Due individui, condannati per spaccio di droga, hanno chiesto la restituzione denaro sequestrato, una somma ingente trovata nel loro appartamento. Essi sostenevano che il denaro fosse loro in quanto rinvenuto nella loro abitazione e non rivendicato da terzi. Il Tribunale di Milano aveva negato la restituzione, decisione confermata dalla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che per ottenere la restituzione di beni sequestrati non basta il semplice possesso (favor possessionis), ma è indispensabile dimostrare un diritto legittimo (ius possidendi) sul denaro, soprattutto quando gli imputati non provano un reddito lecito compatibile con la somma e sono stati condannati per attività illecite. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili.
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