LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

D.L. 193/2016 — Sezione Quinta Civile

Pagina 9 di 23

Altri anni per D.L. 193/2016

Definizione agevolata: estinta la lite fiscale in Cassazione
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'amministrazione finanziaria contestava l'antieconomicità di un'operazione finanziaria estera, richiedendo maggiori imposte e sanzioni. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, pagando integralmente l'importo dovuto in cinque rate e impegnandosi a rinunciare alla causa. La Corte di Cassazione ha preso atto del regolare perfezionamento della procedura e ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere. Le spese del processo sono state compensate, rimanendo a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma e le spese si azzerano
L'amministrazione finanziaria aveva notificato a un contribuente un avviso di accertamento per l'Irpef del 2004. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata per estinguere il debito fiscale, provvedendo al pagamento dell'importo dovuto in un'unica soluzione e rinunciando formalmente alla prosecuzione della causa. La Suprema Corte, accertata la regolarità del pagamento e l'assenza di obiezioni da parte dell'ufficio impositore, ha dichiarato la cessazione della materia del contendere. I giudici hanno inoltre disposto la compensazione delle spese di lite, stabilendo che addebitare i costi del giudizio al contribuente contrasterebbe con la finalità agevolativa della sanatoria, la quale mira a favorire la chiusura delle pendenze senza ulteriori oneri.
Continua »
Definizione agevolata: il ricorso si spegne senza costi extra
Un contribuente, ritenuto responsabile per sanzioni tributarie relative a imposte non versate da una società, ha impugnato l'avviso di accertamento. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha aderito alla definizione agevolata (la cosiddetta rottamazione delle cartelle) e ha presentato formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese tra le parti. I giudici hanno inoltre stabilito che non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, poiché la rinuncia deriva da un evento successivo alla presentazione del ricorso.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle sanzioni senza spese doppie
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per sanzioni collegate a violazioni tributarie di una società. Durante il giudizio di Cassazione, il ricorrente ha presentato formale rinuncia al ricorso, avendo aderito alla definizione agevolata delle pendenze tributarie. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese di giudizio. Inoltre, i giudici hanno escluso l'obbligo di versare il doppio contributo unificato, poiché la causa di inammissibilità è derivata da un evento successivo alla presentazione del ricorso.
Continua »
Definizione agevolata: lite chiusa, dubbi sulle cartelle
Il Contribuente, titolare di una ditta individuale, impugnava gli avvisi di accertamento emessi dall'Amministrazione Finanziaria per presunte vendite non dichiarate di ricariche telefoniche. Nel corso del giudizio di legittimità, il Contribuente presentava domanda di definizione agevolata delle liti pendenti, pagando le somme dovute. L'Amministrazione Finanziaria confermava il perfezionamento della procedura. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato l'estinzione del giudizio principale per cessata materia del contendere, compensando le spese. Per le cause collegate relative alle cartelle di pagamento e ai provvedimenti di sgravio parziale, la Corte ha invece disposto il rinvio a nuovo ruolo, concedendo sessanta giorni alle parti per fornire chiarimenti sull'estensione della sanatoria a tutte le annualità contestate.
Continua »
Definizione agevolata: la società cancella il debito con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole ottenuta da una società contribuente in merito a un avviso di accertamento per IVA non versata. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto l'accesso alla definizione agevolata delle controversie tributarie, pagando le rate previste dalla legge. L'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità dei pagamenti e ha chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato estinto il giudizio per cessazione della materia del contendere, stabilendo che le spese del processo rimangano a carico della parte che le ha anticipate.
Continua »
Definizione agevolata della lite: come chiudere la causa in Cassazione
Il Contribuente impugnava gli avvisi di accertamento per imposte dirette e IVA relativi agli anni 1999/2002. La Commissione tributaria regionale respingeva la tesi del Contribuente, ritenendo non valido un precedente condono poiché non inviato telematicamente. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha richiesto e ottenuto la definizione agevolata della lite ai sensi del decreto legge 193/2016. Anche l'Agenzia delle Entrate ha confermato la regolarità della procedura. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite fiscale sul fallimento
L'Agenzia delle Entrate ha sanzionato una società in fallimento per omessa applicazione di ritenute sui dividendi distribuiti a soci residenti in Italia, contestando un abuso del diritto finalizzato a eludere il fisco. La società ha impugnato le sanzioni, ma durante il giudizio di Cassazione ha aderito alla definizione agevolata della cartella esattoriale, pagando le somme dovute. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuto difetto di interesse, compensando le spese di giudizio ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Fisco contro impresa: cessazione della materia del contendere
Una società e i suoi soci impugnavano alcuni avvisi di accertamento emessi dall'Agenzia delle Entrate per il recupero di imposte non versate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, i contribuenti proponevano ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, i ricorrenti aderivano alla definizione agevolata delle pendenze tributarie, provvedendo al pagamento di quanto dovuto. L'Agenzia delle Entrate confermava il regolare pagamento e chiedeva l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha quindi dichiarato la cessazione della materia del contendere, ponendo le spese di giudizio a carico di chi le ha anticipate, senza l'applicazione del raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: la lite si spegne senza vincitori né vinti
Un'azienda e i suoi soci impugnavano alcuni avvisi di accertamento per contestazioni sull'ammortamento di immobili in leasing. Durante il giudizio di Cassazione, i soci decidevano di aderire alla definizione agevolata, pagando le somme dovute e presentando formale rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso per sopravvenuta carenza di interesse, compensando le spese di giudizio ed escludendo il raddoppio del contributo unificato. La definizione agevolata ha quindi estinto la controversia fiscale, rendendo superfluo l'esame del merito della causa.
Continua »
Definizione agevolata: il fisco si ferma e cancella la causa
Una commerciante ha impugnato un avviso di accertamento per maggiore IVA e sanzioni. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente ha aderito alla definizione agevolata (cosiddetta rottamazione delle cartelle), impegnandosi a rinunciare alla causa e pagando le somme dovute. Sia la contribuente sia l'Agenzia delle Entrate hanno quindi chiesto l'estinzione del processo. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per rinuncia, stabilendo che l'adesione alla definizione agevolata estingue la lite e che non occorre liquidare le spese di giudizio, in quanto i costi del processo pendente sono assorbiti dalla sanatoria stessa.
Continua »
Rinuncia al ricorso tributario: stop alle liti senza sanzioni
Un ex socio di una società estinta impugnava un avviso di accertamento per maggiori imposte sui redditi di capitale. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Successivamente, il contribuente presentava istanza di definizione agevolata e depositava formale atto di rinuncia. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per sopravvenuta carenza di interesse. La rinuncia al ricorso tributario, pur non notificata alla controparte, determina l'estinzione del giudizio senza la condanna al pagamento del doppio contributo unificato, con compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: addio alla causa con il Fisco
Una contribuente, socia di una società estinta, ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte societarie. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del processo, la ricorrente ha depositato un atto di rinuncia al ricorso, avendo aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese legali tra le parti. Di conseguenza, la controversia tributaria si è conclusa definitivamente senza una decisione sul merito, grazie alla pace fiscale raggiunta.
Continua »
Cessazione della materia del contendere: stop alla lite col fisco
Il Contribuente propone ricorso per revocazione contro un'ordinanza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato improcedibile il suo ricorso tributario. Nelle more del giudizio, Il Contribuente aderisce alla definizione agevolata prevista dal decreto-legge n. 193/2016, provvedendo al regolare pagamento delle somme dovute per sanare la pendenza. Di conseguenza, Il Contribuente rinuncia al ricorso e l'Agenzia delle Entrate conferma il buon esito della sanatoria. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: stop alla lite fiscale in Cassazione
Una società di persone e le sue socie ricevevano avvisi di accertamento per omessa dichiarazione di redditi da partecipazione. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, le contribuenti proponevano ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società veniva cancellata dal registro delle imprese e le socie aderivano alla definizione agevolata dei carichi pendenti, pagando quanto dovuto in un'unica soluzione. La Corte di Cassazione, preso atto del regolare pagamento e del perfezionamento della sanatoria, ha dichiarato l'estinzione del processo per cessazione della materia del contendere. L'adesione alla definizione agevolata ha così risolto definitivamente la controversia tributaria, rendendo inutile qualsiasi ulteriore decisione sul merito della pretesa fiscale.
Continua »
Definizione agevolata: stop alle liti fiscali anche senza notifica
Una contribuente ha impugnato un avviso di accertamento basato su indici di capacità contributiva, tra cui l'acquisto di una casa di lusso e le spese per una collaboratrice domestica. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la contribuente ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la stessa ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie e ha dichiarato di voler rinunciare agli atti del giudizio. Sebbene la rinuncia non sia stata regolarmente notificata all'Agenzia delle Entrate, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse. L'adesione alla definizione agevolata dimostra infatti il venir meno dell'interesse a coltivare la causa. Le spese del giudizio sono state compensate e si è escluso il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata: sì alla sospensione, no all’estinzione
Un'azienda ha impugnato un avviso di accertamento fiscale e, durante il giudizio in Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo per aver aderito alla definizione agevolata delle cartelle esattoriali. L'azienda ha dimostrato di aver pagato interamente le rate di una cartella, ma per una seconda cartella il piano di rateizzazione era ancora in corso, con diverse rate residue da saldare. La Corte di Cassazione ha stabilito che non si può dichiarare l'estinzione del giudizio finché non viene fornita la prova dell'integrale pagamento di tutte le rate previste. Di conseguenza, i giudici hanno deciso di non chiudere definitivamente la causa, ma di disporre la sospensione del processo fino al completo perfezionamento dei pagamenti.
Continua »
Definizione agevolata: vittoria dopo due sconfitte col fisco
L'Agenzia delle Entrate notificava a Il Contribuente un avviso di accertamento basato sul redditometro, contestando un reddito maggiore per il possesso di tre auto e un'abitazione. Dopo il rigetto dei ricorsi nei primi due gradi di giudizio, Il Contribuente proponeva ricorso in Cassazione. Durante la pendenza del giudizio di legittimità, Il Contribuente aderiva alla definizione agevolata, provvedendo al pagamento regolare di tutte le rate previste. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio per cessazione della materia del contendere, disponendo la compensazione delle spese tra le parti ed escludendo il raddoppio del contributo unificato.
Continua »
Definizione agevolata delle controversie tributarie: lite chiusa
Una società fallita, rappresentata dal curatore, ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate recuperava imposte a causa dell'inesistenza fisica di beni strumentali per i quali era stato chiesto il rimborso. Dopo i giudizi di merito sfavorevoli, il curatore ha proposto ricorso in Cassazione. Successivamente, la società ha aderito alla definizione agevolata delle controversie tributarie ai sensi del decreto-legge 193/2016, notificando la formale rinuncia al ricorso all'ente impositore. La Corte di Cassazione ha preso atto della rinuncia e ha dichiarato l'estinzione del giudizio, disponendo la compensazione delle spese di lite tra le parti.
Continua »
Definizione agevolata: il pagamento cancella la lite col Fisco
Il Contribuente ha aderito alla procedura di definizione agevolata dei carichi pendenti per risolvere una controversia fiscale con l'Amministrazione Finanziaria. Avendo pagato integralmente gli importi dovuti entro i termini stabiliti dall'Agente della riscossione, la procedura si è perfezionata con successo. Di conseguenza, Il Contribuente ha presentato formale rinuncia al ricorso pendente davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte, preso atto del regolare pagamento e della rinuncia, ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese di lite tra le parti.
Continua »