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D.P.R. 380/2001 — Anno 2024

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Altri anni per D.P.R. 380/2001

Responsabilità Direttore Lavori: La Cassazione decide
Una società costruttrice cita in giudizio il direttore dei lavori per gravi vizi di umidità in un immobile. La Corte d'Appello esclude la colpa del professionista a causa della forte ingerenza del committente. La Corte di Cassazione, ribaltando la decisione, afferma che la responsabilità del direttore dei lavori non viene meno. È suo dovere impartire le corrette direttive tecniche, vigilare sulla loro esecuzione e, in caso di disaccordo, persino sospendere i lavori. La scelta di un'adeguata impermeabilizzazione rientra pienamente nei suoi compiti professionali, e spetta a lui dimostrare di aver adempiuto diligentemente al proprio incarico. La causa è stata rinviata alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Ordine di demolizione: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un ordine di demolizione per un abuso edilizio. La sentenza chiarisce che non si possono introdurre nuove questioni legali in sede di Cassazione e che la sanatoria edilizia non è applicabile a nuove costruzioni in aree protette, né può essere richiesta solo per una parte dell'immobile abusivo.
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Particolare tenuità: no se l’abuso è speculativo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati contro la confisca di un immobile abusivo. Nonostante il reato fosse prescritto, la Corte ha escluso l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, data la gravità oggettiva e soggettiva dell'operazione. L'intervento, realizzato con finalità puramente speculative, consisteva nella trasformazione di un rustico in due unità abitative in violazione delle norme urbanistiche, dimostrando una premeditazione incompatibile con la tenuità dell'offesa.
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Errore percettivo: Cassazione ammette l’errore
La Corte di Cassazione esamina un caso di errore percettivo. Un imputato, condannato per abuso edilizio, aveva ottenuto la sospensione condizionale della pena subordinata alla demolizione. La Cassazione, in un primo momento, aveva erroneamente rigettato il ricorso credendo che la sospensione fosse stata negata. Con questa nuova sentenza, la Corte ammette il proprio errore percettivo, ma rigetta comunque il ricorso. La motivazione risiede nel fatto che, avendo l'imputato già usufruito in passato della sospensione, la condizione della demolizione era un obbligo di legge e non una scelta discrezionale del giudice, rendendo il motivo di ricorso originario manifestamente infondato.
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Reformatio in peius: la pena non può mai peggiorare
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso relativo al divieto di reformatio in peius nel giudizio di rinvio. A seguito dell'annullamento parziale di una sentenza per prescrizione del reato più grave, la Corte d'Appello aveva rideterminato la pena mantenendo la stessa pena base per un reato diverso. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo che il divieto non è violato se la pena finale, per specie e quantità, non risulta più gravosa di quella annullata, anche se la pena base resta identica per un reato meno grave.
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Responsabilità direttore lavori: cliente vuole l’abuso
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7931/2024, ha stabilito un importante principio in materia di responsabilità del direttore dei lavori. Nel caso esaminato, una proprietaria immobiliare aveva citato in giudizio il geometra incaricato per i danni derivanti da un abuso edilizio. Tuttavia, è emerso che era stata la stessa committente a insistere per la realizzazione dell'opera illegale, nonostante fosse stata avvertita dei rischi. La Suprema Corte ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento, chiarendo che la consapevole e volontaria richiesta del cliente di compiere un'irregolarità interrompe il nesso causale, escludendo la responsabilità contrattuale del professionista nei suoi confronti.
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Giudice dell’esecuzione e prescrizione: limiti poteri
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per abusi edilizi, che chiedeva in fase esecutiva la declaratoria di prescrizione del reato maturata prima della sentenza definitiva. La Corte ha ribadito che il giudice dell'esecuzione ha poteri limitati alla verifica del titolo esecutivo e non può riesaminare questioni, come la prescrizione, che andavano sollevate nel processo di cognizione.
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Padel: permesso di costruire obbligatorio, no SCIA
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro di due campi da padel realizzati in zona vincolata. La sentenza stabilisce che per la loro costruzione è necessario il permesso di costruire, in quanto si tratta di una 'nuova costruzione' che modifica permanentemente il territorio, e non di una semplice ristrutturazione soggetta a SCIA, anche se in sostituzione di preesistenti campi da tennis.
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Danno da infiltrazioni: il proprietario è responsabile
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna del proprietario di un appartamento per un danno da infiltrazioni causato all'unità immobiliare sottostante. La Corte ha stabilito che la responsabilità del proprietario, in qualità di custode ai sensi dell'art. 2051 c.c., sussiste indipendentemente dal fatto che l'immobile fosse disabitato. Inoltre, è stato chiarito che il diritto al risarcimento per il danneggiato non viene meno neanche se il suo locale è stato oggetto di un mutamento di destinazione d'uso non autorizzato, poiché il danno alla struttura fisica del bene costituisce comunque un 'danno ingiusto'.
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Abuso edilizio: no fiscalizzazione per difformità totale
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che bloccava lo sgombero di un intero immobile oggetto di abuso edilizio. La Corte ha stabilito che la procedura di "fiscalizzazione" (sanzione pecuniaria al posto della demolizione) non è applicabile in caso di difformità totale rispetto al permesso di costruire. Inoltre, ha ribadito che l'impossibilità tecnica di demolire, se causata dallo stesso responsabile dell'abuso, non è un valido motivo per evitarla. Infine, ha confermato che l'ordine di demolizione ha natura reale, ovvero segue l'immobile e si applica anche ai successivi proprietari.
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Distanze tra costruzioni: la sopraelevazione è nuova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 7595/2024, ha rigettato il ricorso di una proprietaria che aveva realizzato una sopraelevazione e una scala esterna senza rispettare le normative locali sulle distanze. La Corte ha ribadito che tali interventi si qualificano come 'nuova costruzione' e, pertanto, devono rispettare le distanze tra costruzioni più restrittive previste dagli strumenti urbanistici locali, non essendo sufficiente il rispetto della distanza minima del Codice Civile. Confermato l'obbligo di arretramento e rimozione delle opere.
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Ne bis in idem: no in reati ambientali permanenti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per reati ambientali e urbanistici. La Corte ha escluso l'applicazione del principio del ne bis in idem, distinguendo nettamente tra la condotta di 'raccolta' di rifiuti, oggetto di un precedente procedimento, e quella di 'smaltimento' e 'realizzazione di discarica abusiva', contestata nel nuovo giudizio. È stata inoltre ribadita la natura di reato permanente della discarica abusiva, la cui consumazione perdura nel tempo.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche con reato prescritto
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di alcuni proprietari condannati per lottizzazione abusiva. Nonostante il reato fosse stato dichiarato prescritto, la Corte ha confermato la confisca degli immobili e delle opere realizzate. La decisione si fonda sul principio che la confisca urbanistica può essere disposta se la sussistenza del reato, nei suoi profili oggettivi e soggettivi, è stata accertata prima del decorso del termine di prescrizione. Nel caso specifico, la lottizzazione abusiva era stata provata in modo definitivo prima che scattasse la prescrizione, rendendo legittima la misura ablativa.
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Ordine di demolizione: obbligatorio col patteggiamento
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'ordine di demolizione di un'opera abusiva è una conseguenza obbligatoria e non discrezionale anche in caso di sentenza di patteggiamento. A seguito del ricorso di un Procuratore Generale contro una sentenza che aveva omesso tale ordine, la Suprema Corte ha annullato parzialmente la decisione, disponendo direttamente la demolizione e la rimessione in pristino. La sentenza chiarisce che il patteggiamento, equiparato a una condanna per questi fini, non permette alle parti di negoziare l'esclusione della demolizione, trattandosi di un atto dovuto per il giudice per ripristinare la legalità violata.
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Occupazione abusiva demanio: quando è reato?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10247 del 2024, ha confermato il sequestro preventivo di uno stabilimento balneare. Il caso riguardava una società che operava sulla base di concessioni demaniali ritenute illegittime. La Corte ha stabilito che il giudice penale ha il potere di valutare la legittimità di un atto amministrativo, come una concessione, per determinare se sussiste il reato di occupazione abusiva demanio. La palese illegittimità del titolo, unita a ulteriori abusi edilizi, è stata considerata sufficiente a configurare il 'fumus delicti', compreso l'elemento soggettivo, anche in fase cautelare.
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Condono edilizio: no al silenzio assenso in zone con vincolo
La Cassazione ha respinto il ricorso di un cittadino contro un ordine di demolizione. La Corte ha stabilito che per il condono edilizio in aree vincolate è necessario un parere paesaggistico esplicito e favorevole, escludendo l'applicabilità del silenzio assenso. Inoltre, le opere non risultavano ultimate entro i termini di legge.
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Certificato di idoneità statica e prescrizione reato
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per il reato di utilizzo di un immobile senza collaudo statico. La Corte ha stabilito che la presentazione di un certificato di idoneità statica, equipollente al collaudo secondo la legge regionale, determina la cessazione della permanenza del reato, facendo così decorrere il termine di prescrizione. Nel caso specifico, il reato è stato dichiarato estinto per prescrizione, poiché il termine era maturato prima della sentenza di condanna.
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Difformità totale: quando l’abuso edilizio è grave
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10238 del 2024, ha confermato la condanna per due soggetti che avevano realizzato una serie di interventi edilizi sul proprio immobile. La Corte ha stabilito che, nonostante la presenza di alcuni titoli abilitativi, l'insieme delle opere (tra cui la chiusura di un portico, la modifica d'uso di un garage e aumenti volumetrici) costituiva una 'difformità totale' rispetto al progetto autorizzato, creando di fatto un organismo edilizio nuovo e diverso. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, in quanto la valutazione degli abusi deve essere unitaria e non parcellizzata, e la gravità delle opere escludeva l'applicazione della particolare tenuità del fatto.
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Irregolarità urbanistiche: quando si può risolvere?
La Corte di Cassazione conferma la risoluzione di un contratto preliminare a causa di gravi irregolarità urbanistiche dell'immobile. La Suprema Corte ha stabilito che l'inadempimento del venditore, che non ha garantito la conformità del bene, è sufficientemente grave da legittimare la richiesta del compratore di sciogliere il contratto e ottenere la restituzione della caparra. L'analisi del giudice può estendersi a tutte le difformità, anche se non specificamente elencate nell'atto iniziale, poiché l'oggetto della domanda è la conformità complessiva dell'immobile.
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Sequestro preventivo: aumento del carico urbanistico
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di immobili abusivi. La Corte ha confermato che il pericolo, necessario per il sequestro, sussiste anche per opere ultimate se queste causano un aumento del carico urbanistico su aree vincolate, aggravando la lesione al territorio. È stato inoltre ribadito che le contestazioni sulla tardività delle indagini devono essere specifiche e non generiche.
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