorrere alla formazione della base imponibile per i soci iscritti alla gestione artigiani. La Corte di Cassazione, rilevando la natura seriale della questione e la complessità dell'interpretazione normativa, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per definire se tali somme costituiscano reddito d'impresa o semplice capitale investito.
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Contributi INPS utili non distribuiti: il caso
L'ordinanza esamina l'obbligo di versare i contributi INPS utili non distribuiti da parte di un socio amministratore di una società di capitali. Mentre i giudici di merito hanno escluso tale obbligo per le somme accantonate a riserva, la Cassazione ha rilevato la particolare rilevanza della questione interpretativa dell'art. 3 bis del d.l. n.384/1992, disponendo il rinvio alla pubblica udienza per un approfondimento necessario data la natura seriale del contenzioso.
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Contributi INPS utili non distribuiti: il caso Cassazione
L'ordinanza esamina l'obbligo di versare i contributi INPS utili non distribuiti per i soci di società di capitali. La Corte di Cassazione, rilevando la natura seriale del contenzioso e la complessità interpretativa della norma, ha deciso di rinviare la causa alla pubblica udienza per definire se tali somme costituiscano reddito d'impresa ai fini previdenziali.
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Contributi INPS utili non distribuiti: le novità
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dei contributi INPS utili non distribuiti in relazione ai soci di una società di capitali iscritti alla Gestione artigiani e commercianti. L'istituto previdenziale pretendeva il pagamento della contribuzione a percentuale anche su somme mai percepite dal socio. I giudici di merito hanno dato ragione al contribuente, e la Suprema Corte, data la rilevanza della questione, ha disposto il rinvio alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Regime fiscale immobili storici: l’agevolazione è automatica
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1932/2026, ha stabilito un principio fondamentale per il regime fiscale degli immobili storici. Anche in caso di accertamento per redditi da locazione non dichiarati, l'amministrazione finanziaria deve applicare d'ufficio il regime agevolativo previsto per i beni di interesse storico-artistico. La Corte ha chiarito che tale beneficio non è subordinato a una specifica richiesta del contribuente, trattandosi del regime ordinario di determinazione del reddito per questa categoria di immobili. Il ricorso della contribuente è stato quindi accolto su questo punto, cassando la sentenza precedente e rinviando per una nuova valutazione.
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Regime fiscale ASD: quando viene disconosciuto
La Cassazione analizza il caso di una ASD a cui è stato revocato il regime fiscale agevolato. Pur confermando la natura commerciale dell'attività, la Corte cassa la sentenza per omessa pronuncia sulla detrazione dei costi, rinviando il caso per un nuovo esame.
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Obbligo dichiarazione partecipazioni estere indirette
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1851/2026, ha stabilito che l'obbligo di dichiarazione ai fini del monitoraggio fiscale (Quadro RW) sussiste anche per le partecipazioni in società italiane detenute indirettamente tramite una società estera. Nel caso specifico, una contribuente, titolare effettiva di una società anonima situata in un paradiso fiscale, non aveva dichiarato le quote di società italiane (incluse società di persone) possedute da quest'ultima. La Corte ha rigettato il ricorso della contribuente, affermando che la normativa sul monitoraggio fiscale ha una portata ampia, mirando a colpire la detenzione effettiva di attività estere capaci di produrre reddito in Italia, a prescindere dalla forma giuridica della società partecipata o dallo schermo societario estero utilizzato.
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Presunzione utili soci: la Cassazione rinvia il caso
In un caso riguardante la presunzione utili soci di una società a ristretta base, l'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento ai soci per utili extracontabili, nonostante la società fosse già estinta. Le commissioni tributarie hanno confermato la legittimità degli atti. La Corte di Cassazione, investita della questione, ha emesso un'ordinanza interlocutoria, disponendo il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, ritenuti indispensabili per la decisione finale.
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Litisconsorzio necessario: processo nullo senza società
Due soci impugnano un avviso di accertamento relativo ai loro redditi da partecipazione. La Corte di Cassazione, tuttavia, non entra nel merito della questione fiscale, ma rileva d'ufficio un vizio procedurale insanabile: l'assenza nel giudizio delle società di persone da cui originava il reddito. In applicazione del principio del litisconsorzio necessario, che impone la partecipazione di tutti i soggetti interessati dall'accertamento unitario (società e tutti i soci), la Corte ha dichiarato la nullità dei giudizi di primo e secondo grado, cassando la sentenza e rinviando la causa al primo giudice per la riassunzione del processo nei confronti di tutte le parti necessarie.
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Credito d’imposta estero: sì anche senza quadro GN
Una società holding, pur avendo percepito redditi dall'estero tra il 2004 e il 2012, ometteva di compilare i quadri specifici della dichiarazione dei redditi per richiedere il credito d'imposta estero. L'Agenzia delle Entrate negava il rimborso, ma la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del contribuente. La Suprema Corte ha stabilito che la mancata indicazione nel modello dichiarativo non comporta la decadenza dal diritto, in quanto le norme dei trattati internazionali contro la doppia imposizione prevalgono sulla normativa interna. L'attuale art. 165 del TUIR, a differenza della normativa precedente, non prevede una sanzione di decadenza esplicita per tale omissione.
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Credito imposta estero: no se manca pagamento reale
Una società manifatturiera chiedeva un credito d'imposta per tasse pagate nel Regno Unito su interessi maturati verso una società del gruppo. L'Agenzia delle Entrate ha negato il credito, sostenendo che gli interessi non erano stati effettivamente pagati, ma regolati tramite scritture contabili che trasferivano il debito a un'altra consociata. La Corte di Cassazione ha confermato il diniego, chiarendo che per l'applicazione del **credito d'imposta estero** è presupposto necessario un pagamento reale ed effettivo del reddito di fonte estera, non dimostrato nel caso di specie. Le mere annotazioni contabili sono risultate insufficienti.
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